{"id":1916,"date":"2025-01-24T18:57:15","date_gmt":"2025-01-24T15:57:15","guid":{"rendered":"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/?p=1916"},"modified":"2025-01-24T19:00:50","modified_gmt":"2025-01-24T16:00:50","slug":"che-cosa-e-jineoloji","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/2025\/01\/24\/che-cosa-e-jineoloji\/","title":{"rendered":"Che cosa \u00e8 Jineoloj\u00ee?"},"content":{"rendered":"<p><em>Tratto dal libro &#8220;Jin Jiyan Azad\u00ee. La Rivoluzione delle donne in Kurdistan&#8221; a cura dell&#8217;Instituto Andrea Wolf, 2020, pubblicato da Tamu Edizioni.<\/em><\/p>\n<blockquote><p>Se intendiamo la scienza come una descrizione avanzata del significato, comprenderemo rapidamente la relazione che questa ha col potere e l\u2019oppressione; o vedremo la sua sconfitta in nome della scienza, o capiremo il grave problema di ci\u00f2 che chiamiamo scienza. Il risultato che dobbiamo ottenere \u00e8 una definizione nuova della scienza stessa e del suo significato. La scienza ha bisogno di una nuova rivoluzione paradigmatica.<\/p>\n<p>R\u00eaber Apo<\/p><\/blockquote>\n<p>Il termine Jineoloj\u00ee \u00e8 formato dalla parola curda <em>jin<\/em>, che significa <strong>\u00abdonna\u00bb<\/strong> e che condivide la stessa radice con j<em>iyan\/jin<\/em>, che significa <strong>\u00abvita\u00bb<\/strong>;<em> loj\u00ee<\/em> \u00e8 l\u2019adattamento in curdo del greco <em>-logia<\/em> ed \u00e8 il suffisso utilizzato per le parole che descrivono una scienza; significa anche <strong>\u00abragione\u00bb, \u00abparola\u00bb o \u00abdetto\u00bb<\/strong>. Per cui la Jineoloj\u00ee pu\u00f2 essere tradotta come <strong>\u00abscienza della donna\u00bb e\/o \u00abscienza della vita\u00bb<\/strong>. La parola Jineoloj\u00ee appare per la prima volta nel terzo volume del <em>Manifesto della civilt\u00e0 democratica di Abdullah \u00d6calan<\/em>, intitolato &#8220;<strong>Sociologia della libert\u00e0&#8221;<\/strong>. La scienza delle donne, <strong>elaborata a partire dal 2008<\/strong>, si basa su quarant\u2019anni di esperienze del Movimento delle donne curde nella guerriglia e nella societ\u00e0: \u00e8 tanto un risultato quanto un inizio. \u00c8 il risultato del progresso dialettico del Movimento delle donne curde e anche l\u2019inizio di una risposta alle contraddizioni e ai problemi della societ\u00e0 moderna.<br \/>\nNel <strong>2011 fu costituito il primo comitato di Jineoloj\u00ee all\u2019interno del Pajk<\/strong> ((Partito delle donne libere del Kurdistan). Cos\u00ec si apr\u00ec un lungo processo di discussione, durato fino al 2014, che stabil\u00ec le fondamenta e le necessit\u00e0 di Jineoloj\u00ee come organizzazione. Tali discussioni e studi sono confluiti in un libro intitolato <strong>&#8220;Introduzione alla Jineoloj\u00ee&#8221;<\/strong>. Nel <strong>2015<\/strong> le donne del partito si riunirono sulle montagne del Kurdistan per la <strong>prima conferenza di Jineoloj\u00ee<\/strong> organizzata dal Pajk. In quell\u2019occasione furono creati diversi comitati per promuovere il lavoro di Jineoloj\u00ee nelle quattro parti del Kurdistan e in Europa, muovendo i primi passi per la diffusione della scienza delle donne. Anche se il primo comitato di Jineoloj\u00ee \u00e8 nato all\u2019interno del Pajk, la sua <strong>rete oggi \u00e8 diffusa in varie parti del mondo<\/strong>, e anche donne di organizzazioni diverse, che non sono legate al Pajk, fanno parte di Jineoloj\u00ee.<\/p>\n<p>La Jineoloj\u00ee non \u00e8 un\u2019ideologia, ma una <strong>scienza e un metodo<\/strong> per produrre e ricostruire la conoscenza; per questo deve essere universale e accessibile a tutte le donne. Al contempo, essa \u00e8 consapevole dell\u2019influenza che l\u2019ideologia della modernit\u00e0 capitalista ha sulla scienza, e per questo si propone come scienza della modernit\u00e0 democratica.