{"id":2054,"date":"2025-12-23T19:14:34","date_gmt":"2025-12-23T16:14:34","guid":{"rendered":"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/?p=2054"},"modified":"2025-12-23T19:14:34","modified_gmt":"2025-12-23T16:14:34","slug":"aggrapparsi-alla-nostra-utopia-contro-la-distopia-stabilita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/2025\/12\/23\/aggrapparsi-alla-nostra-utopia-contro-la-distopia-stabilita\/","title":{"rendered":"Aggrapparsi alla nostra utopia contro la distopia stabilita"},"content":{"rendered":"<p>Aggiornato l\u2019ultima volta il 4 ottobre 2025<\/p>\n<p><em><strong>Nagihan Akarsel<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Il movimento \u00e8 una forma in divenire. \u00c8 azione ed \u00e8 vivo. \u00c8 difficile definire qualcosa che \u00e8 vivo. Concentrarsi sui risultati dell\u2019azione implica perdere i dettagli del momento del divenire. Per questo, \u00e8 del tutto naturale incontrare difficolt\u00e0 nell\u2019affrontare concetti di etica ed estetica in movimento, la cui fonte proviene tanto dal tessuto sociale che dalla struttura individuale, sia separatamente che sulla base delle loro interconnessioni. Ancor pi\u00f9 farlo dalla prospettiva della Jineoloj\u00ee, perch\u00e9 richiede di liberare le parole e le frasi da tutte le definizioni imposte del positivismo. Allo stesso tempo, richiede di essere attrezzati nel rilevare i difetti del positivismo. Esige di essere affrontato sull\u2019asse del paradigma democratico, ecologico e della libert\u00e0 della donna, mediante metodi potenti, principalmente il metodo ermeneutico\u00b9. Si basa sull\u2019essere liberi nell\u2019emozione, nella percezione, nella forza del pensiero e nella narrazione, e di conseguenza, nel fluire.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo di questo testo non \u00e8 tanto definire due concetti, quanto tentare di comprenderli sulla base delle loro corrispondenze nella vita. Si tratta di capire cosa significhi essere buone e essere belle, concetti che usiamo correntemente nella vita quotidiana. \u00c8 indagare il modello universale condiviso, nonch\u00e9 osservare come cambiano le definizioni del bene e del bello secondo criteri diversi e comprenderne le fonti. In questo senso, si tratta di raggiungere la conoscenza di come e sulla base di cosa formeremo il linguaggio, l\u2019azione e la teoria del bene e del bello. Cio\u00e8, si tratta di focalizzare, dalla prospettiva della Jineoloj\u00ee, come saranno organizzati il bene e il bello.<\/p>\n<p>Non pu\u00f2 essere una coincidenza che, sebbene sia la donna stessa a pensare al bene, a proteggere il bello e a garantirne la socializzazione, oggi sia proprio lei la pi\u00f9 alienata. Come donne, ricreare quel potere di socializzazione \u00e8 possibile solo abbracciando l\u2019utopia\u00b2 contro la distopia\u00b3 imposta.<\/p>\n<h2>Essere belle e i principi collettivi<\/h2>\n<p>L\u2019estetica, che \u00e8 la scienza per raggiungere la conoscenza del bello, \u00e8 un concetto troppo ampio per essere confinato al campo della filosofia e dell\u2019arte. Allo stesso modo, proporre l\u2019estetica solo come un corpo di donna che risponde ai desideri maschili \u00e8 un tentativo deliberato della modernit\u00e0 capitalistica di creare una percezione. \u00c8 pi\u00f9 significativo definire il concetto con esempi di epoche in cui tutto ci\u00f2 che aggiungeva valore alla vita e la rendeva pi\u00f9 bella era considerato sacro e bello.<\/p>\n<p>L\u2019affermazione di Abdullah \u00d6calan: \u201cNon considero bello ci\u00f2 che \u00e8 al di fuori della societ\u00e0 morale e politica, perch\u00e9 il bello \u00e8 morale e politico\u201d\u2074, ci spiega quale debba essere la misura fondamentale della bellezza. Di fatto, le eroine, le dee e le sette religiose esistenti in tutte le culture hanno mostrato la via della bellezza, della bont\u00e0 e della verit\u00e0. La donna \u00e8 stata descritta in queste culture come una fonte di bellezza in cui si incarnava il sacro.