{"id":1926,"date":"2025-01-25T11:56:46","date_gmt":"2025-01-25T08:56:46","guid":{"rendered":"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/?p=1926"},"modified":"2025-01-25T11:56:46","modified_gmt":"2025-01-25T08:56:46","slug":"la-lotta-ideologica-politica-e-morale-di-questo-tempo-unanalisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/2025\/01\/25\/la-lotta-ideologica-politica-e-morale-di-questo-tempo-unanalisi\/","title":{"rendered":"La lotta ideologica, politica e morale di questo tempo: un&#8217;analisi"},"content":{"rendered":"<blockquote><p>\u00c8 pi\u00f9 facile trovare una soluzione se si trova una connessione tra gli sviluppi dei sistemi sociali storici non con dele leggi necessarie, ma con le diverse forme di lotta ideologica, politica e morale del tempo.<\/p>\n<p>Reber Apo<\/p><\/blockquote>\n<p>Per trovare una soluzione al problema sociale che sta esplodendo in Medio Oriente in questo preciso momento e per comprendere lo scenario complesso che si \u00e8 svolto in Siria nelle ultime settimane, \u00e8 necessario comprendere le diverse forme di lotta ideologica, politica e morale a cui gli attori coinvolti in questa guerra si ispirano e per cui stanno combattendo. Prendere come riferimento la condotta morale e il sistema di valori che stanno plasmando la situazione attuale, \u00e8 fondamentale per comprendere la realt\u00e0 di questo momento e il significato del momento storico che stiamo vivendo.<br \/>\nNegli ultimi tre decenni, la forza trainante ed egemonica del capitalismo contemporaneo, gli <strong>Stati Uniti<\/strong>, ha alimentato guerre in tutto il mondo per forzare il ridimensionamento degli Stati e trasformarli in &#8220;stati vassalli\u201d, provinciali funzionanti dell&#8217;impero statunitense. Questo \u00e8 il nucleo dell&#8217;approccio politico degli Stati Uniti in Medio Oriente, che ha avuto inizio durante le guerre del Golfo con lo sviluppo del &#8220;grande progetto di riforma del Medio Oriente\u201d, come base per la costruzione di un nuovo ordine globale. Oggi questo progetto assume pi\u00f9 concretamente il nome di <strong>&#8220;Progetto del Grande Medio Oriente&#8221;<\/strong> che mira a diffondere i diritti politici esportando la democrazia attraverso la pressione internazionale e per sostenere le riforme liberali tra gli Stati arabi. Tuttavia, queste politiche globaliste si scontrano con la differenza culturale e sociale dei popoli del Medio Oriente, quindi i processi di &#8220;democratizzazione&#8221; vengono sostituiti da piani di modernizzazione. In effetti, \u00e8 il rafforzamento della modernit\u00e0 capitalista e dei suoi pilastri, cio\u00e8 lo Stato-nazione e il capitale, l&#8217;obiettivo finale della politica transnazionale degli stati occidentali, che sfruttano valori come la democrazia e i diritti umani come strumenti di propaganda per ottenere il sostegno e l&#8217;adesione delle loro societ\u00e0 a queste politiche neocoloniali. Questi valori della societ\u00e0 occidentale, radicati nella sua storia greca, umanista e cristiana, sono valori in cui le comunit\u00e0 si riconoscono e quindi difendono: \u00e8 in nome di questi stessi valori che le societ\u00e0 occidentali vengono sfruttate dagli Stati che le dominano, nel tentativo di rafforzare il proprio potere e ampliare il proprio capitale.<\/p>\n<p>Nel <strong>secolo scorso<\/strong>, gli Stati Uniti sono riusciti a colonizzare e ad appropriarsi dei valori per i quali intere popolazioni hanno combattuto nella lotta contro il fascismo; parole come libert\u00e0, democrazia, umanit\u00e0 e giustizia, dopo la seconda guerra mondiale, sono state incorporate in istituzioni statali, come le repubbliche nate dopo la liberazione dal fascismo e dal colonialismo, e istituzioni internazionali, come l&#8217;Organizzazione delle Nazioni Unite, che avrebbero dovuto funzionare come garanti della pace, della sicurezza e della cooperazione internazionale a livello globale. La realt\u00e0 di questo processo \u00e8 stata la costruzione del blocco atlantista <strong>(NATO)<\/strong> fondato su una societ\u00e0 dei consumi, sulla democrazia liberale e sui diritti umani, che sono i pilastri del sentimento del XX secolo di appartenenza alla &#8220;civilt\u00e0 occidentale&#8221;. Su questa base, in Occidente si poteva garantire al meglio il rafforzamento e l&#8217;aumento del capitale, al contrario del sistema sovietico che tentava la strada del socialismo di Stato. Questa opposizione dicotomica, con il crollo dell&#8217;<strong>Unione Sovietica<\/strong>, si \u00e8 frantumata generando una pluralit\u00e0 di forze che tentano di