{"id":2023,"date":"2025-12-23T18:16:25","date_gmt":"2025-12-23T15:16:25","guid":{"rendered":"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/?p=2023"},"modified":"2025-12-23T18:16:25","modified_gmt":"2025-12-23T15:16:25","slug":"1-la-natura-multistratificata-della-costruzione-della-pace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/2025\/12\/23\/1-la-natura-multistratificata-della-costruzione-della-pace\/","title":{"rendered":"1 \u2013 La natura multistratificata della costruzione della pace"},"content":{"rendered":"<p><em><strong>Berfin G\u00fcne\u015f<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Il processo iniziato con l\u2019appello storico di Reber Abdullah \u00d6calan alla \u201cPace e alla Societ\u00e0 Democratica\u201d del 27 febbraio 2025 ha aperto le porte a una nuova trasformazione sociale e ad una nuova lotta per il Kurdistan e la regione. A seguito di questo appello, sono sorti numerosi interrogativi riguardo sia la natura di questo processo sia le sue somiglianze e differenze con le esperienze di pace in diverse parti del mondo.<\/p>\n<p>In linea con questi interrogativi e discussioni, noi, come Accademia Jineoloj\u00ee, abbiamo avviato uno studio. Attraverso ricerche, seminari e discussioni collettive, stiamo cercando di riflettere, comprendere e approfondire insieme la nostra comprensione di queste esperienze. Il nostro obiettivo in questo studio \u00e8 di esaminare le lezioni apprese dai processi globali di costruzione della pace e dalle esperienze delle donne in questi processi, e in particolare, affrontando le iniziative di pace guidate dalle donne nel Kurdistan, stiamo cercando di esaminare il ruolo e la missione delle donne nella pace sostenibile<!-- giusta e duratura -->. Pensiamo di condividere brevi valutazioni emerse da questa ricerca e da queste discussioni sotto forma di una serie di articoli. Per prima cosa, ci concentreremo sulla struttura multistratificata<!-- composita --> del concetto di pace.<\/p>\n<h2><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2025 size-full alignright\" src=\"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/KARIKATUR-BARIS-585x606-1-290x300-1.jpeg\" alt=\"\" width=\"290\" height=\"300\" \/><\/h2>\n<h2>Riconsiderare la natura multistratificata <!-- composita -->della costruzione della pace<\/h2>\n<p>La costruzione della pace \u00e8 uno dei processi sociali pi\u00f9 complessi e multidimensionali del XXI secolo. Questo fenomeno va ben oltre semplici negoziati diplomatici o accordi legali. \u00c8 strettamente legato a contesti storici profondi, codici culturali, rapporti di potere e lotte per la trasformazione sociale. Nel periodo post-Guerra Fredda, in oltre 200 paesi e regioni sono stati firmati pi\u00f9 di 2.000 accordi di pace, protocolli di cessate il fuoco e accordi transitori, e si sono svolti pi\u00f9 di 150 processi di pace. Ci\u00f2 dimostra chiaramente che la pace non \u00e8 semplicemente una necessit\u00e0 diplomatica. La pace si \u00e8 trasformata anche in un terreno di lotta plasmato attorno alla giustizia sociale, all\u2019uguaglianza, ai diritti fondamentali, alla politica della memoria e alla resistenza al sistema globale neoliberista. Le iniziative di pace simultanee e contraddittorie in Colombia, Sudan, Repubblica Democratica del Congo e in molti altri esempi costituiscono dimostrazioni sorprendenti della natura non lineare e interconnessa di questi processi. La vera pace non emerge come un accordo statico costruito ai tavoli di negoziazione, ma come un \u201cecosistema relazionale\u201d dinamico che nasce dalle basi popolari, si riproduce nelle relazioni quotidiane e si istituzionalizza nel tempo.<\/p>\n<h2>La natura problematica delle prescrizioni <!-- dei precetti -->universali e la critica alla pace liberale<\/h2>\n<p>Questa diversit\u00e0 di esperienze mostra che i processi di pace non possono essere spiegati da una \u201cricetta\u201d universale. Il modello di pace liberale (democrazia multipartitica, libero mercato, diritti umani, stato di diritto), diventato norma globale soprattutto dopo la Guerra Fredda, \u00e8 stato pertanto oggetto di intense critiche. Il modello \u00e8 stato considerato un progetto di ingegneria dall\u2019alto verso il basso che, in molti casi, esclude le realt\u00e0 socio-politiche locali e le dinamiche storiche. Le esperienze in Afghanistan, Iraq e in vari paesi africani hanno rivelato che questo approccio applicato meccanicamente, accompagnato da politiche neoliberiste, ha spesso fallito o ha subito profonde crisi di legittimit\u00e0. Ancora pi\u00f9 problematico \u00e8 il fatto che la pace viene spesso compressa in tre concetti riduzionisti: l\u2019assenza di violenza fisica (non-conflitto), il mantenimento dell\u2019ordine esistente (ritorno alla normalit\u00e0) e l\u2019integrazione nel vecchio sistema. Questa prospettiva tecnicamente negativa indebolisce l\u2019essenza della pace rendendo invisibili le richieste di giustizia sociale e diritti fondamentali.