<\/p>\n<p>La bellezza, la fertilit\u00e0, la bont\u00e0 e la verit\u00e0, nelle societ\u00e0 agricole basate sulla donna, hanno trovato il loro significato nella fede nella dea. A partire da Inanna, Ishtar, Demetra, Iside, Astarte, Kubaba, Atargatis, Anahita, Al-Uzza, Afrodite; descrivendo tutte le dee come fonte di fertilit\u00e0, amore e bellezza, ci\u00f2 che si rappresentava era la tradizione agricola della societ\u00e0 e la sua forma di vita morale e politica.<\/p>\n<p>Un\u2019altra definizione importante della bellezza ha trovato il suo significato nei valori collettivi. Coloro che hanno adottato lo slogan, \u201cIl dubbio modesto \u00e8 la lanterna della persona saggia\u201d\u2075; le coraggiose e le altruiste, coloro che vivevano in comunit\u00e0, che affrontavano le ingiustizie, che esercitavano la giustizia sono state considerate belle. Poesie, dipinti, epopee, racconti, detti, dengb\u00eaj\u00ee e molte altre forme d\u2019arte lo hanno elaborato e spiegato. \u00c8 stato rappresentato in molte opere d\u2019arte, principalmente sculture, appunti, quadri e architettura. Le guaritrici, che si sono dedicate alla tradizione curativa per una vita sana, sono state viste come fonte di bellezza. In sintesi, i principi della bellezza erano i valori della creazione comunitaria.<\/p>\n<p>Tuttavia, il principio della bellezza ha iniziato a cambiare con lo sviluppo della civilt\u00e0 statale. I filosofi greci hanno definito la misura della bellezza con numeri ideali e proporzioni matematiche.<\/p>\n<p>L\u2019estetica \u00e8 l\u2019abbellimento della vita. Finch\u00e9 non abbelliamo la vita, tutte le bellezze sono in pericolo. Tutte le bellezze della natura sono obiettivo dei capitalisti. L\u2019essere umano, come parte della natura, \u00e8 costantemente sfruttato nel suo corpo, nella sua psicologia, nel suo lavoro, e si aliena sempre di pi\u00f9 da s\u00e9 stesso. \u00c8 impossibile parlare di bellezza in un luogo dove esiste l\u2019alienazione.<\/p>\n<h2>Essere buone<\/h2>\n<p>\u00c8 piuttosto difficile definire un concetto astratto quando si tratta di problemi umani e sociali legati al tessuto sociale e all\u2019individuo. Anche questi concetti astratti sono relativi. Esiste la possibilit\u00e0 che ci\u00f2 che \u00e8 buono per me possa essere cattivo per un\u2019altra persona. L\u2019importante qui \u00e8 la prospettiva.<\/p>\n<p>La definizione del Bene e il suo legame con la morale lo hanno trasformato in un tema che riguarda la religione e la filosofia, mentre la scienza si \u00e8 tenuta a distanza da questo concetto. Il fatto che la scienza si muova entro i limiti del positivismo e abbia perso il suo legame con il significato, \u00e8 determinante in questo atteggiamento. Tuttavia, Abdullah \u00d6calan che dice: \u201cLa scienza \u00e8 un\u2019interpretazione del significato\u201d\u2076, rivela che dove c\u2019\u00e8 significato, c\u2019\u00e8 scienza. Il significato \u00e8 anche un modo di aggiungere valore.<\/p>\n<p>\u201cLa nostra dignit\u00e0 si basa interamente sul pensiero. Sforziamoci, dunque, a pensare correttamente. Questo \u00e8 il principio dell\u2019etica\u201d\u2077. La verit\u00e0 rivelata in questa frase spiega l\u2019importanza di pensare correttamente. Il bene \u00e8 ci\u00f2 che \u00e8 utile. Buona \u00e8 colei che pensa in modo bello. Il bene \u00e8 ci\u00f2 che \u00e8 giusto. Il bene \u00e8 ci\u00f2 che contribuisce, rafforza, d\u00e0 significato e rende felice sia la societ\u00e0 che l\u2019individuo.