{"id":2253,"date":"2026-06-05T15:50:55","date_gmt":"2026-06-05T12:50:55","guid":{"rendered":"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/?p=2253"},"modified":"2026-06-05T15:50:55","modified_gmt":"2026-06-05T12:50:55","slug":"una-forma-di-esistenza-che-lepoca-attuale-cerca-di-divorare-la-resistenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/2026\/06\/05\/una-forma-di-esistenza-che-lepoca-attuale-cerca-di-divorare-la-resistenza\/","title":{"rendered":"Una forma di esistenza che l&#8217;epoca attuale cerca di divorare: la resistenza"},"content":{"rendered":"<p>Fatma Ko\u00e7ak<\/p>\n<p>Uno dei problemi pi\u00f9 grandi del nostro tempo \u00e8 il consumo, l\u2019uso e la svalutazione di concetti cristallizzatisi dalla vita e dalla storia, per i quali \u00e8 stato pagato un prezzo elevato, ridotti a definizioni che ricordano sempre pi\u00f9 delle banalit\u00e0.<\/p>\n<p>Viviamo in un\u2019epoca in cui concetti, identit\u00e0 e appartenenze vengono consumati in modo smodato. Nella modernit\u00e0 capitalista, ogni caratteristica con cui gli individui si descrivono e ogni diversit\u00e0 che mettono in risalto per distinguersi dalla massa confluisce nel bacino del mercato, che si modella secondo gli schemi della societ\u00e0 dei consumi. E cos\u00ec questa frenesia consumistica continua senza sosta. Ha inizio nelle menti, in cui, come dicevano gli antichi, \u00able tracce del cavallo si mescolano con quelle del cane\u00bb. Nell\u2019era della modernit\u00e0 capitalista, in cui viene stabilita una durata di utilizzo per l\u2019essere umano, la natura e ogni essere vivente, anche il concetto di \u00abresistenza\u00bb comincia a diventare una retorica consumata, logora e fuori moda.<\/p>\n<p>La \u00abresistenza\u00bb \u2013 che si manifesta come legge immutabile sin dalla nascita dell\u2019universo, dalla nascita della vita e dei primi esseri umani sulla Terra \u2013 perde il suo significato. Nel corso della storia, la resistenza \u00e8 sempre stata una delle azioni pi\u00f9 efficaci di coloro che volevano preservare e sviluppare la propria esistenza, contro coloro che dominano e opprimono. La resistenza \u00e8 la forma pi\u00f9 virtuosa e semplice dell\u2019essere nella memoria dell\u2019universo \u2013 contro l\u2019egemonia del potere patriarcale, che, all\u2019insegna del motto \u00abil pi\u00f9 forte vince sempre\u00bb, \u00e8 sempre in guardia e attacca. I popoli, gli esseri viventi lo sanno molto bene. Questa forma di resistenza, che non compare nella storia scritta, antropocentrica e patriarcale, \u00e8 un riflesso della vita.<\/p>\n<p>Se si mette alle strette un gatto, esso sceglie la resistenza e si difende con gli artigli; se si cerca di cogliere una rosa, essa cerca di impedirlo con le spine e oppone resistenza; un uccello a cui si tocca il nido lo sposta in un altro luogo e oppone resistenza; le api, a cui si fruga nell\u2019alveare con un ramo, si difendono con i loro pungiglioni e scacciano gli aggressori dal loro alveare\u2026<\/p>\n<p>Il termine \u00abresistenza\u00bb \u00e8 definito nel dizionario come \u00abresistere, affermarsi\u00bb. \u00c8 una legge naturale indispensabile per tutti gli esseri viventi sulla Terra, \u00e8 istintiva, e che si vinca o si perda, inevitabilmente si sceglie di opporre resistenza. Forse in quel momento non si vince, ma col tempo la resistenza diventa parte dell\u2019essere. Cos\u00ec, ad esempio, nella foresta non si trova un capriolo che non si opponga al leone; poich\u00e9 questa \u00e8 l\u2019unica regola su cui un essere vivente si basa per proteggersi da ogni attacco alla propria esistenza. Non ci si pu\u00f2 aspettare che un popolo, la cui lingua, cultura e identit\u00e0 devono essere cancellate, lo accetti in silenzio. Passa alla resistenza e alla fine trova un modo per preservare la propria esistenza.