<\/p>\n<h2>Ridefinire la pace da negativa a positiva\/trasformativa<\/h2>\n<p>La trasformazione critica negli studi sulla pace ha ridefinito il concetto. La tradizionale comprensione della \u201cpace negativa\u201d (fine della guerra e della violenza fisica) ha ceduto il posto alla comprensione della \u201cpace positiva\/trasformativa\u201d, che mira alla trasformazione radicale della violenza strutturale (disuguaglianze sistematiche, ingiustizie) e della violenza culturale (ideologie dell\u2019altro<!-- Ideologie dell\u2019esclusione -->). Questo approccio radicale concepisce la pace come un processo dinamico in cui la giustizia sociale, la libert\u00e0 delle donne e i diritti fondamentali vengono stabiliti e negoziati continuamente e come un ecosistema in cui le relazioni sociali vengono democratizzate.<\/p>\n<p>Da questa prospettiva, la pace non \u00e8 solo un contesto privo di conflitti, ma anche un modello sociale in cui viene riconosciuto il diritto dei popoli all\u2019autodeterminazione, i rapporti di potere centrali vengono orizzontalizzati e si sviluppano strutture politiche basate sulla comunit\u00e0. In questa concezione, i processi di pace non sono solo connessi al ristabilire l\u2019ordine precedente, ma anche ad immaginare un futuro egualitario, ecologico e sensibile alle questioni di genere. Come componente essenziale della trasformazione sociale, la pace pretende di gettare le basi per una nuova forma democratica di vita che trascenda i confini dello stato moderno. In questo quadro, la pace non \u00e8 solo la fine della violenza, ma anche un approccio in cui le comunit\u00e0 sviluppano la propria capacit\u00e0 di autogoverno, la partecipazione pluralistica viene istituzionalizzata e le strutture di autorit\u00e0 centralizzate vengono messe in discussione.<\/p>\n<h2>Letteratura sulla pace arricchita dalle teorie critiche<\/h2>\n<p>La letteratura sulla pace \u00e8 stata arricchita dalle teorie critiche nel corso degli anni 2000. La prospettiva femminista enfatizza la natura patriarcale della violenza e la lotta delle donne per il \u201cdiritto alla vita\u201d, ponendo al centro la dimensione di genere della pace e della sicurezza. La costruzione della pace locale indica la vitalit\u00e0 dei processi alimentati dalle basi popolari.<!-- La costruzione della pace a livello locale sottolinea la vitalit\u00e0 dei processi alimentati dal basso --> Le critiche postcoloniali, d\u2019altra parte, sollevano la domanda \u201cla pace di chi?\u201d, mettendo in discussione la produzione di sapere centrata sull\u2019Occidente, le pretese universaliste e gli effetti persistenti dell\u2019eredit\u00e0 coloniale.<\/p>\n<p>Questa domanda trova risposta non solo nelle geografie non occidentali, ma anche negli sforzi intellettuali degli attori locali che sviluppano progetti di pace alternativi alle strutture centralizzate dello stato-nazione. In particolare nel contesto del Medio Oriente, stanno emergendo nuove epistemologie di pace basate sulle esperienze di convivenza delle popolazioni locali, sulla pluralit\u00e0 culturale e sulle forme di vita compatibili con la natura. In questo quadro, la pace viene ridefinita non sulla base della concezione monistica della sicurezza dello stato-nazione, ma su un terreno pluralistico basato su relazioni libere e paritarie tra i popoli. In alcune regioni, forme di alleanze tra i popoli e di auto-organizzazione collettiva immaginano la pace non solo come risultato, ma anche come modo di vita.<\/p>\n<p>Liberarsi dalla prospettiva coloniale dell\u2019Occidente \u00e8 essenziale affinch\u00e9 i popoli possano creare la propria comprensione della pace, perch\u00e9 la vera pace non pu\u00f2 essere costruita con teorie pronte dall\u2019Occidente, ma con le esperienze storiche delle popolazioni locali, la loro resistenza accumulata e la loro cultura della convivenza. Pertanto, la pace non \u00e8 un modello imposto dagli stati o dalle istituzioni internazionali, ma un processo vivente plasmato dalle conoscenze proprie delle comunit\u00e0, dalla memoria collettiva e dai sistemi di solidariet\u00e0 . Questo processo solleva le domande \u201cchi \u00e8 il soggetto?\u201d e \u201cper chi viene fatto?\u201d nella produzione del sapere, rendendo necessari modelli dialogici e basati sull\u2019apprendimento reciproco che mettono al centro gli attori e le popolazioni locali. In sostanza, la pace si vive non solo nei documenti, ma anche nella memoria, nei corpi, nei ricordi e nelle relazioni quotidiane.