<\/p>\n<p>Il bene ha alcuni principi universali. Mentre essere modeste \u00e8 una misura di bont\u00e0, nel mondo virtuale questo \u00e8 considerato una debolezza. Mentre ascoltare era una virt\u00f9, ora l\u2019azione pi\u00f9 apprezzata \u00e8 parlare molto. Mentre l\u2019empatia era una delle caratteristiche umane pi\u00f9 belle, ora l\u2019egoismo gode di maggiore popolarit\u00e0. Mentre dire e difendere la verit\u00e0 a ogni costo era una caratteristica fondamentale del bene, nella nostra era questa qualit\u00e0 \u00e8 mediata dal pragmatismo. Tutti questi sono effetti creati dal liberalismo. Nel liberalismo, l\u2019essenziale sono, prima di tutto, gli interessi, i desideri, i sentimenti e gli impulsi della persona. Invece di pensare correttamente, si assume un approccio minuzioso e dettagliato.<\/p>\n<p>Ai tempi in cui la vita era concepita nella sua integralit\u00e0, il criterio per considerare qualcosa come scientifico in tutti i campi della vita, dall\u2019economia alla salute, dalla politica alla cultura, era il principio di utilit\u00e0 per la societ\u00e0. Ora, tuttavia, la scienza \u00e8 un\u2019organizzazione che, dall\u2019alto, tenta di plasmare la societ\u00e0, piuttosto che un atto che regola le risorse e le relazioni sociali.<\/p>\n<h2>Le donne di Gilan: l\u2019azione del bene e del bello<\/h2>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-2059 alignleft\" src=\"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Il-rito-geshe-bari-nel-Gilan-1.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Il-rito-geshe-bari-nel-Gilan-1.jpg 500w, https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Il-rito-geshe-bari-nel-Gilan-1-300x180.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/strong>Nella nostra ricerca del bene e del bello, i momenti che prenderemo come punti di partenza sono quelli in cui la forza di convivenza della societ\u00e0 \u00e8 in armonia con il tessuto della vita. Il popolo gilani, che vive nella provincia di Gilan, situata sulla costa del Mar Caspio, nel nord dell\u2019Iran, pu\u00f2 essere preso come esempio. \u00c8 molto significativo che l\u2019attivit\u00e0 produttiva svolta dalle donne gilani, che fanno parte di uno dei popoli ariani, determini le loro vite. Il lavoro di raccolta del riso e del t\u00e8, che richiede estrema delicatezza e sforzo, permea l\u2019intera loro vita.<\/p>\n<p>Merita attenzione che il popolo di Gilan, che vive appoggiandosi ai valori delle proprie radici, ami particolarmente il fiore di loto e le poesie e canzoni create su di lui. Il modo in cui tutt\u2019ora usano e conservano il fiore di Anahita\u2078, la dea dell\u2019acqua, esprime sia il loro legame con le proprie radici, sia la loro ricerca per rivivere la memoria nel presente. Questo e molti altri esempi simili sono una buona notizia riguardo alla possibilit\u00e0 di una vita alternativa anche per l\u2019essere umano, a cui, oggi, si tenta di cancellare la memoria.<\/p>\n<p>Va sottolineato che le donne di Gilan mostrano molte somiglianze con le donne di Afrin, quelle che hanno guidato la resistenza di Afrin. La danza delle donne di Gilan con i loro cesti di riso e i loro abiti colorati, mostrano anche come i legami delle donne di Afrin con la natura e la terra siano stati alla base della loro resistenza, offre un esempio impressionante di come la tipologia della produzione si rifletta nell\u2019estetica.<\/p>\n<h2>Le mondine e le loro resistenze<\/h2>\n<p><i><u><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-2058 alignright\" src=\"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/mondine-jpg-768x432-1.jpg\" alt=\"\" width=\"608\" height=\"342\" srcset=\"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/mondine-jpg-768x432-1.jpg 768w, https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/mondine-jpg-768x432-1-300x169.