<\/p>\n<p>La resistenza, che per gli esseri viventi \u00e8 sinonimo della conservazione della loro stessa esistenza, \u00e8 stata praticata in ogni regione con forme e metodi diversi. Se ci concentriamo sulle esperienze e sulle storie che la concezione positivista, dominata dagli uomini e orientata ai potenti della storia cerca di nascondere dietro il velo del passato, la forza, l\u2019effetto e il carattere istruttivo di questi metodi costituiscono per tutti noi una lezione importante. Indubbiamente la storia non \u00e8 solo ripetizione, come sostiene la concezione positivista della storia, ma \u00e8 una buona maestra.<\/p>\n<p>Fatmag\u00fcl Berktay lo riassume in \u00abIl genere della storia\u00bb come segue: \u00abPoich\u00e9 la storiografia \u00e8 stata monopolio degli uomini sin dall\u2019invenzione della scrittura, le azioni e le esperienze degli uomini sono state considerate \u201cstoricamente significative\u201d, mentre le esperienze delle donne sono state emarginate\u00bb. A tal proposito, fa riferimento alle parole di Gerda Lerner: \u00abSe si osservasse la storia dalla prospettiva delle donne e si ordinasse il passato secondo i valori da loro definiti, la storia che conosciamo apparirebbe sotto una luce completamente diversa\u2026\u00bb 1<\/p>\n<p>La storia \u00e8 un fenomeno vivo, in continuo mutamento e olistico, che abbraccia passato, presente e futuro; e per chi \u00e8 in grado di scrutare oltre la nebbia, questo fenomeno \u00e8 il miglior maestro per plasmare il futuro. Sappiamo che questa cortina di nebbia si infittisce particolarmente, rendendo pi\u00f9 difficile scrutare al di l\u00e0 di essa, quando si tratta della storia delle donne. Essa \u00e8 radicata nella memoria dell\u2019universo, degli esseri umani e di tutti gli esseri viventi, che il sistema egemonico cerca di distruggere. Credo che la fonte fondamentale a cui attingeremo per costruire il sistema delle donne sia nascosta nelle storie di tutte quelle donne che hanno vissuto opponendo resistenza. 2 Ravvivare questa memoria, dal passato pi\u00f9 recente a quello pi\u00f9 lontano, sar\u00e0 per tutte noi la pi\u00f9 grande consapevolezza storica e la migliore maestra.3<\/p>\n<p>Senza addentrarci troppo nel passato o in paesi lontani, questo testo tratta alcune storie del secolo scorso su questa terra, che raccontano i metodi di un grande patrimonio storico di resistenza.<\/p>\n<h3>\u00abTornerei e continuerei a lottare\u2026\u00bb<\/h3>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-2254 alignleft\" src=\"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Maryam-Cilingiryan-and-Khanum-Ketenciyan-214x300-1.png\" alt=\"\" width=\"241\" height=\"338\" \/>Maryam \u00c7ilingiryan e Khanum Ketenciyan sono due donne che, durante il genocidio degli armeni del 1915, fondarono un gruppo di 25 donne per proteggere il loro popolo, organizzando cos\u00ec la resistenza. Dopo i primi giorni del genocidio, quando il 24 aprile gli intellettuali di Istanbul furono strappati dalle loro case e deportati verso l\u2019ignoto, in molti luoghi dell\u2019Anatolia sorsero movimenti di resistenza. Uno di questi luoghi era Urfa, e le organizzatrici della resistenza erano donne. Khanum e Maryam entrarono in azione con il gruppo di donne da loro fondato per impedire l\u2019ingresso dei soldati nei quartieri. La loro prima azione fu diretta contro una postazione militare ottomana. Quando ebbero raccolto tutte le armi dalla postazione militare e tornarono nel quartiere, l\u2019azione si diffuse come un\u2019onda nella citt\u00e0 e diede speranza alla popolazione.