<\/p>\n<p><em> Heval Heja Zerya dice: &#8220;Nel 2012 ero nel campo del comitato di Jineoloj\u00ee in montagna, anche se mi occupavo di comunicazione e giornalismo per il Pajk. Il gruppo non era molto numeroso, per cui facevamo molti dibattiti e riunioni tutte insieme. Ero coinvolta anch\u2019io quando le compagne stavano pianificando e scrivendo il primo opuscolo di Jineoloj\u00ee. Discutevamo le proposte di R\u00eaber Apo per ampliare il nostro lavoro nell\u2019ambito della scienza. Studiando e ragionando in base al Manifesto di R\u00eaber Apo, abbiamo cominciato a comprendere cosa fosse la Jineoloj\u00ee \u2013 perch\u00e9 all\u2019inizio non lo capivamo bene. \u00c8 successa la stessa cosa con la parola \u00abfemminismo\u00bb, che sebbene sia stata proposta da Charles Fourier, \u00e8 stata messa in pratica dalle donne che si sono organizzate e hanno lottato intorno a questo concetto. Cos\u00ec \u00e8 nata anche la Jineoloj\u00ee. Avevamo letto della questione della donna e delle lotte delle donne in tutto il mondo, ma lo sguardo e le conclusioni di R\u00eaber Apo erano diversi. La sua era una prospettiva scientifica a partire dal punto di vista delle donne. Le nostre fondamenta si trovano nei cinque tomi del &#8220;Manifesto della civilt\u00e0 democratica&#8221;, ma R\u00eaber Apo dice che dobbiamo fare ricerca e dare una nostra lettura, che questo \u00e8 compito nostro, non suo. La Jineoloj\u00ee ci permette di vedere l\u2019ideologia in relazione alla sociologia, cosicch\u00e9 l\u2019ideologia sia in accordo con le cose concrete della societ\u00e0. Bisogna studiare la lotta condotta finora a tutti i livelli, e capire come portarla avanti. Inoltre, \u00e8 necessario studiare la storia delle donne, che non \u00e8 ancora stata scritta. La natura della donna e quella della societ\u00e0 sono in connessione con l\u2019universo: se facciamo luce sulla storia delle donne, la faremo anche sulla natura della societ\u00e0. Abbiamo quindi capito l\u2019importanza di iniziare a scrivere la storia delle donne. <\/em><br \/>\n<em>Nel 2010 un gruppo di compagne si riun\u00ec per scrivere due libri sulla lotta di liberazione delle donne, prendendo come riferimento una raccolta di scritti di R\u00eaber Apo sulla questione della donna e sulla storia. Il primo libro racconta della storia in generale e il secondo della nostra storia in quanto donne del Kurdistan. Anch\u2019io ho collaborato alla loro stesura. Discutevamo di cosa inserire e come farlo, se dovevamo completare o cambiare qualcosa. Non facevamo solo un copia e incolla, ma trovavamo la forma appropriata perch\u00e9 il contenuto si potesse comprendere correttamente. I due libri trattano della lotta delle donne del Kurdistan e di tutte le sue tappe: per esempio, la creazione dell\u2019esercito delle donne, i problemi che abbiamo incontrato, i dibattiti che ci sono stati in ogni luogo e momento, come abbiamo superato gli ostacoli, quali riflessioni abbiamo fatto con R\u00eaber Apo. Li abbiamo pubblicati sotto il nome di &#8220;Tesi di libert\u00e0&#8221; (Tez\u00ean Azad\u00ee). Questi libri rappresentano un avvicinamento sociologico a tutti i processi storici e hanno costituito una base importante per la creazione di Jineoloj\u00ee. <\/em><br \/>\n<em>Il processo per far conoscere la Jineoloj\u00ee \u00e8 cominciato attraverso seminari della durata di due o tre ore ciascuno. All\u2019inizio i dibattiti si tenevano nelle montagne ma, in breve tempo, iniziarono a diffondersi anche in carcere e nella societ\u00e0. E non solo tra le donne, ma anche tra i compagni. Tutti e tutte erano curiose di sapere e discutere della Jineoloj\u00ee. Dopo un po\u2019 Jineoloj\u00ee divent\u00f2 una formazione di due o tre giorni, poi di cinque o sei, e in seguito venne inclusa nel programma di tutte le accademie del Movimento. <\/em><br \/>\n<em>L\u2019obiettivo della prima conferenza del 2015 era quello di stabilire come organizzare il lavoro di Jineoloj\u00ee e come condividerlo con le realt\u00e0 esterne al comitato. La situazione in Kurdistan era difficile nel periodo della conferenza: la guerra in Bakur, gli attacchi a Shengal, Kobane, ecc. Credo di ricordare che siamo riuscite a riunirci solo per quattro o cinque giorni, ma in quell\u2019occasione abbiamo potuto esprimere tutte le nostre opinioni e discutere tutti i temi pi\u00f9 urgenti, sia sul contenuto generale della Jineoloj\u00ee che su molti altri aspetti: demografia, economia, politica, ecologia, etica