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 608px) 100vw, 608px\" \/><\/strong><\/u><\/i>Le lavoratrici del riso, chiamate mondine in Italia, il maggior produttore di riso in Europa, completano l\u2019esempio che abbiamo dato sulle donne di Gilan. Flora Derounian, che ha studiato le lavoratrici del riso in Italia tra il 1940 e il 1965, ci spiega che ha basato la sua ricerca su progetti di interviste e documentari\u2079. Flora Derounian afferma che il lavoro di queste donne, lavoravano da maggio a luglio, merita di essere studiato in dettaglio, e dichiara: \u201cSebbene sotto l\u2019acqua gli specchi di cristallo dei campi di riso possano sembrare idilliaci, le risaie risuonavano spesso del suono delle canzoni di protesta delle lavoratrici. Per evitare punizioni per aver parlato durante il tempo di lavoro, avevano sviluppato un incredibile repertorio composto da canti polifonici, in cui, generalmente, si lamentavano delle misere condizioni di lavoro e dei padroni sfruttatori\u201d.<\/p>\n<p>Le lavoratrici del riso, che hanno lottato per liberare l\u2019Italia dall\u2019occupazione nazista, che a volte si rifiutavano di lavorare nei campi, che a volte lavoravano in organizzazioni di sinistra, combattevano e fungevano da staffette, forse erano consapevoli che la delicatezza del loro lavoro aveva molto a che fare con la delicatezza di difendere la loro patria\u2026 Forse non \u00e8 possibile comprendere completamente questo stato di coscienza, ma che le canzoni di queste donne, diventate di culto con le loro canzoni e i loro abiti, siano oggi eseguite in cori e gruppi giovanili di rock, ci dice molto sull\u2019integralit\u00e0 della vita.<\/p>\n<h2>Essere diverse e le zingare<\/h2>\n<p><i><u><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-2057 alignleft\" src=\"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/13_campo-rom-della-magliana-roma-2009-09-768x510-1.jpg\" alt=\"\" width=\"524\" height=\"348\" srcset=\"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/13_campo-rom-della-magliana-roma-2009-09-768x510-1.jpg 768w, https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/13_campo-rom-della-magliana-roma-2009-09-768x510-1-300x199.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 524px) 100vw, 524px\" \/><\/strong><\/u><\/i>Ognuna di noi conosce storie diverse sulle zingare\u00b9\u2070. Tuttavia \u00e8 comune l\u2019inquietante disagio di non sapere cosa pensare ogni volta che vediamo le zingare\u2026 Sebbene l\u2019energia che si riflette nelle loro voci, nei loro comportamenti e nelle loro danze sia attraente, c\u2019\u00e8 sempre quella sensazione di non sapere come percepirle\u2026 Questo stato emotivo \u00e8 importante per comprendere la nostra percezione del bene e del bello. L\u2019opinione generale sulle zingare \u00e8 che siano escluse dalla societ\u00e0, siano incompatibili, non rispettino le norme morali della societ\u00e0, e, tra le altre cose, non si adattino all\u2019ordine e alla disciplina. Si crea cos\u00ec un pregiudizio e, sebbene la loro naturalezza e confort siano attraenti, ci porta a giudicarle e a mantenere le distanze.<\/p>\n<p>Il nostro disagio nei confronti della disinvoltura delle zingare e della loro fluidit\u00e0 ci paralizza, in realt\u00e0, \u00e8 un tema che dovrebbe essere affrontato separatamente\u2026 Stiamo parlando di un popolo che ha legato la propria autenticit\u00e0 alla propria libert\u00e0\u2026 Ci\u00f2 che vogliamo sottolineare qui \u00e8: secondo quali criteri determiniamo il bene o il bello, e cosa determina le nostre percezioni.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 rifiutare da subito ci\u00f2 che \u00e8 diverso \u00e8 un pregiudizio molto comune nel nostro tempo. Non credere che ci\u00f2 che \u00e8 diverso possa essere buono e bello comporta mantenere questo pregiudizio. I principi che determinano la nostra percezione sono i principi dei nuovi tempi, cio\u00e8 della modernit\u00e0. Affermare che questi siano corretti \u00e8 la struttura mentale pi\u00f9 importante creata dalla modernit\u00e0.