{"id":2114,"date":"2026-01-28T13:48:58","date_gmt":"2026-01-28T10:48:58","guid":{"rendered":"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/?p=2114"},"modified":"2026-01-30T01:57:20","modified_gmt":"2026-01-29T22:57:20","slug":"resistere-alle-politiche-della-disperazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/2026\/01\/28\/resistere-alle-politiche-della-disperazione\/","title":{"rendered":"Resistere alle politiche della disperazione"},"content":{"rendered":"<p><strong>Zeryan Asya, Accademia di Jineoloj\u00ee<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">In un tempo di guerra, genocidio e tentativi di eliminare la Rivoluzione del Rojava, il sistema impiega, oltre alle armi, strumenti di guerra speciale, specialmente quelli che mirano a farci perdere la speranza e a renderci nichilisti.<\/p>\n<p align=\"justify\">La guerra psicologica speciale \u00e8 uno dei mezzi pi\u00f9 utilizzati dagli stati egemonici per spezzare la volont\u00e0 delle persone, delle societ\u00e0 e delle donne. Viene utilizzata per attaccare l&#8217;ideologia e l&#8217;esistenza stessa della societ\u00e0, e possiamo vederlo attualmente in Rojava. La guerra speciale tende a giocare con le nostre emozioni e a manipolarle; queste, naturalmente, cambiano in base a ci\u00f2 che accade e a ci\u00f2 che vediamo. Nei primi giorni dell&#8217;attacco, le emozioni collettive erano cupe e tristi. Successivamente, quando la popolazione del Rojava si \u00e8 sollevata e ha scelto di lottare per una vita libera, le emozioni sono cambiate e il morale \u00e8 cresciuto. \u00c8 lo stato naturale delle emozioni, cambiare in base agli stimoli che riceviamo, ed \u00e8 proprio per questo motivo che la guerra speciale agisce sulle emozioni; possono diventare una delle debolezze degli esseri umani. Per le donne, questo diventa ancora pi\u00f9 incisivo. Di fronte ai femminicidi e alle immagini di violenza e tortura, empatizziamo e in qualche modo ci blocchiamo &#8211; soffriamo e ci arrabbiamo &#8211; ma questo non sempre porta ad organizzarsi e ad agire.<\/p>\n<p align=\"justify\">La guerra speciale lavora precisamente nel tentativo di silenziare e immobilizzare le persone; di renderle inattive in un processo che richiede lotta, volont\u00e0 e resistenza. Il potere egemonico che tenta di distruggere ogni forma di vita comunitaria gioca con le immagini, provocando cos\u00ec emozioni che possono portare ad ansia e panico. Penso che non ci sia nessuno che sia stato in contatto in qualche modo con il Rojava che non provi shock, o che non si senta debole, o che non sia spaventato di fronte a questi attacchi. Le immagini che ci raggiungono sono immagini molto forti di misoginia, di odio per ci\u00f2 che \u00e8 stato costruito, di disumanit\u00e0. Se da un lato provoca rabbia e dolore che ci porta a voler agire, dall&#8217;altro immobilizza. Molte persone dicono: &#8220;Beh, ogni giorno c&#8217;\u00e8 un massacro; ogni giorno una guerra. Cosa possiamo fare?&#8221; La guerra speciale crea panico, confusione e limita la capacit\u00e0 di organizzarsi e reagire nel modo giusto. Questo panico porta ansia e ci fa sentire intrappolate e intrappolati in un vortice che spesso porta le persone a non agire, a smettere di informarsi, o porta a reagire in modo confuso, disorganizzato, e a mettere le persone in conflitto l&#8217;una con l&#8217;altra.<\/p>\n<p align=\"justify\">Siamo state abituate e abituati a vedere morti in televisione, sui giornali e sui telefoni &#8211; un vero bombardamento che non colpisce il corpo, ma l&#8217;anima. Questo \u00e8 l&#8217;obiettivo della guerra speciale. Ci porta a credere che di fronte a tutto questo siamo impotenti; che non possiamo fare nulla. Ci fa credere che l&#8217;esistenza di questo orrore sia inevitabile, che sia molto pi\u00f9 forte della nostra esistenza come esseri umani, come resistenti che vogliono vivere in libert\u00e0. Ancora una volta, il corpo delle donne diventa il mezzo per creare questo tipo di emozione, specialmente in un territorio come il Rojava e il Nordest della Siria, dove le donne per decenni hanno lottato per costruire una vita pi\u00f9 giusta per tutti. Il primo colpo deve essere inflitto a loro, ai loro simboli, e a coloro che le sostengono. Questo deve essere reso visibile, mostrato per manipolare le emozioni e per far sentire alle donne che qualunque cosa facciano, non riusciranno nel loro intento; e per far sentire gli uomini impotenti di fronte a questi attacchi alle loro compagne, e vergognarsi di essere uomini. \u00c8 un gioco che tocca le emozioni e rinforza i concetti di patriarcato e sessismo.