<\/p>\n<p>Proprio in quei giorni intervennero i tedeschi, che attraverso una cosiddetta organizzazione umanitaria internazionale esortarono la popolazione ad arrendersi, proclamando: \u00abA chi si arrende sar\u00e0 risparmiata la vita\u00bb. Poich\u00e9 Khanum e Maryam sapevano che si trattava di una trappola, rafforzarono la loro posizione con le parole: \u00ab\u00c8 una trappola, non ci arrenderemo\u00bb. La resistenza a Urfa fu spezzata da bande locali sotto il comando dell\u2019ufficiale ottomano Nedim Bey e del capitano tedesco Wolffskeel. Le unit\u00e0 di artiglieria tedesche iniziarono a distruggere i quartieri armeni. Maryam perse la vita durante la resistenza, Khanum e quattro delle sue amiche furono catturate vive. Il seguente dialogo tra l\u2019ufficiale ottomano e Khanum in questi giorni \u00e8 come un ricordo che riaffiora.<\/p>\n<p>Ufficiale ottomano: <em>Come dimostreresti la tua gratitudine se ti donassi la vita?<\/em><\/p>\n<p>Khanum: <em>Tornerei indietro e continuerei a combattere.<\/em><\/p>\n<p>Ufficiale ottomano: <em>La vostra causa \u00e8 persa. Cosa farete?<\/em><\/p>\n<p>Khanum: <em>Moriremo nella resistenza.<\/em><\/p>\n<p>Ufficiale ottomano: <em>Ti porteranno via con la forza. Se vuoi, puoi diventare mia moglie. Le altre ragazze potranno scegliere l\u2019uomo che vogliono sposare. Non verr\u00e0 usata alcuna violenza, tutte riavranno la loro libert\u00e0.<\/em><\/p>\n<p>Khanum: <em>Quindi intendi dire con disonest\u00e0.<\/em><\/p>\n<p>Alla fine di questo dialogo, Khanum estrae la pistola che aveva nascosto nella borsa e uccide l\u2019ufficiale ottomano. Successivamente viene fucilata insieme alle sue quattro amiche.4<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Constance, colei che accese la scintilla della rivolta<\/h3>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-2255 alignright\" src=\"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Constance-Markievicz.png\" alt=\"\" width=\"427\" height=\"385\" srcset=\"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Constance-Markievicz.png 483w, https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Constance-Markievicz-300x271.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 427px) 100vw, 427px\" \/>Nei giorni in cui Khanum opponeva la sua dignitosa resistenza, in un\u2019altra regione un\u2019altra donna scriveva la propria storia, destinata a rimanere come eredit\u00e0 per il futuro. Constance Markievicz \u2013 contessa, artista, politica, combattente per l&#8217;indipendenza, rivoluzionaria, suffragista e socialista \u2013 nella lotta per l&#8217;indipendenza irlandese.<\/p>\n<p>Constance fu tra le prime ad accendere la scintilla della rivolta, nella lotta per l&#8217;indipendenza del suo Paese, nota come Rivolta di Pasqua o \u201cguerra dei fossati e delle barricate\u201d. In una poesia scritta sul campo di battaglia, la sua amica d\u2019infanzia, con cui combatteva sulla stessa barricata, esort\u00f2 Constance: \u00abAlzati, ti prego, accendi il fiammifero\u2026\u00bb.<\/p>\n<p>Sotto la guida della comandante Constance, le donne eressero barricate, scavarono trincee e formarono unit\u00e0 di autodifesa per contrastare gli attacchi dei soldati britannici. Le donne che, dietro le barricate, si rifiutarono di arrendersi, passarono alla storia come le \u00abDonne del 1916\u00bb. La rivolta port\u00f2 infine alla proclamazione della Repubblica d\u2019Irlanda, la prima costituzione in Europa a riconoscere i diritti delle donne. Constance fu catturata durante la rivolta e condannata a morte. Quando questa pena fu commutata in ergastolo a causa del