{"id":2080,"date":"2026-01-22T17:56:16","date_gmt":"2026-01-22T14:56:16","guid":{"rendered":"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/?p=2080"},"modified":"2026-01-30T01:47:04","modified_gmt":"2026-01-29T22:47:04","slug":"difendere-il-rojava-e-difendere-la-donna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/2026\/01\/22\/difendere-il-rojava-e-difendere-la-donna\/","title":{"rendered":"Difendere il Rojava \u00e8 difendere la donna"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\"><strong>Zeryan Asya,<\/strong> <strong>Accademia di Jineoloj\u00ee<\/strong><\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"justify\">Vedere quello che sta succedendo in Rojava \u00e8 doloroso, toglie il respiro, immobilizza. Sembra uno shock che stiamo vivendo; molte persone si chiedono: come fa ad essere stato cos\u00ec rapido? Come \u00e8 possibile che da un giorno all\u2019altro l\u2019Amministrazione Autonoma della Siria del Nord e dell&#8217;Est viene attaccata e i suoi territori dimezzati?<\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"justify\">In realt\u00e0, il processo di attacco alla Rivoluzione della Siria del Nord e dell&#8217;Est \u00e8 iniziato molti anni fa, da quando \u00e8 nata la prima esperienza di Confederalismo Democratico. La Siria del Nord e dell&#8217;Est, ad oggi non esiste pi\u00f9, ma esiste ancora il Rojava. Gli Jihadisti del governo, appoggiati da tutte le forze egemoniche (USA, Israele, Turchia, Europa) hanno invaso e preso tutti i territori della Siria del Nord e dell&#8217;Est che secondo il loro punto di vista appartenevano a loro, le parti principalmente abitate dalla popolazione arabe, come Tapqa e Raqqa. Ma sappiamo anche che in quelle citt\u00e0 le persone avevano incominciato ad autoamministrarsi, soprattutto le donne a creare le loro istituzioni ed autonomie. Sia a Tapqa che a Raqqa erano presenti diverse strutture di donne, come \u201cZenobya\u201d, che si occupava di aiutare le donne a liberarsi attraverso il lavoro, l\u2019educazione, la mediazione con la famiglia, o i centri di Jineoloj\u00ee che attraverso i lavori di ricerca e di educazione permettevano alle donne di riscoprirsi, di conoscere la propria storia e il proprio ruolo nella societ\u00e0. Proprio queste istituzioni sono state le prime ad essere attaccate, distrutte. Come la biblioteca creata da Jineoloj\u00ee ad Aleppo, in nome della nostra cara amica Nagihan uccisa dai servizi segreti turchi nel Kurdistan meridionale, frequentata da giovani e donne per studiare e stare insieme, bruciata dalle forze jihadiste del governo siriano.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ci sono molti esempi di come l\u2019attacco degli ultimi giorni colpisca prima di tutto le donne: i loro corpi ormai morti vengono umiliati, buttati gi\u00f9 dai palazzi, i loro visi vengono calpestati, le loro trecce \u2013 simbolo delle donne curde che lottano \u2013 vengono tagliate ed esibite come trofeo, le donne sono obbligate di nuovo a portare il burka nero, vengono minacciate di stupro, picchiate ed umiliate. Tutto questo viene filmato e messo sui media. Il ritorno dello Stato Islamico, dall\u2019essere solamente qualcosa che metteva paura \u00e8 diventato reale.<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"justify\">Ma cerchiamo di comprendere che tipo di attacco \u00e8, che cosa sta attaccando, che cosa pu\u00f2 cambiare e come possiamo difendere la Rivoluzione.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"justify\">La mentalit\u00e0 che porta ad attaccare questa rivoluzione non \u00e8 nuova, e tanto meno isolata. \u00c8 una mentalit\u00e0 che nasce migliaia di anni fa. Una mentalit\u00e0 che rappresenta il dominio degli uni sugli altri, che ha bisogno di spezzare la forza delle donne di autorganizzarsi. Rappresenta il senso di supremazia che deve rendersi visibile, parlare attraverso i video per generare paura nelle persone, per portarle a pensare che non si possa resistere ad un simile attacco, per spezzare la speranza e la volont\u00e0 delle donne e dei popoli. \u00c8 una mentalit\u00e0 disgustosa, che considera il corpo delle donne come un trofeo da esibire in pubblico. Questa mentalit\u00e0 \u00e8 rappresenta da una casta, intoccabile, assassina che si pu\u00f2 permettere di commettere atrocit\u00e0 con il benestare degli Stati e delle forze egemoniche. E questa casta rappresenta il paradigma della modernit\u00e0 capitalista, contro il paradigma della modernit\u00e0 democratica, di chi resiste alle guerre, sogna e tenta di costruire una vita pi\u00f9 libera.