minare la supremazia degli Stati Uniti, compresi i gruppi islamisti, che ad oggi sembrano di nuovo essere la pi\u00f9 grande minaccia che attacca la societ\u00e0 e i valori occidentali. Solo una prospettiva storica, ideologica e morale rivela che queste forze, quella occidentale-liberale e quella islamista-fascista, che sembrano essenzialmente antitetiche, rappresentano in realt\u00e0 diverse espressioni della stessa mentalit\u00e0 e logica, che \u00e8 quella del potere e del dominio patriarcale. Infatti, se ci rivolgiamo allo scenario siriano, la pi\u00f9 grande difficolt\u00e0 oggi \u00e8 capire come tutti i diversi attori stiano effettivamente giocando la stessa partita e rendersi conto che l&#8217;<strong>ascesa di gruppi islamist<\/strong>i, assassini e terroristi non \u00e8 contraddittoria, ma piuttosto pienamente coerente con l&#8217;egemonia liberale degli Stati Uniti. Per comprendere veramente questo, specialmente in Occidente dove l&#8217;egemonia globalista degli Stati Uniti \u00e8 diventata cos\u00ec profondamente radicata nella mentalit\u00e0 della societ\u00e0 da non essere pi\u00f9 nemmeno percepita come ideologica, bisogna tenere a mente la vera natura dello Stato e ricordare che per gli Stati non esiste radicalismo nei valori morali e nei principi sociali, ma solo un opportunismo di strategie e alleanze in accordo con i propri interessi. In particolare, le politiche imperialiste degli Stati Uniti in Medio Oriente hanno sempre seguito tattiche e strategie che hanno permesso agli Stati Uniti di espandere la propria egemonia globale senza alcuna riserva morale. Dall&#8217;inizio della guerra nei <strong>primi anni &#8217;80 tra l&#8217;Unione Sovietica e l&#8217;Afghanistan<\/strong>, un nodo strategicamente importante che rappresenta un ponte di terra per oleodotti e gasdotti che collegano il Mar Caspio al Mar Arabico, l&#8217;apparato di intelligence degli Stati Uniti ha sostenuto l&#8217;emergere delle <strong>&#8220;Brigate islamiche dell&#8217;Afghanistan&#8221;, da cui ha avuto origine Al Qaeda<\/strong>. Tra il 1982 e il 1992, migliaia di estremisti musulmani di diversi paesi hanno partecipato alla guerra in Afghanistan, attivamente supportati dalla CIA, con l&#8217;obiettivo comune di espandere la jihad afghana in una guerra mondiale contro l&#8217;Unione Sovietica. La <strong>&#8220;jihad islamica&#8221;<\/strong> come guerra santa contro i principi socialisti, il secolarismo statalista e la politica espansionistica ed egemonica &#8211; a causa del fallimento del vero socialismo nel non identificare lo stato-nazione come uno dei pilastri della modernit\u00e0 capitalista &#8211; \u00e8 diventata una parte complementare della <strong>strategia degli Stati Uniti<\/strong> per rovesciare l&#8217;URSS e la sua influenza in Medio Oriente sulle risorse energetiche e sui corridoi logistici e commerciali. L&#8217;istituzione di infrastrutture energetiche nelle province mediorientali, da un lato, ha alimentato l&#8217;espansione dell&#8217;impero americano, rafforzando il suo potere egemonico e approfondendo lo sfruttamento ecologico ed economico dei paesi periferici del sistema-mondo e, allo stesso tempo, ha istituito un sistema globale di relazioni di dipendenza dei &#8220;centri&#8221; sulla \u201cperiferia&#8221;.<br \/>\nQuesto sistema di dipendenza non pu\u00f2 essere inteso solo come dipendenza materiale dalle risorse energetiche straniere, ma incarna ed esprime una relazione molto pi\u00f9 complessa e multistrato tra Medio Oriente e Occidente, il che significa che ci\u00f2 che accade in Medio Oriente influenza politicamente, economicamente e ideologicamente ci\u00f2 che accade in Occidente. Questo \u00e8 il caso, in particolare, per quanto riguarda l&#8217;orientamento politico che i governi occidentali e le istituzioni statali decidono di adottare in base alle opportunit\u00e0 che si aprono in Medio Oriente. Il processo di democratizzazione o fascistizzazione in atto negli Stati occidentali segue e riflette gli sviluppi sociali, politici ed economici del Medio Oriente basati su ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 conveniente e strumentale per il mantenimento dello status quo e dell&#8217;egemonia globale delle potenze occidentali. L&#8217;ascesa di un governo fascista o &#8220;democratico&#8221;, il tipo di impegno diplomatico che gli Stati occidentali decidono di adottare nei confronti degli attori mediorientali, l&#8217;attenzione della copertura mediatica di massa, ad esempio, sono tutti determinati dallo stesso approccio opportunistico che consente alle forze statali e