suo sesso, la sua risposta ai soldati britannici fu: \u00abVorrei che la vostra gente avesse la decenza di fucilarmi\u00bb.5<\/p>\n<h3>Resistenza attraverso il calcio: siamo in gioco<\/h3>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-2256 alignleft\" src=\"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Zapatistas-Encuentro-768x576-1.jpg\" alt=\"\" width=\"339\" height=\"254\" srcset=\"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Zapatistas-Encuentro-768x576-1.jpg 768w, https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Zapatistas-Encuentro-768x576-1-300x225.jpg 300w, https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Zapatistas-Encuentro-768x576-1-86x64.jpg 86w\" sizes=\"auto, (max-width: 339px) 100vw, 339px\" \/>La resistenza, che per le donne rappresenta uno stile di vita, colpisce per la sua variet\u00e0 di metodi. Tra le donne che resistono non solo sul campo di battaglia dietro le barricate, ma in tutti gli ambiti della vita, ci sono anche le donne zapatiste, che hanno deciso di affermare la loro esistenza giocando a calcio. Tutti conosciamo le storie delle donne indigene zapatiste e della loro lotta per la libert\u00e0. Ma questa \u00e8 forse una delle forme di resistenza meno conosciute. Fin dagli anni \u201990, le sorelle zapatiste scendono in campo con il calcio come forma di resistenza sia contro le tradizioni patriarcali che contro i potenti. Per la squadra di calcio femminile delle Hermanas Zapatistas, la vita \u00e8 una forma di resistenza contro l\u2019esclusione dalle strade causata dalle tradizioni patriarcali e dalla guerra.6 Non giocano per la competizione o per i premi, giocano per condividere. A volte a piedi nudi, a volte con i figli sulla schiena, giocano a calcio infrangendo le regole patriarcali del gioco. Le Hermanas Zapatistas sono un esempio delle sottigliezze della resistenza femminile.7<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Da Ipazia a Ferhunde: la resistenza delle donne per la verit\u00e0 nella filosofia<\/h3>\n<p>Nell\u2019antichit\u00e0, le intuizioni, le opere e il modo in cui Ipazia di Alessandria metteva in discussione il mondo erano un atto di resistenza nell\u2019Agor\u00e0. La memoria femminile conserva la conoscenza e la trasmette di generazione in generazione, come antidoto alla mentalit\u00e0 maschile e patriarcale. Ma la mentalit\u00e0 maschile reagisce a questa resistenza in ogni epoca con attacchi immutabili. Tutti conosciamo pi\u00f9 o meno la storia di Ipazia, ma pochissimi di noi conoscono la vera storia di Ferhunde, perch\u00e9 il potere patriarcale ci impedisce di vedere le verit\u00e0 dietro la cortina di nebbia. L\u2019afghana Ferhunde era una filosofa che studiava teologia. Tutti hanno interpretato Ferhunde come la \u00abpovera donna che \u00e8 stata linciata\u00bb. Ma i veri \u00abpoveri\u00bb erano i ciechi o gli accecati in quel tempo, mentre Ferhunde era una combattente della resistenza che gridava la verit\u00e0 per le strade \u2013 contro la mentalit\u00e0 patriarcale e contro tutto ci\u00f2 che le persone vivevano a causa di essa.<\/p>\n<p>Ferhunde inizi\u00f2 a parlare per le strade di Kabul delle contraddizioni della fede e dell\u2019esistenza \u2013 contro i mercanti di religione che ingannavano la gente con amuleti. Affront\u00f2 la folla prevalentemente maschile attorno a un santuario utilizzato dai falsi mercanti di religione dicendo: \u00abLa verit\u00e0 non sta in questo amuleto; la fede vi d\u00e0 la forza di guarire, ma non guarisce \u2013 questa forza sta in voi\u00bb. I ciarlatani religiosi, infastiditi dalla situazione, chiamarono Ferhunde e la minacciarono con frasi del tipo \u00abAttenta a quello che fai\u2026\u00bb. Ma lei non si lasci\u00f2 intimidire, resistette e continu\u00f2 a dire ci\u00f2 che sapeva.