{"id":2034,"date":"2025-12-23T18:25:06","date_gmt":"2025-12-23T15:25:06","guid":{"rendered":"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/?p=2034"},"modified":"2025-12-23T18:25:06","modified_gmt":"2025-12-23T15:25:06","slug":"2-la-natura-multistratificata-della-costruzione-della-pace-la-partecipazione-delle-donne-alla-costruzione-della-pace-e-al-genere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/2025\/12\/23\/2-la-natura-multistratificata-della-costruzione-della-pace-la-partecipazione-delle-donne-alla-costruzione-della-pace-e-al-genere\/","title":{"rendered":"2 \u2013 La natura multistratificata della costruzione della pace. La partecipazione delle donne alla costruzione della pace e al genere"},"content":{"rendered":"<p>Ripubblichiamo la seconda parte dell\u2019articolo \u201cLa natura multistratificata<!-- composita --> della costruzione della pace\u201d. Per leggere la prima parte, <a href=\"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/2025\/12\/23\/1-la-natura-multistratificata-della-costruzione-della-pace\/\">clicca qui.<\/a><\/p>\n<p><em><strong>Berfin G\u00fcne\u015f<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Il ruolo delle donne nei conflitti e nei processi di pace \u00e8 stato stati a lungo definito prevalentemente come quello di \u201cvittime\u201d o figure passive \u201cin bisogno di protezione\u201d. Tuttavia, a partire dall\u2019ultimo quarto del XX secolo, queste rappresentazioni limitanti hanno iniziato a essere ampiamente messe in discussione attraverso le pratiche collettive di resistenza, le lotte sociali e i processi di soggettivazione politica delle donne.<\/p>\n<p>In particolare dagli anni \u201990, la pace \u00e8 stata concepita come un processo multistratificato <!-- a pi\u00f9 livelli -->che non si limita al semplice silenzio delle armi, ma comprende anche la trasformazione e la ricostruzione delle relazioni sociali. In questo contesto, la produzione di conoscenza, la partecipazione politica e l\u2019agency<!-- organizzazione --> delle donne sono diventate pi\u00f9 visibili e dibattute a livello globale.<\/p>\n<h2>Il genere nei processi di pace<\/h2>\n<p>Nei processi di pace, il genere non viene affrontato semplicemente come una categoria a livello di rappresentanza, ma anche come una struttura sociale costitutiva che determina come questi processi vengono progettati, funzionano e quali risultati producono. Questa prospettiva ha portato nell\u2019agenda politica una visione della pace che permette il confronto e la trasformazione di tali strutture<!-- degli assetti -->, invece che essere un terreno di riproduzione di militarismo, relazioni patriarcali e disuguaglianze strutturali. Le forme di conoscenza esperienziale elaborate attraverso le pratiche di vita delle donne e le loro concezioni di giustizia sono emerse come strumenti importanti con il potenziale di mettere in discussione e ricostruire le fondamenta epistemologiche dei processi di pace.<\/p>\n<h2>Risoluzione 1325 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite<\/h2>\n<p>La Risoluzione 1325 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (2000) \u00e8 una delle pi\u00f9 chiare espressioni di questo approccio a livello di diritto internazionale. La risoluzione mira a garantire la partecipazione effettiva delle donne ai processi di pace e a promuovere una ristrutturazione<!-- riorganizazione --> basata sull\u2019uguaglianza di genere. Tuttavia, l\u2019attuazione della risoluzione \u00e8 rimasta spesso limitata alla rappresentanza formale; la partecipazione trasformativa delle donne in questi processi \u00e8 stata ostacolata da barriere strutturali e culturali. Solo nel 6% dei 353 processi di pace condotti tra il 1992 e il 2019 le donne hanno partecipato direttamente come negoziatrici. Nonostante questo basso tasso di rappresentanza, vari studi dimostrano che la partecipazione significativa delle donne aumenta la sostenibilit\u00e0 degli accordi di pace e accelera i processi di guarigione sociale. \u00c8 notevole, infatti, il dato secondo cui la probabilit\u00e0 di attuazione degli accordi aumenta del 35% nei processi in cui le donne partecipano. Tuttavia, nonostante questo potenziale, i contributi delle donne rimangono spesso a livello di \u201crappresentanza simbolica\u201d; i loro ruoli sono frequentemente limitati da norme tradizionali come la \u201cprotezione delle donne e dei bambini\u201d.