capitaliste di cogliere qualsiasi forma di opportunit\u00e0 e sfruttare qualsiasi forma di crisi nella regione per consolidare ed espandere il monopolio occidentale sul capitale e sul potere. Questo, a sua volta, determina il tipo di politiche migratorie promosse da un governo o dall&#8217;altro, la reale possibilit\u00e0 di difendere i diritti delle donne, il riconoscimento della richiesta di autonomia espressa dalle minoranze etniche e religiose, la radicalizzazione religiosa della cultura cristiana e l&#8217;ascesa dell&#8217;islamofobia e lo sviluppo di piani economici orientati alla guerra o alla solidariet\u00e0 internazionale. Quindi, in questo modo, gli Stati Uniti si sono uniti per manipolare, da un lato, la societ\u00e0 occidentale, che ha iniziato a mobilitarsi contro il regime sovietico in nome della libert\u00e0 individuale e della democrazia, e, dall&#8217;altro, la societ\u00e0 musulmana che \u00e8 stata spinta a radicalizzare la propria intolleranza contro i governi orientati al comunismo e ad agire a favore degli interessi degli Stati Uniti. Tuttavia, lo Stato comunista \u00e8 stato in grado di svilupparsi in queste regioni come risultato dello sforzo dell&#8217;Europa, in particolare del <strong>Regno Unito e della Francia<\/strong>, di frammentare il Medio Oriente e di metterlo sotto il loro controllo dopo la prima guerra mondiale. Ci\u00f2 significava sostituire l&#8217;Impero ottomano e la sua forma di potere con il moderno stato-nazione, che era pi\u00f9 funzionale agli interessi economici dell&#8217;Europa e pi\u00f9 coerente con lo spirito della modernit\u00e0 capitalista. Quindi, l&#8217;opposizione islamista ai governi mediorientali \u00e8 radicata nel movimento reazionario della radicalizzazione religiosa contrapposto all&#8217;egemonia liberale occidentale, che distrugge la cultura locale e il tessuto sociale tradizionale. Quindi, negli anni &#8217;90, una parte dei gruppi jihadisti, guidata da al-Qaeda, ha deciso di cambiare strategia, ritenendo necessario attaccare gli Stati Uniti e i paesi alleati, da cui dipendeva la sopravvivenza dei governi e dei regimi mediorientali.<\/p>\n<p>La realt\u00e0 della Terza Guerra Mondiale \u00e8 quella in cui non ci sono alleanze definite e stabili, ma in cui le parti e le relazioni di supporto e dipendenza tra gli attori che lottano per il potere possono essere completamente ribaltate in qualsiasi momento: per cui i gruppi fondamentalisti possono vedere come il nuovo bersaglio dei loro attacchi il paese imperialista che li ha finanziati per anni. Ci\u00f2 ha significato, ad esempio, che alcuni alleati tattici degli Stati Uniti hanno iniziato a rivoltarsi contro di loro, aprendo quella fase della storia nota come <strong>&#8220;Guerra al terrore&#8221;<\/strong>, iniziata ufficialmente con gli attacchi dell&#8217;11 settembre 2001; una guerra condotta in nome della libert\u00e0, della democrazia e della difesa dei diritti delle donne, ma utilizzata in realt\u00e0 come guerra di propaganda, durante gli orribili conflitti degli anni 2000. In un contesto in cui le massicce operazioni antiterrorismo limitavano le capacit\u00e0 operative di al-Qaeda e in cui i musulmani non rispondevano al suo appello alla violenza, era diventato complesso per al-Qaeda portare avanti sistematicamente una campagna jihadista con attacchi terroristici all&#8217;estero e, contemporaneamente, essere presente in varie aree locali per lavorare sulla radicalizzazione della societ\u00e0 musulmana. Al-Qaeda decise quindi di adottare la strategia di espansione regionale (ramificazione) che le avrebbe consentito di mantenere un&#8217;egemonia per quanto riguarda la militanza jihadista, acquisire nuove risorse e, allo stesso tempo, attaccare gli obiettivi statunitensi o europei nella regione. Tra i casi pi\u00f9 noti di cooptazione di gruppi preesistenti da parte di al-Qaeda durante questo processo espansionistico, vi \u00e8 la sua branca irachena, lo <strong>Stato Islamico in Iraq (ISI)<\/strong>, emerso dopo l\u2019intervento statunitense in Iraq e in seguito trasformatosi nell\u2019autoproclamato Stato Islamico, che ha concentrato i suoi attacchi non solo contro il governo, ma anche contro la popolazione sciita, yazida e curda, e in generale contro chiunque fosse percepito come deviante dalla Sharia o come \u201cmiscredente\u201d: tutte vittime dell\u2019approccio brutale e disumano che ha terrorizzato il mondo intero.