{"id":1884,"date":"2025-01-24T12:32:06","date_gmt":"2025-01-24T09:32:06","guid":{"rendered":"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/?p=1884"},"modified":"2025-01-24T12:32:06","modified_gmt":"2025-01-24T09:32:06","slug":"io-sono-sakine-cansiz","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/2025\/01\/24\/io-sono-sakine-cansiz\/","title":{"rendered":"\u201cIo sono Sakine Cansiz!\u201d."},"content":{"rendered":"<p>Di Necibe Qeredaxi<\/p>\n<p>Dal momento in cui gli esseri umani hanno preso coscienza della loro <strong>esistenza come volont\u00e0<\/strong>, si sono continuamente posti domande fondamentali, sempre alla ricerca delle risposte migliori e pi\u00f9 soddisfacenti che diano un senso alla loro vita, sia personale che sociale. La domanda <strong>\u201cChi sono io?\u201d<\/strong> \u00e8 stata la domanda della maggior parte dei cercatori di verit\u00e0, dei filosofi, dei profeti e dei leader dei movimenti sociali. \u201cChi sono io?\u201d potrebbe essere una delle domande pi\u00f9 importanti nella vita di ogni persona comune, indipendentemente dal colore, dall&#8217;etnia, dal genere, dalla religione, dalla lingua e dalla cultura. Questa domanda ha un significato ancora pi\u00f9 profondo per gli individui e i gruppi sociali la cui identit\u00e0, esistenza, cultura e storia vengono negate o, peggio, subiscono un <strong>genocidio fisico e culturale<\/strong>. Diventa un catalizzatore di azioni diverse rispetto ad altre.<br \/>\nQuesto inizia a livello individuale, diventando una forza trainante, per interrogarsi su se stessi e gradualmente si trasforma in coscienza. In questo processo, le persone si cercano tra di loro con consapevolezza, per diventare un gruppo che ha la forza di autodifendersi. Cos\u00ec facendo, lavorano insieme per costruire qualcosa di nuovo e prefigurare una forma di vita diversa, che metta in scena la loro esistenza contro le forze che negano quest\u2019ultima, sia come individui che come gruppi. Il successo di questo processo di domanda e risposta dipende dal livello di immersione degli individui nella loro <strong>memoria storica<\/strong>. Una memoria che, ad ogni cambiamento, conserva le radici della propria identit\u00e0 e si rinnova, <strong>rinascendo ogni giorno<\/strong>.<br \/>\nQuesto processo ha bisogno anche di altre motivazioni: la consapevolezza dal profondo della memoria storica e sociale, il <strong>coraggio e la perseveranza<\/strong> nonostante gli ostacoli, la <strong>determinazione<\/strong> per i passi da fare, compreso il sacrificio di s\u00e9, la <strong>forza di lottare<\/strong> contro tutte le brutture e <strong>l&#8217;impegno<\/strong> con coloro che si sono cercati nei passi iniziali e si sono trovati nel cerchio di questa ricerca. Senza estendere ulteriormente questa introduzione, parler\u00f2 dei passi che indicano una tale nascita. <strong>Non solo una nascita fisica<\/strong>, ma il processo di nascita di una nuova identit\u00e0, al di l\u00e0 dell&#8217;identit\u00e0 che l&#8217;ideologia e il sapere di chi detiene il potere hanno imposto nel corso della storia, soprattutto alle donne. Sono in gioco processi di <strong>rinascita e di costruzione di s\u00e9<\/strong>.<\/p>\n<p>Una delle persone che ha dato un significato profondo a questo processo, dalla fase di autocoscienza fino all&#8217;et\u00e0 di 56 anni, \u00e8 <strong>Sakine Cansiz<\/strong>, conosciuta come <strong>\u201cSara<\/strong>\u201d. \u00c8 nata il 12 febbraio 1958, in un freddo inverno, nel villaggio di Takhti Khalil a <strong>Dersim<\/strong>, nel Kurdistan settentrionale, 20 anni dopo il pi\u00f9 grande genocidio del XX secolo (il genocidio di Dersim del 1938). I suoi genitori, la nonna e molti parenti erano sopravvissuti al genocidio di Dersim. In quelle campagne di sterminio da parte dello Stato turco, essere curdi e aleviti non era l&#8217;unico crimine &#8211; essere una donna nella societ\u00e0 curda, intrappolata tra l&#8217;occupazione statale e le relazioni tribali, significava trovarsi in una situazione paradossale. Da un lato, erano un anello debole della sottomissione e dei molteplici strati di occupazione, dall&#8217;altro possedevano un&#8217;energia sempre pronta alla ribellione.