ed estetica, storia, educazione e salute. Dopo la conferenza abbiamo creato i comitati per l\u2019Europa, il Bakur e tutte le altre parti del Kurdistan. Jineoloj\u00ee \u00e8 un lavoro collettivo in evoluzione costante, che non portiamo avanti da sole; l\u2019obiettivo \u00e8 che i comitati e gruppi di lavoro siano attivi in tutto il mondo. <\/em><br \/>\n<em>Il primo libro sulla Jineoloj\u00ee in realt\u00e0 fu scritto dalle compagne organizzate nelle carceri turche, ma impieg\u00f2 molto tempo prima di arrivare sulle montagne; infatti arriv\u00f2 dopo la prima conferenza di Jineoloj\u00ee. I dibattiti sulla Jineoloj\u00ee in carcere sono stati molto fruttuosi: il carcere, in generale, \u00e8 un luogo di concentrazione e formazione. Per questo, le compagne si organizzavano in gruppi e ciascun gruppo, per quattro o cinque mesi, si impegnava a fare ricerca e a discutere un tema legato alla Jineoloj\u00ee. I temi erano molti, circa quindici. Le compagne scrivevano di qualsiasi argomento: come Jineoloj\u00ee vede l\u2019economia, la societ\u00e0, il femminismo, ecc. Poi, quando si present\u00f2 l\u2019opportunit\u00e0, tutto il lavoro venne raccolto, le conclusioni di ogni gruppo furono discusse tra tutte le compagne e il volume fu redatto dal carcere stesso, collettivamente. <\/em><br \/>\n<em>Il libro &#8220;Discussioni sulla Jineoloj\u00ee&#8221; \u00e8 stato elaborato in maniera collettiva tra le prigioniere di diverse carceri, attraverso delle lettere che si inviavano tra loro. Ad Amed si \u00e8 definito il progetto del libro, i temi sono stati suddivisi e inviati alle diverse carceri. Ogni compagna si \u00e8 presa la responsabilit\u00e0 di uno dei temi, ha fatto ricerche, ha scritto e ha inviato il suo testo alle altre. Alcuni testi sono stati criticati, altri sono stati corretti. In questo modo il lavoro non \u00e8 stato portato avanti in una sola cella o prigione, ma \u00e8 stato discusso in pi\u00f9 carceri, \u00e8 il risultato dei contributi delle compagne di tante carceri differenti.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Con l\u2019obiettivo di introdurre la scienza delle donne e organizzare il <strong>lavoro di Jineoloj\u00ee nella societ\u00e0<\/strong>, furono organizzate diverse conferenze al di fuori del Pajk. Jineoloj\u00ee si estese rapidamente: nel <strong>2012<\/strong> fu organizzata una <strong>conferenza in Bas\u0327\u00fbr<\/strong>, nel <strong>2014<\/strong> un\u2019altra a <strong>Colonia<\/strong> e nel <strong>2016<\/strong> un\u2019altra ancora a <strong>Parigi<\/strong>. In queste conferenze emerse l\u2019urgenza di capire e indagare il sistema capitalista in relazione alla distruzione della natura e all\u2019uccisione delle donne. Furono presentate le prime valutazioni relative ai <strong>movimenti femministi e le critiche alla scienza positivista<\/strong>. Si ammise anche la necessit\u00e0 di creare istituzioni autonome per coltivare la scienza e il pensiero delle donne e una propria metodologia di autodifesa, cos\u00ec come di espandere la Jineoloj\u00ee affinch\u00e9 fosse non solo al servizio della societ\u00e0 curda, ma di tutte le donne del mondo.<\/p>\n<p><strong>PERCH\u00c9 UNA SCIENZA DELLE DONNE?<\/strong><\/p>\n<blockquote><p>Senza sociologia, la rivoluzione o la trasformazione della societ\u00e0 possono \u2013 inconsapevolmente \u2013 diventare complici di omicidi e tradimenti. Pertanto, c\u2019\u00e8 una sola possibile via, ed \u00e8 quella di liberare le nostre scienze sociali dalle grinfie delle forze di dominazione e oppressione che utilizzano la conoscenza per preservare il loro potere, e dunque rifondarle. Questo significa che dobbiamo creare le nostre scuole e accademie di sociologia. Dobbiamo costruire la nostra mentalit\u00e0 guardando alle scienze sociali come spina dorsale della nostra politica. Questo \u00e8 forse pi\u00f9 importante di qualsiasi altra cosa: dobbiamo creare e assicurare la gestione autonoma della morale sociale.