<\/p>\n<h2>Inclusivit\u00e0: il presupposto indispensabile della pace<\/h2>\n<p>L\u2019inclusivit\u00e0 \u00e8 uno dei pilastri dei processi di pace. La partecipazione significativa delle donne, dei giovani, dei popoli indigeni e degli oppressi non \u00e8 solo una necessit\u00e0 etica, ma vitale per la legittimit\u00e0 e la sostenibilit\u00e0 del processo. Nonostante la Risoluzione 1325 delle Nazioni Unite sulle donne, la pace e la sicurezza, questa partecipazione spesso rimane a livello simbolico. L\u2019impatto dei movimenti delle donne sui negoziati di L\u2019Avana in Colombia <!-- sui negoziati di pace in Colombia ,tenutisi a L\u2019Avana -->(anche se i risultati non sono stati attuati), il ruolo delle sagge donne mediatrici in Ruanda e la dimensione morale e politica portata dalla testimonianza delle donne nella Commissione per la Verit\u00e0 in Sudafrica, mostrano tutti che la pace richiede una \u201cgiustizia relazionale\u201d. Il passato deve essere riparato non solo legalmente, ma anche socialmente ed emotivamente.<\/p>\n<p>Sebbene le donne siano sproporzionatamente colpite dalle guerre, non sono solo vittime della pace, ma anche i suoi soggetti e le sue portatrici. Sfortunatamente, in molti processi di pace, dalla Colombia al Chiapas, dalle Filippine al Nepal, le donne sono state sottoposte di tentativi di oggettivazione<!-- oggettificazione  -->. L\u2019aumento della violenza di genere nel periodo postbellico dimostra che la pace non \u00e8 solo un processo legale, ma anche una lotta sociale. La lotta delle donne per la pace, la democrazia e la libert\u00e0 rappresenta una linea continua, autonoma e politica.<\/p>\n<h2>Giustizia ecologica e pace<\/h2>\n<h2><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-2024 size-medium\" src=\"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Untitled-design-768x644-1-300x252.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"252\" srcset=\"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Untitled-design-768x644-1-300x252.png 300w, https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Untitled-design-768x644-1.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/h2>\n<p>La giustizia ecologica sta guadagnando sempre pi\u00f9 importanza negli studi sulla pace. La terra, l\u2019acqua e le risorse naturali sono sia causa di conflitti che chiave per una pace duratura. Il governo autonomo degli Zapatisti nel Chiapas, gli impegni di distribuzione della terra in Colombia e le lotte per la terra dei popoli indigeni nelle Filippine sono tentativi di mostrare che la \u201cpace ecologica\u201d \u00e8 un\u2019alternativa, sostenibile e basata sulla comunit\u00e0, alle politiche neoliberiste di saccheggio e distruzione ecologica. Sebbene la ristrutturazione neoliberista (privatizzazione, estrazione di risorse, progetti infrastrutturali) nei periodi post-accordo abbia portato a nuove forme di spoliazione e a un risveglio delle dinamiche di conflitto in molti casi, la lotta in questo campo sembra essere sempre pi\u00f9 diffusa.<\/p>\n<p>Le esperienze che vanno dall\u2019America Latina all\u2019Africa e all\u2019Asia mostrano che una pace sostenibile non pu\u00f2 essere costruita con formule uniformi. La costruzione della pace \u00e8 una lotta multistratificata<!-- a  pi\u00f9 livelli --> e con pi\u00f9 attori, plasmata da opportunit\u00e0, tensioni e trasformazioni inaspettate, piuttosto che un processo che progredisce linearmente (Conflitto \u2192 Negoziazione \u2192 Accordo \u2192 Costituzione \u2192 Elezioni). L\u2019applicazione meccanica di soluzioni prese da altri contesti pu\u00f2 generare risultati superficiali e nuovi conflitti. Una pace duratura \u00e8 possibile solo attraverso approcci basati sull\u2019apprendimento reciproco, che prendano come base l\u2019originalit\u00e0 storica, culturale e politica del contesto locale e pongano al centro la conoscenza e l\u2019autonomia degli attori locali. La risoluzione delle disuguaglianze economiche e dei problemi legati alla terra, la partecipazione attiva delle donne e degli oppressi e le garanzie di sicurezza sono componenti fondamentali di questo processo.<\/p>\n<p>La pace non \u00e8 una riconciliazione statica, ma una struttura vivente le cui radici si estendono alla memoria collettiva; il cui corpo si estende alla resistenza quotidiana; e i cui rami si estendono ai sogni comuni. Questa struttura fiorisce attraverso il superamento del dominio neolibista e la libera auto-organizzazione del locale. Questo approccio, espresso attraverso la comprensione del \u201ccostruire la vita\u201d, vede la pace non come un progetto, ma come l\u2019essenza della democratizzazione della vita.<\/p>\n<p>Fonte: https:\/\/www.newayajin.net\/baris-insasinin-katmanli-dogasi\/<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Berfin G\u00fcne\u015f Il processo iniziato con l\u2019appello storico di Reber Abdullah \u00d6calan alla \u201cPace e alla Societ\u00e0 Democratica\u201d del 27 febbraio 2025 ha aperto le porte a una nuova trasformazione sociale e ad una nuova lotta per il Kurdistan e la regione. 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