<\/p>\n<p align=\"justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-2115 alignleft\" src=\"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/IMG_20210901_184201-scaled.jpg\" alt=\"\" width=\"349\" height=\"621\" srcset=\"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/IMG_20210901_184201-scaled.jpg 1440w, https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/IMG_20210901_184201-169x300.jpg 169w, https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/IMG_20210901_184201-576x1024.jpg 576w, https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/IMG_20210901_184201-768x1365.jpg 768w, https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/IMG_20210901_184201-864x1536.jpg 864w, https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/IMG_20210901_184201-1152x2048.jpg 1152w\" sizes=\"auto, (max-width: 349px) 100vw, 349px\" \/>Una delle forme di resistenza dovrebbe essere precisamente nell&#8217;area delle emozioni: politicizzarle, organizzarle, renderle sociali. Le emozioni sono un sintomo di vitalit\u00e0, e non ci sono emozioni negative o positive, poich\u00e9 tutte guidano le nostre azioni e il nostro pensiero. Per esempio, anche la rabbia estrema o la tristezza profonda possono essere politicizzate, controllate e dirette efficacemente verso un obiettivo. Quando queste emozioni diventano piatte o incontrollate, ci immobilizzano e la guerra speciale ha vinto. Tutte le emozioni sono preziose, ma allo stesso tempo non possono bloccarci o farci cadere in uno stato di inattivit\u00e0. Cerchiamo di concentrarci sulla vita, e non sulla morte; sulla gioia che pu\u00f2 nascere dall&#8217;essere uniti e dal combattere; sulla felicit\u00e0 di poter dare speranza a coloro che stanno soffrendo o che l\u2019hanno persa. Vedendo ci\u00f2 che sta accadendo oggi possiamo piangere, ricordando il passato o momenti; ma questo pianto pu\u00f2 diventare organizzato, condiviso per poter capire meglio come possiamo agire. Sopprimere le proprie emozioni e fingere che non esistano non \u00e8 politicizzarle, ma piuttosto \u00e8 cadere nella trappola tesa dalla guerra speciale, che ci vuole impassibili, distaccati e freddi, o troppo sopraffatti emotivamente per agire, mentre l&#8217;opposto \u00e8 essere in grado di mostrare i colori delle nostre emozioni nelle cose che facciamo &#8211; di dare un significato pi\u00f9 profondo a ci\u00f2 che stiamo cercando di difendere. La Rivoluzione non \u00e8 finita, poich\u00e9 non \u00e8 qualcosa che inizia e finisce; \u00e8 qualcosa in costante divenire, che cambia secondo la situazione, si trasforma e continua. La Rivoluzione del Rojava scorre nel terreno stesso, intriso del sangue di migliaia di martiri. \u00c8 nelle donne che lottano e difendono tutto ci\u00f2 che hanno costruito; \u00e8 nelle giovani donne e negli uomini, orgogliosi di essere cresciuti in una terra rivoluzionaria; \u00e8 nella memoria collettiva delle persone che sono passate da quel luogo; \u00e8 nel linguaggio, che sceglie la vita e l&#8217;amore; \u00e8 nella consapevolezza di ci\u00f2 che viene difeso, e siamo pronti a morire per esso. La Rivoluzione del Rojava non \u00e8 qualcosa che pu\u00f2 essere distrutto cos\u00ec facilmente, perch\u00e9 \u00e8 un vento che ha raggiunto ogni parte del mondo.<\/p>\n<p align=\"justify\">Per difenderla, dobbiamo soffermarci su questi aspetti, sui dettagli pi\u00f9 nascosti di questa Rivoluzione. Il nemico della Rivoluzione e dell&#8217;umanit\u00e0 sa che queste sono le parti pi\u00f9 difficili da eliminare. Per questo motivo implementa la guerra speciale psicologica, cercando di annientare tutte le emozioni connesse a quel luogo, a quelle persone, o di farci dimenticare attaccando la memoria. Oppure ci porta all\u2019ansia di dover fare qualcosa, senza riflettere o analizzare il presente con un occhio al futuro, portandoci talvolta a dimenticarci delle ragioni per cui stiamo difendendo quella Rivoluzione. Non dovremmo permettere al linguaggio di questo nemico di toccare la parte pi\u00f9 personale di noi &#8211; il nostro desiderio di lottare per un mondo giusto, per la libert\u00e0 delle donne e per una societ\u00e0 libera. Il nostro pensiero e metodo dovrebbe basarsi sulla riflessione, sulla profondit\u00e0, e capace di raggiungere non solo la mente delle persone, ma anche le loro anime.