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-2257 alignright\" src=\"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/In-memory-of-Ferhunde-768x509-1.webp\" alt=\"\" width=\"404\" height=\"268\" srcset=\"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/In-memory-of-Ferhunde-768x509-1.webp 768w, https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/In-memory-of-Ferhunde-768x509-1-300x199.webp 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 404px) 100vw, 404px\" \/>L&#8217;alleanza tra religione, uomini e ignoranza non riusciva a sopportare che una filosofa dicesse loro la verit\u00e0 in faccia. Il 19 marzo 2015 hanno linciato Ferhunde davanti al santuario e poi l&#8217;hanno bruciata. Proprio come Ipazia, linciata 1500 anni fa ad Alessandria dai religiosi, perch\u00e9 non potevano sopportare che, con la tenacia di una donna, avanzasse sulle tracce della verit\u00e0 nella scienza e nella filosofia.<\/p>\n<p>Non importa in quale angolo di questa terra si metta piede, non importa quale cultura si tocchi al di l\u00e0 della \u201cstoria ufficiale\u201d: ovunque si incontrano storie simili di resistenza e lotta per l\u2019esistenza; perch\u00e9 basta guardare oltre la cortina di nebbia.<\/p>\n<p>Quelli sopra descritti sono solo alcuni esempi, per quanto la mia penna \u00e8 riuscita a raccontare, come espressione di rispetto verso tutte le donne che da millenni portano avanti la resistenza come forma di vita e tradizione.<\/p>\n<h3>E Efr\u00een\u2026<\/h3>\n<p>L\u2019eredit\u00e0 storica della resistenza delle donne continua a vivere e senza dubbio persister\u00e0, ma continuiamo per ora con le storie di alcune donne che a Efr\u00een sono state testimoni in prima persona della \u00abresistenza epocale\u00bb e la cui vita \u00e8 gi\u00e0 storia. Perch\u00e9 le donne di Efr\u00een sono tra coloro che ci insegnano proclamando verit\u00e0 e speranza. Come la loro terra, anche le loro forme di resistenza sono allo stesso tempo autentiche e caratterizzate da grande saggezza.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-2258 alignleft\" src=\"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/ypj-768x512-1.jpg\" alt=\"\" width=\"342\" height=\"228\" srcset=\"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/ypj-768x512-1.jpg 768w, https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/ypj-768x512-1-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 342px) 100vw, 342px\" \/>C&#8217;\u00e8, ad esempio, il tipo di resistenza di Rozerin, che ho incontrato in una nebbiosa giornata di primavera nel cortile di un villaggio ricoperto di vegetazione a Efr\u00een. Rozerin, che, prima di conoscere qwualcosa in pi\u00f9 del suo nome, ci ha raccontato che si \u00e8 recata in prima linea nei combattimenti come se fosse una festa. Non era originaria di l\u00ec, ma si era evidentemente innamorata di una vita che trovava significato a Efr\u00een. E con lo sguardo limpido, prima di andare alla sua ultima azione, aveva sussurrato all\u2019orecchio di tutte le donne l\u2019eredit\u00e0 della sua resistenza, come se lasciasse un testamento: \u00abNon ci siamo fidate di nessuno quando abbiamo iniziato questa resistenza; l\u2019abbiamo scelta volontariamente \u2013 per la nostra terra, la nostra identit\u00e0 e il nostro futuro. Come andr\u00e0 a finire, dovremo lasciarlo dire alla storia, ma in questo momento sono qui e combatto per le tracce che lascer\u00f2 nella storia. Per tutte le donne\u2026\u00bb<\/p>\n<p>Parliamo dell\u2019organizzazione delle Unit\u00e0 di