<\/p>\n<p>Nonostante le dinamiche di competizione e rivalit\u00e0 tra lo Stato Islamico e al-Qaeda per ottenere la leadership esclusiva della<strong> jihad globale<\/strong>, \u00e8 importante analizzare come la contrapposizione tra organizzazioni jihadiste e Stati Uniti non sia in realt\u00e0 una contrapposizione di principi, ma una divaricazione che rende esplicite le diverse forme in cui pu\u00f2 materializzarsi lo stesso tipo di mentalit\u00e0. In effetti, a livello ideologico, ci\u00f2 che rende l&#8217;impero statunitense e lo Stato islamico, come qualsiasi altro progetto jihadista, cio\u00e8 due facce della stessa medaglia, \u00e8 la prospettiva imperialista o egemonica. Da una parte, abbiamo l&#8217;impero delle multinazionali, dei valori cristiani conservatori e dell&#8217;individualismo, e dall&#8217;altra abbiamo l&#8217;ambizione di costruire un califfato sovranazionale che realizzerebbe la rivoluzione islamista in tutto il mondo.<br \/>\nNonostante la differenza nei fondamenti culturali di queste due prospettive, una basata su un contesto cristiano-umanista, l&#8217;altra su uno tribale-musulmano, non c&#8217;\u00e8 una vera differenza tra loro: sono entrambe in linea con le esigenze dell&#8217;accumulazione di capitale, pilastro della modernit\u00e0. Al centro di questa prospettiva ci sono <strong>l&#8217;egemonia patriarcale, il potere e la violenza, che si esprimono nella cultura dello stupro e del femminicidio in Occidente come in Medio Oriente<\/strong>, dove il destino delle donne &#8211; sia costrette al modello della donna-madre cristiana che a quello della donna-madre musulmana &#8211; \u00e8 terribilmente simile. I valori culturali, religiosi, etnici specifici a cui questi due stati fanno appello per realizzare questo progetto, sono solo un aspetto contingente attraverso il quale i valori della societ\u00e0 vengono usati contro la societ\u00e0 stessa a favore degli interessi di chi \u00e8 al potere e che pu\u00f2 preservare ed espandere sempre di pi\u00f9 la propria autorit\u00e0. E per questo, poich\u00e9 la prospettiva \u00e8 la stessa, \u00e8 possibile che queste due forze dialoghino se non addirittura cooperino, purch\u00e9 possano espandersi senza doversi confrontare. Invece, laddove i loro obiettivi espansionistici si scontrano, sotto la bandiera delle differenze religiose e culturali, sotto il mantra dello \u201cscontro di civilt\u00e0\u201d, l\u2019unico risultato possibile \u00e8 la guerra e la distruzione.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che \u00e8 accaduto in Medio Oriente nell\u2019ultimo decennio \u00e8 un chiaro esempio di questa realt\u00e0. Ad esempio, dal momento in cui l\u2019espansione dello Stato Islamico stava diventando troppo destabilizzante per l\u2019equilibrio internazionale a causa della sua brutale violenza, della devastazione dei territori conquistati e del suo controllo su importanti aree petrolifere, gli Stati Uniti non hanno esitato a intervenire, sostenendo le <strong>Forze democratiche siriane (SDF) e le Unit\u00e0 di difesa delle donne (YPJ),<\/strong> l\u2019unica entit\u00e0 in grado di respingere lo Stato Islamico sul campo, con l\u2019obiettivo di assicurarsi un ruolo attivo nello sviluppo dello scenario siriano finch\u00e9 non avessero trovato un attore disposto a entrare con loro in un dialogo fruttuoso. Forse oggi Trump pensa che questo attore potrebbe essere il nuovo \u201cgoverno\u201d di Jawlani. <strong>Abu Muhammad al-Jawlani<\/strong> era stato inviato in Siria dal leader dello Stato Islamico in Iraq (ISI) durante l&#8217;espansione regionale di al-Qeada, con l&#8217;obiettivo di organizzare il ramo siriano dell&#8217;ISI. L\u00ec, al-Jawlani riusc\u00ec a creare la milizia jihadista chiamata <strong>Jabhat al-Nusra<\/strong>, che, durante la guerra civile siriana, svilupp\u00f2 una linea tattica diversa da quella dell&#8217;ISI, che includeva l&#8217;organizzazione dell&#8217;amministrazione pubblica delle aree ribelli e l&#8217;instaurazione di relazioni con altri gruppi di insorti, compresi quelli non ideologicamente allineati con loro. Nell&#8217;<strong>aprile 2013<\/strong>, lo Stato Islamico in Iraq, per appropriarsi dell&#8217;espansione di al-Nusra, annunci\u00f2 la sua trasformazione da <strong>ISI a ISIS<\/strong> (<strong>Stato Islamico in Iraq e Siria)<\/strong>, aspettandosi che al-Nusra vi fosse incorporata. Invece, al-Jawlani colse l&#8217;opportunit\u00e0 per una mossa tattica, diversa e decise di tornare a un&#8217;alleanza con il gruppo originale di al-Qeada per disimpegnarsi dalla devastante violenza che l&#8217;ISIS stava portando avanti. Tuttavia, la sua esplicita affiliazione a un tale gruppo terroristico gli ha impedito di unirsi ai suoi alleati sul campo, cos\u00ec al-Jawlani