<\/p>\n<h2>Donne come resistenti attive e organizzatrici nei processi di conflitto<\/h2>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-2036 alignleft\" src=\"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/site-icin-13-768x512-1.jpg\" alt=\"\" width=\"440\" height=\"293\" srcset=\"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/site-icin-13-768x512-1.jpg 768w, https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/site-icin-13-768x512-1-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 440px) 100vw, 440px\" \/>Esistono molti esempi storici in cui le donne hanno partecipato ai processi di conflitto non solo come vittime, ma anche come resistenti attive e protagoniste organizzative. Le combattenti donne all\u2019interno del movimento maoista in Nepal, del FMLN in El Salvador e delle FARC in Colombia sono esempi notevoli in questo contesto. Queste esperienze dimostrano che le donne hanno sviluppato coscienza politica durante i processi di lotta armata, hanno prodotto pratiche alternative contro le strutture patriarcali e hanno costruito forme di relazione che privilegiavano l\u2019uguaglianza di genere. Infatti, la messa in discussione delle norme di genere nei movimenti di guerriglia e il raggiungimento di un livello di uguaglianza di genere pi\u00f9 avanzato rispetto alla societ\u00e0 in generale ha permesso la germinazione di politiche di genere trasformative nel periodo post-conflitto. Tuttavia, dopo la conclusione della pace, queste conquiste sono state spesso soffocate dai rapporti di potere maschili; le donne sono state ricacciate nei ruoli di genere tradizionali e i loro processi di soggettivazione politica sono stati interrotti. Il concetto di \u201cordine coniugale\u201d viene spesso utilizzato per spiegare il riorientamento delle donne verso ruoli \u201cnormativi\u201d dopo la guerra e la diluizione delle loro soggettivit\u00e0. L\u2019esempio colombiano \u00e8 istruttivo a questo riguardo. Le militanti donne all\u2019interno delle FARC hanno garantito l\u2019inclusione dei principi di uguaglianza di genere negli accordi di pace; tuttavia, queste conquiste sono state ridimensionate durante il processo referendario sotto l\u2019influenza di discorsi sessisti e conservatori. La riproduzione da parte dello stato delle norme di genere attraverso politiche mediatiche e educative ha portato a codificare le donne come \u201cminacce morali\u201d ed escluderle dalla sfera pubblica. Allo stesso modo, le combattenti donne all\u2019interno dei Tigri Tamil nello Sri Lanka sono state definite esclusivamente attraverso l\u2019identit\u00e0 di \u201cvittima traumatica\u201d nel processo post-pace; la loro esistenza come soggetti politici \u00e8 stata ampiamente negata.<\/p>\n<h2><\/h2>\n<h2>\u201cLa pace di chi?\u201d e \u201cChe tipo di pace?\u201d<\/h2>\n<p>Questi esempi rivelano che la pace non \u00e8 solo la fine del conflitto, ma richiede anche di rispondere alle domande \u201cla pace di chi?\u201d e \u201cche tipo di pace?\u201d. Si sta sempre pi\u00f9 aprendo un dibattito riguardo alla necessit\u00e0 che le donne non siano solo presenti simbolicamente ai tavoli di negoziazione nei processi di pace, ma trasformino anche l\u2019epistemologia del processo e di esserne attori fondanti con le proprie forme di produzione di conoscenza, concezioni di giustizia e esperienze di vita. La conoscenza delle donne sulla pace, spesso costruita a livello micro, presenta un\u2019epistemologia olistica contenente approcci basati su giustizia, cura, socialit\u00e0 e uguaglianza. L\u2019impatto trasformativo delle donne nei processi di pace pu\u00f2 essere osservato in esempi come Liberia, Filippine e Ruanda. In Liberia, il movimento delle donne ha fatto pressione sulle parti affinch\u00e9 avviassero negoziati di pace e ha reso visibile il potere dell\u2019azione politica collettiva delle donne. Nelle Filippine, la presenza di negoziatrici donne ha permesso che l\u2019accordo di pace fosse strutturato con una prospettiva di genere. Tuttavia, anche in questi esempi, l\u2019istituzionalizzazione e la sostenibilit\u00e0 dei risultati ottenuti dalle donne nel periodo post-pace hanno incontrato serie difficolt\u00e0. Gli ostacoli strutturali nella fase di attuazione hanno gradualmente limitato l\u2019influenza delle donne nei processi di negoziazione.