Autodifesa delle Donne (HPC\/Jin) in ogni quartiere di questa citt\u00e0, dove la guerra infuria senza tregua e gli aerei sganciano le loro bombe ogni giorno. A Mabeta abbiamo incontrato Lam\u00eea Cemal che dopo aver cullato la sua bambina di quattro anni, l\u2019aveva affidata ai vicini e si era preparata ad andare al fronte. Con le sue parole si pu\u00f2 raccontare quale virt\u00f9 sia la resistenza: \u00abMia figlia \u00e8 ancora molto piccola, ma glielo racconto comunque. Le dico che vado al fronte per il nostro paese, per il nostro popolo. Le dico che vado per essere al servizio del nostro popolo. Poich\u00e9 \u00e8 ancora piccola, non capisce molto, ma un giorno capir\u00e0 che lo faccio per lei\u00bb.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-2259 alignright\" src=\"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/EFRIN-CIROKA-MOLODIYE-U-WEHIDE-MOBATO.jpg\" alt=\"\" width=\"504\" height=\"296\" srcset=\"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/EFRIN-CIROKA-MOLODIYE-U-WEHIDE-MOBATO.jpg 620w, https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/EFRIN-CIROKA-MOLODIYE-U-WEHIDE-MOBATO-300x176.jpg 300w, https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/EFRIN-CIROKA-MOLODIYE-U-WEHIDE-MOBATO-357x210.jpg 357w\" sizes=\"auto, (max-width: 504px) 100vw, 504px\" \/>Un altro fronte, un altro luogo di resistenza: \u015eera. Una donna sulla cinquantina, madre di quattro figli, monta la guardia al fronte: Fatima Mustafa. Nei giorni in cui \u00e8 iniziata la guerra civile siriana ad Aleppo, ha difeso il suo quartiere con le armi in pugno, per poi tornare a Efr\u00een. \u00abAbbiamo lottato duramente per rendere di nuovo questa terra la nostra patria, abbiamo piantato le tende, coltivato il nostro orto, costruito la nostra casa \u2013 e ora qualcuno cerca di cacciarci dalla nostra terra. Nessuno si aspetti che lo accettiamo\u00bb, inizia cos\u00ec il racconto di Fatima. Mostra le mani insanguinate dalle trincee e continua a raccontare la sua storia di vita attraverso la resistenza: \u00abDobbiamo difendere noi stesse, i nostri figli e la nostra casa. Abbiamo addestrato tutte le donne di et\u00e0 compresa tra i 40 e gli 80 anni. Gli attacchi sono molto brutali. Per difenderci da questi attacchi, ci armiamo. Anche nei combattimenti per Aleppo e Til Rifat eravamo in prima linea. Giorno e notte ci difendiamo, resistiamo. Per quanto le nostre forze ci consentono\u2026\u00bb<\/p>\n<p>Bisogna ascoltare anche Azime, che ha trasformato il suo piccolo laboratorio tessile a Cinderes, che gestiva prima dell\u2019inizio degli attacchi dell\u2019occupazione, in un ospedale per feriti, e l\u00ec presta i primi soccorsi. Una donna minuta, dalla pelle scura e dagli occhi luminosi, che racconta che esiste pi\u00f9 di una forma di resistenza.<\/p>\n<p>Mentre i suoi due figli combattono in prima linea contro l\u2019occupazione, Azime ha trovato per s\u00e9 un\u2019altra via di resistenza. Si prende cura di tutti i feriti che arrivano nel suo piccolo ospedale con la stessa premura con cui si prende cura dei propri figli. Le cure di Azime e le sue parole guariscono molte ferite, e coloro che sono guariti decidono di tornare immediatamente al fronte e di resistere ancora pi\u00f9 fortemente all\u2019occupazione.