<\/p>\n<p>Tuttavia, il principio del bene e del bello dovrebbe essere usato a partire dalla comprensione delle mitologie, filosofie, credenze e prospettive del mondo delle zingare, invece di emettere, a priori, un giudizio. \u00c8 anche importante osservare come le zingare mantengano un tessuto di vita collettivo. Perch\u00e9 possiedono una struttura che protegge il loro modo di vivere senza dipendere dall\u2019organizzazione statale.<\/p>\n<h2>Osservare e comprendere in modo paradigmatico<\/h2>\n<p>Partendo da questo esempio, analizzare ci\u00f2 che \u00e8 diverso richiede uno sguardo da un luogo paradigmatico. Quando le consideriamo secondo il paradigma meccanicista, le zingare sono definite come un popolo che non si adatta ai criteri della modernit\u00e0. Inoltre, non rispettano la legge di regolarit\u00e0\u00b9\u00b9 della fisica newtoniana. Inoltre, sconvolgono le relazioni di causa-effetto e annullano la realt\u00e0 basata sui dettami del positivismo.<\/p>\n<p>D\u2019altro canto, quando le analizziamo con il paradigma basato sulla democrazia, sull\u2019ecologia e sulla libert\u00e0 della donna, che rappresenta le strutture di conoscenza su cui si basa la civilt\u00e0 democratica, ci troviamo di fronte a una realt\u00e0 completamente diversa. La fonte di questo paradigma \u00e8 il paradigma ermetico.<\/p>\n<p>Questo paradigma, che si basa pi\u00f9 sulla volont\u00e0 dei popoli di vivere insieme che sulla statalizzazione, si fonda su principi come l\u2019unit\u00e0 delle differenze, la vitalit\u00e0, la fluidit\u00e0, la libert\u00e0 e l\u2019incertezza. Possiamo considerarlo come una struttura basata sulla fisica quantistica. Secondo questo paradigma, le zingare sono un popolo naturale, che non basa le proprie libert\u00e0 su alcuna relazione di dipendenza, che si fonda sull\u2019economia libera in termini economici, che d\u00e0 importanza alla musica e al divertimento, un popolo rilassato e originale. Tuttavia, porta con s\u00e9 anche alcuni effetti negativi della modernit\u00e0. Ci\u00f2 che vogliamo sottolineare qui \u00e8 qual \u00e8 il principio del bene e del bello della diversit\u00e0. \u00c8 importante trattare la differenza non come una fonte di pregiudizio, ma, al contrario, come una ricchezza paradigmatica.<\/p>\n<h2>Le donne di Rojava come fonte di bellezza<\/h2>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-2055 alignleft\" src=\"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/womensrev_8d1b6d6d63.jpg\" alt=\"\" width=\"529\" height=\"298\" srcset=\"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/womensrev_8d1b6d6d63.jpg 600w, https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/womensrev_8d1b6d6d63-300x169.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 529px) 100vw, 529px\" \/><\/strong>L\u2019organizzazione della bellezza, la sua costituzione come forza difensiva e la sua lotta contro tutte le ingiustizie si sono manifestate molto chiaramente con la rivoluzione di Rojava, che si caratterizza anche per essere una rivoluzione delle donne. Quando consideriamo la rivoluzione della donna come un abbellimento della vita libera, non \u00e8 difficile capire quanto siano state determinanti le Unit\u00e0 di Difesa delle Donne che hanno partecipato alla rivoluzione. \u00c8 particolarmente importante considerare le combattenti che hanno lottato contro lo Stato Islamico, apparso sul palcoscenico della Storia come la forza pi\u00f9 oscura del mondo, come donne che hanno salvato non solo il Kurdistan, ma anche il mondo dall\u2019oscurit\u00e0.