ha intrapreso una fase di ristrutturazione e costruzione di alleanze che lo ha portato ad allontanarsi da al-Qeada e ad unirsi ad altri gruppi islamisti locali per formare in seguito<strong> Hayat Tahrir al-Sham<\/strong>. Nel <strong>2017<\/strong>, meno di un anno dopo la sua formazione, \u00e8 stato istituito a Idlib l&#8217;autoproclamato<strong> \u201cGoverno di salvezza siriano\u201d<\/strong>: fino a oggi al-Jawlani ha amministrato la regione attraverso questa forma di governo, grazie alle sue tattiche di &#8220;localizzazione&#8221; o nazionalizzazione della jihad, pur mantenendo tutti gli aspetti violenti delle politiche islamiste contro la societ\u00e0, come l&#8217;imposizione di leggi islamiche alle donne, considerate propriet\u00e0 dei loro mariti, e tutti i tipi di attacchi alla libert\u00e0 di organizzazione, riunione, libert\u00e0 di parola e stampa. Economicamente, il pragmatismo opportunista \u00e8 stato il principale metodo politico con cui sono stati stipulati accordi con numerosi attori statali, il che \u00e8 inaccettabile per il jihadismo antilaicista imperialista &#8220;tradizionale&#8221;. Il primo e pi\u00f9 importante partner commerciale di HTS \u00e8 la <strong>Turchia<\/strong>. Questo commercio genera un fatturato stabile di milioni di dollari al mese attraverso il valico di Bab al-Hawa, che collega la Siria controllata da HTS con la Turchia. Inoltre, un&#8217;altra fonte significativa di reddito proviene dagli aiuti umanitari internazionali, finanziati principalmente da istituzioni come l&#8217;UNHCR, con un decimo di tutti gli aiuti che sparisce nelle tasche del \u201cGoverno della Salvezza.\u201d<\/p>\n<p>Il comportamento di <strong>HTS potrebbe essere definito \u201cjihadismo di Stato\u201d<\/strong>, simile alla politica dei <strong>Talebani in Afghanistan<\/strong>, e questa nuova forma di jihadismo, non pi\u00f9 mirata a diventare impero ma stato-nazione, diventa quindi una forma di governo interessata a creare istituzioni politiche coerenti con i sistemi liberali; non sfidando pi\u00f9 i pilastri della modernit\u00e0 capitalista, il nuovo \u201cgoverno\u201d siriano pu\u00f2 diventare un legittimo interlocutore agli occhi delle forze internazionali. Infatti, oggi vediamo che la prole jihadista di al-Jawlani non crea alcun problema ai diplomatici del blocco NATO, che, con la rimozione di HTS dalla lista delle organizzazioni terroristiche e la progettazione di nuovi accordi economici con gli Stati Uniti e l\u2019Unione Europea, una volta rimosse le sanzioni che erano state imposte ad Assad, stanno avviando un vero e proprio processo di normalizzazione di un personaggio e di un\u2019organizzazione che sta seminando terrore, violenza e oppressione in tutto il Paese. Quando si tratta degli interessi degli Stati, i valori morali non sono all\u2019ordine del giorno di nessuno, soprattutto quando si tratta del Medio Oriente. In particolare, il <strong>\u201cgoverno di transizione\u201d di al-Jawlani<\/strong> sta installando nei ministeri personaggi con una lunga carriera nelle fila di al Qeada o addestrati dall\u2019intelligence turca e sta imponendo in tutta la Siria la sharia che gi\u00e0 vigeva a Idlib: nonostante i proclami a favore delle minoranze etniche e dei diritti delle donne, in tutto il Paese si stanno verificando veri e propri pogrom contro le comunit\u00e0 druse e alauiti, insieme a inaudite violenze contro le donne e deportazioni forzate della popolazione curda di Shahba, Mambij e dei villaggi in direzione di Kobane, avvenute proprio nei giorni della presa del potere di HTS da parte dei mercenari dell<strong>\u2019SNA<\/strong>, che hanno approfittato del cambio di regime e del sostegno della nuova leadership. Ma se, per ora, questo nuovo nazionalismo islamista riesce a dialogare con l\u2019imperialismo globalista statunitense, quali sono i veri obiettivi delle forze egemoniche occidentali? Da pi\u00f9 di un anno \u00e8 chiaro che l&#8217;obiettivo delle forze egemoniche \u00e8 riconfigurare i confini del Medio Oriente per garantire la sicurezza di Israele come avamposto degli Stati Uniti, in grado di garantire la costruzione di rotte energetiche, il controllo militare e lo sviluppo finanziario. Ma resta ancora da chiarire perch\u00e9 la Siria svolga un ruolo centrale in questo scenario. Il brusco cambiamento negli accordi in Siria deve essere attribuito all&#8217;intervento diretto della Turchia, che sta sostenendo economicamente e militarmente gruppi jihadisti come<strong> l&#8217;SNA e l&#8217;HTS per portare avanti il \u200b\u200bsuo progetto egemonico neo-imperiale<\/strong>, per portare a termine il genocidio dei curdi e per affermarsi come attore decisivo nell&#8217;area. Anche gli Stati Uniti hanno svolto un ruolo decisivo: durante le elezioni americane, la promessa di Trump di risolvere le guerre aperte non si riferiva alla Siria, ma all&#8217;Ucraina.