<\/p>\n<p align=\"justify\">Queste forze stanno attaccando un\u2019idea, che si concretezza nel corpo della donna. Per anni abbiamo parlato della Rivoluzione del Rojava come la Rivoluzione delle donne. Nel frattempo si \u00e8 creata l\u2019Amministrazione Autonoma e Democratica della Siria del Nord e dell\u2019Est, che prendeva non solo i territori principalmente abitati da popolazioni curde ma anche territori abitati da popolazioni arabe. In quel territorio, come in tutto il Medio Oriente, la terra non appartiene ad un solo popolo, ad una sola nazione; proprio per questo motivo la nascita degli Stati nazione, fissi ed incapaci di inglobare realmente tutte le differenze ma solo di assimilarle, ha causato guerre che oggi sono arrivate ad un livello di violenza tale da causare genocidi e massacri.<\/p>\n<p align=\"justify\">La Rivoluzione delle Donne \u00e8 qualcosa di estremamente pratico, non \u00e8 idealista, non \u00e8 passata, non \u00e8 un\u2019utopia per il futuro ma \u00e8 concreta e presente. Possiamo chiamare la Rivoluzione delle Donne anche come Rivoluzione Comunale, perch\u00e9 non riguarda solamente le donne ma riguarda tutta la societ\u00e0. E lo scontro tra i due paradigmi, tra i due modi di vivere, tra due modi di essere societ\u00e0. Da una parte la vita libera e comunale, dall\u2019altra la vita rappresentata dal potere, dallo Stato, dal patriarcato e dalla paura.<\/p>\n<p align=\"justify\">Questo tipo di vita si sta affermando sempre di pi\u00f9 in tutto il mondo. L\u2019abbiamo visto nel genocidio in Palestina e in Sudan, nella guerra in Ucraina, in Venezuela, e molti altri luoghi, o nella depressione che pervade la societ\u00e0 occidentale\u2026 l\u2019obiettivo \u00e8 portare le societ\u00e0 ad avere paura e non reagire, immobilizzarle. Ed \u00e8 proprio in Siria del Nord e dell\u2019Est che vediamo questo scontro, tra chi vuole instaurare una vita sotto il controllo del potere e degli interessi egemonici, e chi invece ha creato una vita libera, comunale, basata sui valori della donna. Ancora una volta il popolo curdo e il Rojava, con tutti i suoi popoli, ci stanno dando l\u2019esempio che un\u2019altra vita \u00e8 possibile, si pu\u00f2 costruire.<\/p>\n<p align=\"justify\">Quello che sta succedendo in questi giorni in Rojava \u00e8 un enorme rischio, per le donne specialmente, ma per chiunque vuole costruire una vita libera. Le donne nell\u2019Amministrazione Autonoma e Democratica della Siria del Nord e dell\u2019Est, in questi 12 anni, hanno costruito la loro autonomia, hanno ripreso in mano la loro esistenza, l\u2019hanno liberata e hanno permesso cos\u00ec a tutta la societ\u00e0 di vivere con valori di pace, antipatriarcali e di giustizia. Le istituzioni delle donne, che si intrecciano con le istituzioni generali della societ\u00e0, hanno un ruolo fondamentale in tutti gli ambiti della societ\u00e0. Ci sono state molte difficolt\u00e0 e ci sono tutt\u2019ora, ma le donne del Rojava ci insegnano che attraverso l\u2019autoconsapevolezza, la volont\u00e0 e l\u2019organizzazione le cose si possono cambiare, possiamo liberare la societ\u00e0 e la vita. E ancora una volta \u00e8 proprio questo il punto che il nuovo governo siriano e le sue bande Jihadiste filo turche, vogliono attaccare: il modello di vita incentrato sulla liberazione delle donne. Questo modello di vita, nella Terza Guerra Mondiale \u00e8 un pericolo, per il Medio Oriente dilaniato da conflitti settari e tra poteri egemonici e per tutti gli Stati del mondo: dare la speranza concreta che un\u2019altra vita \u00e8 possibile e che si pu\u00f2 lottare per questa, va contro le necessit\u00e0 dei padroni della guerra e dei genocidi, che hanno come scopo quello di annichilire, di privare di significato la vita. Per questo motivo, ancora una volta, dobbiamo difendere questa Rivoluzione, quello che rappresenta, dobbiamo difendere i popoli del Rojava perch\u00e9 ci hanno insegnato molto e continuano ad insegnarci molto durante questa resistenza per l\u2019esistenza, dobbiamo difendere la Donna e la vita comunale che si crea intorno a lei!<\/p>\n<p align=\"justify\">La resistenza \u00e8 vita!<\/p>\n<p align=\"justify\">Viva la resistenza del Rojava!<\/p>\n<p align=\"justify\">Jin Jiyan Azad\u00ec!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Zeryan Asya, Accademia di Jineoloj\u00ee Vedere quello che sta succedendo in Rojava \u00e8 doloroso, toglie il respiro, immobilizza. Sembra uno shock che stiamo vivendo; molte persone si chiedono: come fa ad essere stato cos\u00ec rapido? 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