<\/p>\n<p>Il fatto che le fotografie delle combattenti, che rappresentano la luce contro l\u2019oscurit\u00e0, siano apparse sulle copertine di riviste e feticizzate come guerriere belle, \u00e8 una situazione costruita ad arte. \u00c8 voler mostrare uno sguardo che si <strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-2056 alignright\" src=\"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/The-all-female-HPC-Jin-a-community-women-led-defence-force-embodies-the-resilient-spirit-of-the-revolution-scaled-1-768x512-1.jpg\" alt=\"\" width=\"383\" height=\"255\" srcset=\"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/The-all-female-HPC-Jin-a-community-women-led-defence-force-embodies-the-resilient-spirit-of-the-revolution-scaled-1-768x512-1.jpg 768w, https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/The-all-female-HPC-Jin-a-community-women-led-defence-force-embodies-the-resilient-spirit-of-the-revolution-scaled-1-768x512-1-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 383px) 100vw, 383px\" \/><\/strong>concentra sulla bellezza formale e la evidenzia, invece di focalizzare la potenza combattiva delle donne, la tradizione di lotta da cui si nutrono, il paradigma su cui si basano o gli obiettivi che perseguono. I valori di lotta che abbelliscono queste giovani donne, che rappresentano la luce, sono stati temi di cui non si \u00e8 parlato quasi mai.<\/p>\n<p>La forma e il contenuto si completeranno a vicenda. Il principio della bellezza si ha quando il contenuto e laforma si completano reciprocamente. Affrontarlo unilateralmente \u00e8 la caratteristica fondamentale del sistema. Invece, solo se riusciamo a far prevalere i valori etici ed estetici in tutte le aree della vita, potremo raggiungere la vera bellezza e diventare una fonte di bellezza. In questo senso, abbellire la vita si ottiene, innanzitutto, lottando contro le brutture e le malvagit\u00e0 che ci circondano. Che la donna svolga il suo compito di abbellire la vita in modo scientifico attraverso la Jineoloj\u00ee, \u00e8 uno dei requisiti indispensabili anche per una vita libera e bella. Una realt\u00e0 della donna come questa non \u00e8 solo la fonte della bellezza, ma riesce anche a diventare il momento fondamentale della societ\u00e0 morale e politica.<\/p>\n<h2>Conclusione<\/h2>\n<p>Si possono moltiplicare gli esempi di coloro che hanno creato e vitalizzato il linguaggio, l\u2019azione e la teoria del bene e del bello, riuscendo a proteggere le loro libert\u00e0 e particolarit\u00e0 grazie ai loro sforzi. Perch\u00e9 raggiungere il bene e il bello, che sono intrinseci alla libert\u00e0, e che acquista senso all\u2019interno di valori collettivi integrati con la creativit\u00e0 individuale, non \u00e8 impossibile. Questo \u00e8, innanzitutto, il nostro modo di essere. Forse dobbiamo rafforzare di pi\u00f9 la teoria della coesistenza. Svolgere pi\u00f9 ricerche e preparare materiali che mettano in risalto questi valori collettivi\u2026 Forse dobbiamo credere che questi valori garantiscano che le persone rimangano felici e sane, ma, come lo abbiamo esemplificato attraverso le donne di Gilan, le lavoratrici mondine, le zingare e le donne combattenti di Rojava, questo non \u00e8 impossibile\u2026 Credere che, in un\u2019era e in un sistema in cui i valori spirituali sono svalutati e l\u2019utopia \u00e8 convintamente definita come un ideale impossibile, resistere sia possibile, soprattutto, grazie alla conoscenza del bene e del bello ispirato dalla Jineoloj\u00ee\u2026 Cio\u00e8, aggrapparsi alla nostra utopia contro la distopia imposta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00b9 L\u2019ermeneutica pu\u00f2 essere concepita come l\u2019arte di comprendere e interpretare sia i contesti linguistici individuali che il linguaggio nel suo insieme.