<\/p>\n<p>La Siria sarebbe stata ridisegnata secondo le preferenze degli Stati Uniti, con la sicurezza di Israele che avrebbe svolto un ruolo decisivo negli equilibri regionali, e, in cambio, Putin avrebbe mantenuto i territori conquistati in Ucraina, ponendo fine alla guerra tra Ucraina e Russia. Gli scenari futuri dipendono ora da quanto questi gruppi jihadisti che sono saliti al governo con la caduta del regime di Assad, saranno in grado di affermare il loro potere senza entrare in conflitto con l&#8217;egemonia e il territorio israeliani in espansione. \u00c8 possibile che HTS venga accettato come una nuova potenza dominante finch\u00e9 continuer\u00e0 a <strong>garantire l&#8217;integrazione della Siria nel mercato globale<\/strong>. Tuttavia, l&#8217;equilibrio nella regione verr\u00e0 nuovamente messo in crisi quando HTS, insieme a nuove bande islamiste, cercher\u00e0 di affermarsi come potenza egemonica nell&#8217;area ottenendo il controllo dell&#8217;energia e del capitale locali. Se ci\u00f2 accadr\u00e0, l&#8217;Occidente, in nome dei valori &#8220;cattolici&#8221; e umanitari, potrebbe iniziare un&#8217;altra crociata in Medio Oriente contro gli islamisti. Ma <strong>\u00e8 la storia del potere che si ripete<\/strong>.<br \/>\nQuindi, perch\u00e9 la Siria \u00e8 cos\u00ec centrale in questa guerra mondiale? Perch\u00e9 oggi HTS e gli altri gruppi islamisti come SNA e ISIS, che ora hanno pieno &#8220;spazio di manovra&#8221; in Siria, devono garantire alla <strong>Turchia, agli Stati Uniti, ai paesi dell&#8217;Unione Europea e a Israele<\/strong> il compimento di una mossa chiave in questa scacchiera: la distruzione dell&#8217;Amministrazione autonoma democratica della Siria settentrionale e orientale <strong>(DAANES<\/strong>). La centralit\u00e0 della Siria in questo caos mediorientale dipende dall&#8217;esistenza dell&#8217;Amministrazione autonoma, che \u00e8 l&#8217;unica entit\u00e0 politica che fa eccezione in questa rete di interessi di potere. L&#8217;obiettivo di DAANES \u00e8 proteggere e <strong>rafforzare la societ\u00e0, l&#8217;autodeterminazione e il pluralismo e non espandere la propria egemonia, n\u00e9 difendere l&#8217;istituzione stessa<\/strong>. Infatti, l&#8217;Amministrazione autonoma democratica \u00e8 una forma di organizzazione che coincide con la societ\u00e0 stessa:<strong> l&#8217;Amministrazione autonoma \u00e8 il popolo, \u00e8 il popolo che si organizza<\/strong>. L&#8217;Amministrazione autonoma non \u00e8 sinonimo di amministrazione burocratica, non \u00e8 un&#8217;istituzione politica che pu\u00f2 essere riempita da un governo o da un altro e che esiste al di l\u00e0 della volont\u00e0 della societ\u00e0, cos\u00ec come lo Stato esiste al di l\u00e0 della volont\u00e0 della societ\u00e0 che governa. L&#8217;Amministrazione autonoma democratica, d&#8217;altra parte, \u00e8 la societ\u00e0 che prende decisioni per se stessa; senza la societ\u00e0 che esprime una volont\u00e0 l&#8217;Amministrazione autonoma non esiste, ed \u00e8 per questo che la Turchia e i suoi mercenari stanno portando avanti una <strong>politica di sterminio e genocidio<\/strong>, perch\u00e9 solo sterminando la societ\u00e0, l&#8217;Amministrazione autonoma pu\u00f2 essere distrutta. Finch\u00e9 le persone in Siria, di qualsiasi etnia e religione, continueranno a volere e decidere di organizzarsi secondo i principi della democrazia radicale, dell&#8217;ecologia e della liberazione delle donne per costruire una nazione democratica che unisce e protegge tutte le differenze sulla base del principio di autodifesa delle donne, della vita e della societ\u00e0, l&#8217;autogoverno non potr\u00e0 essere distrutto. Si diffonder\u00e0 piuttosto in tutti i territori in cui le persone decidono di organizzare le proprie vite secondo questi principi, perch\u00e9 questi principi incarnano veramente una vita di uguaglianza, libert\u00e0, amicizia e giustizia che pu\u00f2 unire tutte le culture e tutte le religioni del mondo in opposizione al monopolio del potere e del capitale su cui si basano tutti gli Stati. Anche per questo motivo, le potenze egemoni hanno tutto l&#8217;interesse a distruggere l&#8217;Amministrazione autonoma, perch\u00e9 \u00e8 un esempio di una societ\u00e0 che collettivamente resiste e lotta per difendere il proprio sistema alternativo alla modernit\u00e0 capitalista. \u00c8 un esempio che pu\u00f2 portare altre societ\u00e0 a rendersi conto di essere state tradite dai loro governi e che quindi anche loro devono iniziare a lottare; che la resistenza \u00e8 possibile contro qualsiasi forma di potere, anche quella che sembra pi\u00f9 indistruttibile; e che l&#8217;alternativa \u00e8 possibile, \u00e8 reale e dipende solo dalla nostra coesione con i nostri principi morali, la nostra volont\u00e0 e la nostra azione.