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-2260 alignleft\" src=\"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Sehba-tekosina-jin-768x576-1.jpg\" alt=\"\" width=\"381\" height=\"286\" srcset=\"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Sehba-tekosina-jin-768x576-1.jpg 768w, https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Sehba-tekosina-jin-768x576-1-300x225.jpg 300w, https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Sehba-tekosina-jin-768x576-1-86x64.jpg 86w\" sizes=\"auto, (max-width: 381px) 100vw, 381px\" \/>Dopo aver medicato le ferite, si china in avanti e dice: \u00abSo che stai soffrendo, ma questa ferita \u00e8 sacra. Guarirai, perch\u00e9 la fertilit\u00e0 della nostra terra guarisce tutte le ferite. Devi resistere. Non \u00e8 una ferita che uccidere l&#8217;essere umano, ma la disperazione. Finch\u00e9 abbiamo speranza, non c\u2019\u00e8 ferita che non guarir\u00e0\u2026\u00bb<\/p>\n<p>Questi racconti sono solo alcuni piccoli frammenti delle storie di migliaia di donne a Efr\u00een, e nelle parole di Azime si nasconde, in definitiva, l\u2019eredit\u00e0 della resistenza. Semplici quanto sagge: \u00abFinch\u00e9 c\u2019\u00e8 speranza, non c\u2019\u00e8 ferita che non guarir\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>Forse \u00e8 questo il motivo per cui migliaia di donne di Efr\u00een, che con una volont\u00e0 rara al mondo hanno resistito agli attacchi dell\u2019occupazione, ora a \u015eehba organizzano la vita e la resistenza per il ritorno. La forma di resistenza di queste donne, che nonostante le dure condizioni nei campi mantengono viva la loro speranza e la loro resistenza per non essere separate dalla loro terra e dal sistema di liberazione delle donne da loro costruito, ha assunto una forma diversa.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-2261 alignright\" src=\"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/sehba-jinen-efrine-li-kampan-jiyane-diafrinen.jpg\" alt=\"\" width=\"458\" height=\"305\" srcset=\"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/sehba-jinen-efrine-li-kampan-jiyane-diafrinen.jpg 768w, https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/sehba-jinen-efrine-li-kampan-jiyane-diafrinen-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 458px) 100vw, 458px\" \/>A \u015eehba inizia un\u2019altra forma di resistenza, e l\u00ec prende la parola Doha \u00ceb\u00ee\u015f. Se ne sta semplicemente sul ciglio della strada con i suoi figli e con i pochi averi che \u00e8 riuscita a portare con s\u00e9 dal distretto di Raco a Efr\u00een dopo aver perso i suoi cari nella resistenza contro l\u2019occupazione. Racconta di aver perso suo marito a Efr\u00een mentre difendeva la citt\u00e0 dagli attacchi dell\u2019occupante. \u00abQuando gli aerei da combattimento turchi hanno colpito mio marito, sono andata in ospedale. Era completamente bruciato, erano rimasti solo le ossa. Ho posato la mano sul suo torace, era molto caldo. Prima avevo sempre freddo, ma da quel giorno il mio cuore \u00e8 come un fuoco e non ho pi\u00f9 freddo\u2026\u00bb, dice mentre aspetta sul ciglio della strada nel freddo di marzo.<\/p>\n<p>\u00abHo fatto una promessa\u00bb, dice, aspettando il giorno in cui potr\u00e0 tornare nella sua terra. \u00abHo fatto una promessa \u2013 a me stessa, ai miei figli, a coloro che ho perso. Finch\u00e9 quel giorno non arriver\u00e0, resteremo qui\u2026\u00bb<\/p>\n<p>S\u00ec; Maryam, Khanum, Constanze, Ipazia, Ferhunde, le sorelle zapatiste, Zilan, Fatima, Azime, Doha\u2026 Solo alcune delle tante storie di un\u2019eredit\u00e0 che si estende per millenni e si \u00e8 consolidata nell\u2019ultimo secolo. Tutti questi nomi e queste storie infinite sono forme e modi di espressione della resistenza. Ogni resistenza lascia un\u2019eredit\u00e0; a volte ci\u00f2 che si guadagna nel tempo si perde in un istante, e inevitabilmente trovano il loro significato e il loro posto nel passato, nel presente e nel futuro. Con storie semplici, sobrie e comprensibili, ci insegnano la forma di esistenza