<\/p>\n<p>\u00b2 Parola greca, formata dalla combinazione del prefisso \u201ceu\u201d, che significa buono e bello, e della parola \u201ctopya\u201d, che significa luogo. L\u2019utopia fu usata per la prima volta da Tommaso Moro nel suo libro \u201cUtopia\u201d.<\/p>\n<p>\u00b3 Parola greca, formata dalla combinazione del prefisso \u201cdis\u201d, che significa cattivo, e della parola \u201ctopya\u201d, che significa luogo. La distopia fu usata per la prima volta da John Stuart Mill. \u201c1984\u201d di George Orwell o \u201cIl racconto dell\u2019ancella\u201d di Margaret Atwood sono considerati esempi di opere distopiche della letteratura.<\/p>\n<p>\u2074 Abdullah \u00d6calan, Manifesto per una Civilt\u00e0 Democratica, Volume 3: Sociologia della Libert\u00e0, Descontrol Editorial e We\u015fan\u00ean Meyman, 2024, p. 338.<\/p>\n<p>\u2075 William Shakespeare, Troilo e Cressida, trad. Mina Urgan e Sebahattin Ey\u00fcbo\u011flu, Istanbul: Pubblicazioni Culturali della Banca della Turchia, 2014, atto 2, scena 2.<\/p>\n<p>\u2076 Abdullah \u00d6calan, Manifesto per una Civilt\u00e0 Democratica, Volume 3: Sociologia della Libert\u00e0, Descontrol Editorial e We\u015fan\u00ean Meyman, 2024.<\/p>\n<p>\u2077 Blaise Pascal, Pensieri, trad. Devrim \u00c7etinkasap, Istanbul: Pubblicazioni Culturali della Banca della Turchia, 2017. Michael Shermer, La scienza del bene e del male, trad. Sinem G\u00fcl, Istanbul: Editoriale Varl\u0131k, 2004.<\/p>\n<p>\u2078 Il loto \u00e8 un simbolo sacro associato alla purezza spirituale, specialmente in Asia. Simboleggia la purezza nel mezzo della sporcizia. Come simbolo di questa qualit\u00e0, copre un\u2019ampia geografia. Nell\u2019antica Iran, aveva valore come la rosa della dea Anahita. Ayd\u0131n Afacan, \u201cDinamiche mitopoetiche nel loto\u201d, Rivista di Folklore\/Letteratura, volume: 20, Numero: 80, 2014\/4, pp. 119-128.<\/p>\n<p>\u2079 \u201cLe lavoratrici del riso che sfidarono il fascismo in Italia\u201d, Evrensel, 18 marzo 2018, https:\/\/www.evrensel.net\/haber\/347977\/italyada-fasizme-kafa-tutan-pirinc-iscisi-kadinlar (Ultimo accesso: 14 novembre 2022)<\/p>\n<p>\u00b9\u2070 Mentre scrivevo questo, il predominio di uno stile individuale nel mio scritto \u00e8 stato una realt\u00e0 che ho notato con questo testo. Ho anche scoperto che il linguaggio scritto ha le sue proprie sfumature e guida l\u2019emozione legata all\u2019argomento narrato sotto la sua iniziativa, un aspetto che ho scoperto in relazione a questo tema.<\/p>\n<p>\u00b9\u00b9 Conosciuta anche come prima legge di Newton o legge d\u2019inerzia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Aggiornato l\u2019ultima volta il 4 ottobre 2025 Nagihan Akarsel Il movimento \u00e8 una forma in divenire. \u00c8 azione ed \u00e8 vivo. \u00c8 difficile definire qualcosa che \u00e8 vivo. Concentrarsi sui risultati dell\u2019azione implica perdere i dettagli del momento del divenire. Per questo, \u00e8 del tutto naturale incontrare difficolt\u00e0 nell\u2019affrontare concetti di etica ed estetica in [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":2060,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[93,27],"tags":[],"class_list":["post-2054","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-academy-of-jineoloji","category-in-the-medias"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2054","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2054"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2054\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2064,"href":"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2054\/revisions\/2064"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2060"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2054"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2054"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2054"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}