<br \/>\nQuindi, le potenze egemoni, al netto delle loro mutevoli alleanze tattiche, stanno tutte unendo le forze contro l&#8217;Amministrazione autonoma perch\u00e9 \u00e8 l&#8217;unico vero ostacolo che pu\u00f2 ostacolare i loro piani di riconfigurare il Medio Oriente secondo gli interessi statali e del capitale. Ci\u00f2 significa che l&#8217;unico vero conflitto di principio connesso a diverse forme di <strong>lotta ideologica, politica e morale \u00e8 quello tra la modernit\u00e0 capitalista e i principi di modernit\u00e0 democratica<\/strong> difesi dall&#8217;Amministrazione autonoma. Uno dei principi cardine per la ricostruzione della modernit\u00e0 democratica \u00e8 la realizzazione della Nazione democratica, che si oppone all&#8217;ideologia dello Stato-nazione, all&#8217;assimilazione, alla pulizia etnica e religiosa, al genocidio e all&#8217;occupazione. Vediamo oggi che in Siria, come in tutto il Medio Oriente, il nazionalismo \u00e8 ancora una volta una piaga che confonde e limita la prospettiva rivoluzionaria delle forze democratiche, che finiscono per sostenere dittatori e gruppi egemonici che si presentano come protettori del loro popolo, quando in realt\u00e0 stanno solo proteggendo i propri interessi. Un esempio di ci\u00f2 si pu\u00f2 trovare nelle politiche del <strong>KDP<\/strong>, il partito politico al potere nella regione del Kurdistan iracheno, che in nome del nazionalismo curdo, usato per legittimare il suo governo, tradisce il suo stesso popolo in lotta nel Rojava e nel Bakur (Kurdistan settentrionale) alleandosi con la <strong>Turchia e gli Stati Uniti<\/strong> per distruggere l&#8217;Amministrazione autonoma e la resistenza sulle montagne. Accusare il Rojava di separatismo \u00e8 anche un prodotto della mentalit\u00e0 dello Stato-nazione: se si analizza la situazione siriana attraverso la questione dell&#8217;integrit\u00e0 nazionale, non sar\u00e0 possibile comprendere la realt\u00e0 di una societ\u00e0 cos\u00ec ricca e diversificata. \u00c8 necessario, invece, proteggere l&#8217;autonomia dei popoli, il che non significa separare i gruppi etnici e religiosi secondo un principio di &#8220;omogeneit\u00e0 territoriale&#8221;, poich\u00e9 la riconfigurazione dei confini significa solo violenza, deportazione, rottura dei legami sociali, fazionismo ed egemonia delle superpotenze. Autonomia significa libert\u00e0 di auto-organizzarsi attraverso la democrazia diretta, di esprimere le proprie istituzioni politiche e di avere un sistema di co-presidenza che garantisca l&#8217;uguaglianza e l&#8217;autonomia delle donne a ogni livello politico e sociale.<br \/>\nL&#8217;unico modo per risolvere la crisi siriana \u00e8 avviare un processo di ricostruzione di una <strong>Siria democratica sul modello dell&#8217;Amministrazione autonoma democratica<\/strong>, che rappresenta una vera soluzione non solo per il popolo siriano, ma per tutti i popoli del Medio Oriente: questo \u00e8 l&#8217;unico modo per fermare la distruzione e il genocidio della Terza guerra mondiale. In questo scenario, gli attori in campo sono divisi tra il fronte degli Stati nazione che difende il potere e il capitale, e tutte le forze democratiche che appartengono al fiume della modernit\u00e0 democratica. Le vere alleanze non sono quelle basate su dichiarazioni diplomatiche, poich\u00e9 non ci sono poteri benevoli su cui fare affidamento, ma sono quelle che emergono dalla solidariet\u00e0 tra le forze democratiche in tutto il mondo. Ecco perch\u00e9, in realt\u00e0, la linea del fronte lungo la quale si combatte questa guerra non \u00e8 solo in Siria, ma in ogni parte del mondo dove le forze democratiche si stanno organizzando e combattendo la modernit\u00e0 capitalista.