<br \/>\nR\u00eaber Apo<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>La scienza \u00e8 l\u2019insieme delle conoscenze della societ\u00e0<\/strong>, tanto in un contesto teorico quanto in uno pratico, che d\u00e0 alla societ\u00e0 la pos- sibilit\u00e0 di evolvere e trasformarsi. La Jineoloj\u00ee offre alle donne gli strumenti per analizzare e comprendere il mondo a partire dal proprio punto di vista e dalla propria personalit\u00e0, con l\u2019intento di condurre tutta la societ\u00e0 verso un movimento di trasformazione radicale. La <strong>\u00abdonna\u00bb<\/strong> <em>non \u00e8 intesa solo come essere biologico n\u00e9 solo in quanto genere o come genere oppresso. Nella Jineoloj\u00ee la donna \u00e8 intesa come creatrice della societ\u00e0 e, pertanto, come essere sociale, politico, storico, economico, ecc.<\/em> \u00c8 per questo che Jineoloj\u00ee non si limita a elaborare strumenti su \u00abquestioni di donne\u00bb: ci rendiamo conto che tutte le questioni sono questioni di donne. \u00c8 necessario che in tutti gli ambiti della vita si faccia una revisione e un\u2019analisi che vada oltre la mentalit\u00e0 del potere e dell\u2019oppressione, ma dal punto di vista della donna: della donna libera, che si libera e lotta, che trova s\u00e9 stessa e rifiuta le categorie che le sono state imposte e le menzogne seminate dentro di s\u00e9.<br \/>\nLa <strong>sociologia e le scienze sociali<\/strong> sono nate con l\u2019obiettivo di comprendere i cambiamenti sociali della modernit\u00e0 capitalista, nel contesto dell\u2019industrializzazione e della creazione dello stato-nazione. Queste scienze hanno fallito nel loro compito di trovare soluzioni ai problemi della societ\u00e0 e alle crisi sociali, politiche e ambientali attuali, perch\u00e9 hanno mantenuto una stretta connessione con il sistema, che \u00e8 la fonte dei problemi. Nonostante l\u2019esistenza di tutte le accademie e delle istituzioni scientifiche lo stato di caos, violenza, sfruttamento, oppressione e guerra in cui viviamo peggiora ogni giorno di pi\u00f9.<br \/>\nL\u2019archeologo e storico Gordon Childe diceva che il <strong>Neolitico<\/strong> ha rappresentato \u00abla rivoluzione del pensiero e della scienza\u00bb. R\u00eaber Apo chiama questo periodo <strong>\u00abrivoluzione delle donne\u00bb<\/strong>. Molte delle scienze e delle invenzioni che oggi continuano a essere imprescindibili hanno origine nel Neolitico, come ad esempio la medicina, l\u2019agricoltura, l\u2019astronomia. Le prime scienze sono nate nel contesto della cultura della dea madre, intorno alle donne, con l\u2019obiettivo di rispondere alle necessit\u00e0 della societ\u00e0, di dare un senso alla vita e di comprendere l\u2019universo. <strong>Quando l\u2019umanit\u00e0 e la scienza si sono separate dal senso della vita, si \u00e8 aperta la strada alla manipolazione della mente umana e allo sfruttamento della natura.<\/strong> La Jineoloj\u00ee \u00e8 la scienza che si nutre della seconda rivoluzione delle donne nello stesso momento in cui la alimenta. La seconda rivoluzione delle donne sar\u00e0 anche una rivoluzione scientifica e metter\u00e0 le donne al centro della conoscenza, ispirandosi al ruolo che esse ricoprivano nella societ\u00e0 naturale.<\/p>\n<p>La Jineoloj\u00ee \u00e8 una scienza che mira a liberarsi dell\u2019influenza delle scienze egemoniche e dei pregiudizi orientalisti o razzisti che denigrano e attaccano le donne delle culture tradizionali, quelle che non rientrano nella cornice dello stato-nazione o della scienza della modernit\u00e0 capitalista. <strong>Le fonti di conoscenza della Jineoloj\u00ee sono le esperienze, la saggezza e la storia delle donne dall\u2019epoca matriarcale fino ai nostri giorni<\/strong>. La Jineoloj\u00ee \u00e8 la scienza delle donne e della vita. Per raggiungere la liberazione delle donne e della societ\u00e0 \u00e8 indispensabile chiedersi: <strong>qual \u00e8 il senso della vita? Che cos\u2019\u00e8 una vita libera? Come vogliamo vivere?<\/strong> Jineoloj\u00ee costruisce il suo operato a partire da queste basi filosofiche.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tratto dal libro &#8220;Jin Jiyan Azad\u00ee. La Rivoluzione delle donne in Kurdistan&#8221; a cura dell&#8217;Instituto Andrea Wolf, 2020, pubblicato da Tamu Edizioni. 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