<\/p>\n<p align=\"justify\">Parlare di Rojava \u00e8 anche parlare di Confederalismo Democratico. \u00c8 raccontare come per 12 anni le diverse popolazioni (curdi, armeni, arabi, ceceni, turkmeni, assiri), con diversi credi (cristiani, musulmani, yazidi, zoroastriani), stanno costruendo insieme una vita basata sulla libert\u00e0 delle donne, la democrazia diretta e l&#8217;ecologia; una vita comunitaria, basata sulle relazioni e sul rendere la convivenza pi\u00f9 libera e pi\u00f9 organizzata. Poich\u00e9 la guerra speciale ha bisogno di dividere invece di unire, incoraggia il nazionalismo per distruggere il progetto del Confederalismo Democratico, che si basa sui concetti di liberazione delle donne e comunalit\u00e0. Anche in questo senso, parlare di come le differenze si incontrano, quali energie scatenano, e quali emozioni sono alla loro base, \u00e8 un modo di resistere e di sostenere questo progetto, e le persone che ne fanno parte, contro il genocidio fisico, politico e sociale dei valori del Confederalismo Democratico e della Rivoluzione delle Donne.<\/p>\n<p align=\"justify\">\u00c8 qui che possiamo vedere come la memoria giochi un ruolo importante. Una memoria collettiva e storica. La nostra cara amica, Nagihan Akarsel, ci ha insegnato quanto la memoria sia un grande strumento di lotta e resistenza, e quanto le donne rappresentino la memoria storica della societ\u00e0. Dovremmo parlare del Rojava e della sua vita, della sua storia, delle gioie e dei dolori di quella terra e di quei popoli, ma anche della vita quotidiana delle donne, delle persone che vivono in quel luogo &#8211; con tutte le loro differenze. Chiunque sia stato in Rojava dovrebbe parlare della vita l\u00e0, dei momenti vissuti, affinch\u00e9 il territorio non rimanga solo nell&#8217;immaginazione romantica.<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"justify\">Sto scrivendo questo testo da un territorio dove vivere \u00e8 sinonimo di resistere. Resistenza: una parola che abbraccia tutti i significati del proprio territorio. La vita stessa&#8230; La posizione virtuosa dell&#8217;esistenza. Il manifesto del pi\u00f9 grande movimento di libert\u00e0 del nostro tempo che inizia con la frase &#8220;La resistenza \u00e8 vita&#8221;. La formula di un&#8217;organizzazione consapevole che cerca, protegge e difende la verit\u00e0 aggrappandosi a questa frase. Un modo di esistere che risponde con una voce integrale, nel contesto del tempo e dello spazio, all&#8217;affermazione di Deleuze: &#8220;Quando il potere prende la vita come suo obiettivo, la vita stessa diventa resistenza al potere&#8221;&#8230; Scrivere ci\u00f2 che si vive \u00e8 un atto difficile. Esprimere il significato di ci\u00f2 che si \u00e8 vissuto dalla prospettiva che merita \u00e8 ancora pi\u00f9 difficile. Questo sentimento pu\u00f2 sovvertire tutti gli approcci che si vorrebbero intraprendere. Perch\u00e9 ti trovi in un periodo in cui inizi a contare i battiti del cuore di coloro che abbracciano il significato della resistenza. Di coloro che resistono dedicando il loro corpo, cellula per cellula, a tutti i dolori del loro territorio&#8230; Delle persone pi\u00f9 belle del nostro tempo che rivelano il significato della resistenza con le loro vite&#8230;<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\"><sup>1<\/sup><\/a><\/p>\n<\/blockquote>\n<div id=\"sdfootnote1\">\n<p><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">1<\/a>&#8220;Voce Arcaica&#8221; di Nagihan Akarsel, capitolo &#8220;La postura virtuosa dell&#8217;esistenza: resistenza.&#8221;, edito per Red Star Press, p.145.<\/p>\n<\/div>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-2116\" src=\"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/IMG_20220215_164250-scaled.jpg\" alt=\"\" width=\"627\" height=\"353\" srcset=\"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/IMG_20220215_164250-scaled.jpg 2560w, https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/IMG_20220215_164250-300x169.jpg 300w, https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/IMG_20220215_164250-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/IMG_20220215_164250-768x432.jpg 768w, https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/IMG_20220215_164250-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/IMG_20220215_164250-2048x1152.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 627px) 100vw, 627px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Zeryan Asya, Accademia di Jineoloj\u00ee In un tempo di guerra, genocidio e tentativi di eliminare la Rivoluzione del Rojava, il sistema impiega, oltre alle armi, strumenti di guerra speciale, specialmente quelli che mirano a farci perdere la speranza e a renderci nichilisti. 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