<br \/>\nOggi, tuttavia, \u00e8 necessario unirsi in difesa della Rivoluzione del Rojava perch\u00e9 da questa guerra non dipende solo il destino del popolo curdo: ci\u00f2 che sta accadendo ora nel Rojava segner\u00e0 la traiettoria della storia di questo secolo. Ci\u00f2 che sta accadendo nel Rojava determiner\u00e0 se gli orrori degli ultimi 30 anni, dalla Guerra del Golfo al genocidio in Palestina, alla fine si fonderanno in un unico cimitero dell&#8217;umanit\u00e0 che si estender\u00e0 in tutto il Medio Oriente. Non ci sar\u00e0 continuit\u00e0 tra un genocidio e l&#8217;altro, solo <strong>morte, violenza e fascismo<\/strong>, e a quel punto la ridefinizione dei confini degli Stati nazione non avr\u00e0 pi\u00f9 alcun significato. Solo con il riconoscimento internazionale dell&#8217;Amministrazione autonoma della Siria settentrionale e orientale \u00e8 possibile sostenere una ricostruzione democratica della Siria, perch\u00e9 \u00e8 l&#8217;unica istituzione che pu\u00f2 garantire sicurezza per la popolazione, stabilit\u00e0, una vita democratica per la societ\u00e0 e la difesa dei diritti umani e delle donne, come \u00e8 chiaro dalla resilienza dell&#8217;organizzazione in questi giorni di caos. \u00c8 quindi necessario fermare immediatamente gli attacchi dello Stato turco e il suo tentativo di approfittare della caduta del regime di Assad per attuare il suo piano neo-imperiale: tutti gli Stati NATO e UE sono i primi responsabili di questo. Se questo non verr\u00e0 fermato ogni possibilit\u00e0 di proteggere la democrazia e i diritti umani in Medio Oriente sar\u00e0 schiacciata dal fascismo, e se ci\u00f2 accadr\u00e0 non saremo al sicuro, n\u00e9 in Europa, n\u00e9 in nessun altro posto al mondo, anche solo perch\u00e9 permettere che ci\u00f2 accada significa abbandonare ogni traccia di umanit\u00e0 in noi.<br \/>\nIn queste settimane siamo pi\u00f9 che mai legati da un legame sociale da cui dipende il destino di ognuno di noi: ognuno di noi pu\u00f2 scegliere di essere una goccia che allarga questo stesso fiume democratico.<\/p>\n<p><strong>Il momento di agire \u00e8 adesso.\f<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Link di approfondimento:<\/p>\n<div id=\"sdfootnote2\">\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><u><a href=\"https:\/\/www.brookings.edu\/articles\/the-new-u-s-proposal-for-a-greater-middle-east-initiative-an-evaluation\/\">https:\/\/www.brookings.edu\/articles\/the-new-u-s-proposal-for-a-greater-middle-east-initiative-an-evaluation\/ <\/a><\/u><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote3\">\n<p class=\"western\" align=\"left\"><u><a href=\"https:\/\/www.hintergrund.de\/politik\/welt\/der-inszenierte-terrorrismus-die-cia-und-al-qaida\/\">https:\/\/www.hintergrund.de\/politik\/welt\/der-inszenierte-terrorrismus-die-cia-und-al-qaida\/ <\/a><\/u><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote4\">\n<p class=\"western\" align=\"left\"><u><a href=\"https:\/\/www.ispionline.it\/it\/pubblicazione\/al-qaeda-e-il-jihadismo-20-anni-dall11-settembre-31833\">https:\/\/www.ispionline.it\/it\/pubblicazione\/al-qaeda-e-il-jihadismo-20-anni-dall11-settembre-31833<\/a><\/u><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote5\">\n<p class=\"western\" align=\"left\"><u><a href=\"https:\/\/rojavainformationcenter.org\/storage\/2023\/06\/RIC-HTS-Report-June-2023-2.pdf\">https:\/\/rojavainformationcenter.org\/storage\/2023\/06\/RIC-HTS-Report-June-2023-2.pdf<\/a><\/u><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote6\">\n<p lang=\"en-US\"><u><a href=\"https:\/\/kck-info.com\/interviews101224\/\">https:\/\/kck-info.com\/interviews101224\/<\/a><\/u><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote7\">\n<p class=\"western\"><u><a href=\"https:\/\/kck-info.com\/interviews211224\/\">https:\/\/kck-info.com\/interviews211224\/ <\/a><\/u><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote8\">\n<p class=\"western\" align=\"left\"><u><a href=\"https:\/\/anfenglish.com\/features\/trump-s-new-middle-east-project-and-the-fall-of-assad-76884\">https:\/\/anfenglish.com\/features\/trump-s-new-middle-east-project-and-the-fall-of-assad-76884<\/a><\/u><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote9\">\n<p class=\"sdfootnote-western\"><a href=\"https:\/\/kck-info.com\/interviews211224\/\">https:\/\/kck-info.com\/interviews211224\/<\/a><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote10\">\n<p class=\"sdfootnote-western\" align=\"left\"><a href=\"https:\/\/anfenglish.com\/features\/-77110\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/anfenglish.com\/features\/-77110<\/a><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 pi\u00f9 facile trovare una soluzione se si trova una connessione tra gli sviluppi dei sistemi sociali storici non con dele leggi necessarie, ma con le diverse forme di lotta ideologica, politica e morale del tempo. 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