e il metodo che l\u2019epoca odierna cerca di divorare \u2013 ovvero la resistenza\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>Bibliografia:<\/h4>\n<p>Alev Aslan, \u00abLa donna nella stanza sul retro della storia\u00bb, Rivista dell\u2019Ilef dell\u2019Universit\u00e0 di Ankara 2 (2015): 77-94<\/p>\n<p>Archivio Nazionale Armeno, Kedername: Il genocidio armeno nell\u2019Impero Ottomano 1915, trad. Diran Lokmag\u00f6zyan, Belge Yay., 2014<\/p>\n<p>Fatmag\u00fcl Berktay, Il genere della storia, Metis Yay., 2003<\/p>\n<p>http:\/\/meydangazetesi.org\/gundem\/2013\/03\/dunyanin-bir-ucundan-diger-ucuna-direnen-kadinlar-ozgurlesiyor\/<\/p>\n<p>http:\/\/www.historylearningsite.co.uk\/ireland-1845-to-1922\/countess-markievicz\/<\/p>\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"pCEFwsqhBp\"><p><a href=\"https:\/\/www.chiapasparalelo.com\/noticias\/chiapas\/2018\/03\/clausuran-el-encuentro-mujeres-que-luchan-convocado-por-zapatistas\/\">Clausuran el encuentro \u00abmujeres que luchan\u00bb convocado por zapatistas<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p><iframe loading=\"lazy\" class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; visibility: hidden;\" title=\"\u00abClausuran el encuentro \u00abmujeres que luchan\u00bb convocado por zapatistas\u00bb \u2014 Chiapasparalelo\" src=\"https:\/\/www.chiapasparalelo.com\/noticias\/chiapas\/2018\/03\/clausuran-el-encuentro-mujeres-que-luchan-convocado-por-zapatistas\/embed\/#?secret=0qp4J4stCc#?secret=pCEFwsqhBp\" data-secret=\"pCEFwsqhBp\" width=\"600\" height=\"338\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p>Serpil \u00c7ak\u0131r, Modi per accedere alle esperienze delle donne nella stesura della storia, Bollettino della Memoria delle Donne 36 (2004)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>1 Fatmag\u00fcl Berktay, Il genere della storia, 2010, Istanbul, Metis Yay\u0131nlar\u0131: 28<\/p>\n<p>2 Serpil \u00c7ak\u0131r, Modi per accedere alle esperienze delle donne nella stesura della storia, Bollettino della Memoria delle Donne 36 (2004)<\/p>\n<p>3 Alev Aslan, \u00abLa donna\u00bb nella stanza sul retro della storia, Rivista \u0130lef dell\u2019Universit\u00e0 di Ankara 2 (2015): 77\u201394<\/p>\n<p>4 Archivio Nazionale Armeno, Kedername: Il genocidio armeno nell\u2019Impero Ottomano 1915, trad. Diran Lokmag\u00f6zyan, Belge Yay., 2014<\/p>\n<p>5 http:\/\/www.historylearningsite.co.uk\/ireland-1845-to-1922\/countess-markievicz\/<\/p>\n<p>6 https:\/\/www.chiapasparalelo.com\/noticias\/chiapas\/2018\/03\/clausuran-el-encuentro-mujeres-que-luchan-convocado-por-zapatistas\/<\/p>\n<p>7 http:\/\/meydangazetesi.org\/gundem\/2013\/03\/dunyanin-bir-ucundan-diger-ucuna-direnen-kadinlar-ozgurlesiyor\/<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ultimo aggiornamento: 30 maggio 2026<br \/>\nDa: Rivista Jineoloj\u00ee, numero 11, dicembre 2018<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":2264,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-2253","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-article"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2253","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2253"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2253\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2265,"href":"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2253\/revisions\/2265"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2264"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2253"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2253"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2253"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}