<\/p>\n<h2>Definire le donne esclusivamente attraverso l\u2019identit\u00e0 di \u201cvittima\u201d<\/h2>\n<p>D\u2019altro canto, i programmi di disarmo, smobilitazione e reintegrazione (DDR) hanno largamente ignorato le combattenti donne. Questi programmi sono stati per lo pi\u00f9 progettati sulla base dei combattenti maschi; la partecipazione delle donne alla vita economica, all\u2019integrazione sociale e alle opportunit\u00e0 di rappresentanza politica \u00e8 stata limitata. Negli esempi del Nepal, Liberia, Sierra Leone, Uganda e Congo, l\u2019esclusione delle combattenti dai processi DDR ha marginalizzato le donne economicamente e socialmente. Definire le donne esclusivamente attraverso l\u2019identit\u00e0 di \u201cvittima\u201d dimostra che questi processi sono progettati senza una prospettiva di genere. Questa situazione \u00e8 affrontata in numerosi rapporti internazionali, che sottolineano come le esigenze delle donne siano sistematicamente ignorate.<\/p>\n<h2><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-2035 alignright\" src=\"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/dbef490a-80a7-4b01-8693-97a90df1ffba-768x513-1.png\" alt=\"\" width=\"448\" height=\"299\" srcset=\"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/dbef490a-80a7-4b01-8693-97a90df1ffba-768x513-1.png 768w, https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/dbef490a-80a7-4b01-8693-97a90df1ffba-768x513-1-300x200.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 448px) 100vw, 448px\" \/><\/h2>\n<h2>La partecipazione delle donne deve essere affrontata a pi\u00f9 livelli e approfondita<\/h2>\n<p>Tutte queste esperienze rivelano che la partecipazione delle donne ai processi di pace non pu\u00f2 essere limitata alla semplice rappresentanza quantitativa; deve essere affrontata in modo multistratificato<!-- multidimensionale --> e approfondito. In questo contesto, emergono dalle discussioni tre dimensioni fondamentali La prima \u00e8 la partecipazione strutturale \u2013 si riferisce alla rappresentanza istituzionale delle donne nei meccanismi decisionali e nei processi di negoziazione. La seconda \u00e8 la partecipazione trasformativa \u2013 qui, le donne intervengono per ridefinire lo scopo e il contenuto della pace sulla base dell\u2019uguaglianza di genere e della liberazione delle donne. La terza dimensione \u00e8 la partecipazione epistemologica \u2013 a questo livello, le donne trasformano la base concettuale del processo arricchendo la produzione di conoscenza sulla pace con valori alternativi come giustizia, solidariet\u00e0 e socialit\u00e0. Queste forme multidimensionali di partecipazione rendono possibile concepire la pace non solo come la fine del conflitto, ma anche come la costruzione di un ordine sociale pi\u00f9 giusto e inclusivo.<\/p>\n<h2>Produttrici di conoscenza, soggetti politici e agenti di trasformazione sociale<\/h2>\n<p>In conclusione, la partecipazione delle donne ai processi di pace non \u00e8 semplicemente uno strumento per compensare la loro esclusione o aumentarne la rappresentanza. Comporta anche un profondo processo di interrogazione epistemologica e politica su come viene definita la pace, a quali conoscenze si fa riferimento e a quali valori si d\u00e0 priorit\u00e0. Individuare le donne come produttrici di conoscenza, soggetti politici e agenti di trasformazione sociale permette non solo la sostenibilit\u00e0 della pace, ma anche la costruzione di una struttura sociale pi\u00f9 giusta, egualitaria e democratica. In questa direzione, le donne, non solo come negoziatrici o vittime, ma come artefici della direzione e del significato della pace, stanno gettando le basi per la costruzione di un nuovo contratto sociale.<\/p>\n<p>Fonte: https:\/\/www.newayajin.net\/barisin-insasinda-kadinlarin-katilimi-ve-toplumsal-cinsiyet\/<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ripubblichiamo la seconda parte dell\u2019articolo \u201cLa natura multistratificata della costruzione della pace\u201d. Per leggere la prima parte, clicca qui. Berfin G\u00fcne\u015f Il ruolo delle donne nei conflitti e nei processi di pace \u00e8 stato stati a lungo definito prevalentemente come quello di \u201cvittime\u201d o figure passive \u201cin bisogno di protezione\u201d. 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