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1896 aligncenter\" src=\"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/signal-2025-01-14-172623_022-1024x686-1.jpeg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"686\" srcset=\"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/signal-2025-01-14-172623_022-1024x686-1.jpeg 1024w, https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/signal-2025-01-14-172623_022-1024x686-1-300x201.jpeg 300w, https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/signal-2025-01-14-172623_022-1024x686-1-768x515.jpeg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<p>Sakine era la figlia maggiore della famiglia e aveva molte responsabilit\u00e0 domestiche. Sua <strong>madre era una donna ribelle<\/strong>, mentre suo padre era un uomo calmo e paziente. In generale, grazie all&#8217;influenza della cultura alevita, le donne erano rispettate in famiglia. Sakine \u00e8 stata influenzata soprattutto dalla nonna. Nel primo volume del suo libro <strong>\u201cTutta la mia vita \u00e8 stata una lotta\u201d<\/strong>, Sakine Cansiz descrive la <strong>nonna<\/strong> in questo modo:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cLe caratteristiche di mia nonna hanno sempre attirato la mia attenzione, la ammiravo e osservavo tutti i suoi comportamenti&#8230; Non spegneva mai il fuoco. Di notte lo ricopriva di cenere e ricominciava a scoprirlo all&#8217;alba. Per lei era un peccato andare in un&#8217;altra casa per portare o dare il fuoco. Se qualcuno chiedeva il fuoco, si arrabbiava e gli consigliava di tenere il proprio fuoco sotto la cenere della sera prima&#8230; Per Eze (la nonna) la vita consisteva nel mantenere il fuoco, nel pregare durante le eclissi lunari e solari e nell&#8217;essere connessi alla terra&#8221;[1].<\/p><\/blockquote>\n<p>Il detto secondo cui la natura \u00e8 la prima maestra dell&#8217;umanit\u00e0 si adatta perfettamente alla nonna di Sakine. Come si pu\u00f2 non imparare da lei lo spirito patriottico e il legame con la terra e la societ\u00e0? Ogni giorno pregava rivolta al sole, dicendo:<\/p>\n<p>\u201cO angelo dell&#8217;alba, che hai creato la terra e il cielo<br \/>\nscrivi la buona sorte per noi, poveri e innocenti esseri umani<br \/>\nO Madre Fatima, o Hazrat Ali, Hassan e Hussein, prendete la spada<br \/>\nSii uno scudo per i nostri giovani, proteggili e salvali&#8230; Mostra il tuo coraggio<br \/>\nLiberate il Kurdistan e Dersim. O Khizr, Grande Khizr&#8221;[2]<\/p>\n<p>\u00c8 probabile che si tratti dello stesso \u201cKhizr Zine\u201d che conosciamo dai racconti delle nostre nonne. Sakine ha frequentato la scuola elementare a Khozat e l\u00ec vi ha completato anche la scuola media. Sua <strong>sorella<\/strong> ricorda un momento importante di quel periodo che riguarda il loro padre, dicendo:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cA quel tempo nostra madre era in Germania. Nostro padre si svegliava presto, spazzolava i capelli di Ferida e Nesibe, poi Sakine ci preparava e ci mandava a scuola prima di andarci anche lei\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>Inizialmente conosceva solo il <strong>Dimli (Zazaki)<\/strong> perch\u00e9 era il dialetto che la sua famiglia parlava a casa. A scuola, Sakine ha imparato il turco attraverso il sistema educativo, poich\u00e9 il curdo \u00e8 stato vietato dalla fondazione della Repubblica turca fino ad oggi. Tuttavia, sua madre le diceva sempre: <strong>\u201cNon vergognarti mai di essere curda\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1891 aligncenter\" src=\"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/signal-2025-01-14-172623_011-768x576-1.jpeg\" alt=\"\" width=\"768\" height=\"576\" srcset=\"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/signal-2025-01-14-172623_011-768x576-1.jpeg 768w, https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/signal-2025-01-14-172623_011-768x576-1-300x225.jpeg 300w, https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/signal-2025-01-14-172623_011-768x576-1-86x64.jpeg 86w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel 1968, quando il mondo si stava risvegliando con le <strong>rivolte studentesche e la rivoluzione del &#8217;68<\/strong>, e i gruppi di sinistra stavano crescendo in Turchia e in Kurdistan, Sakine ha iniziato a interrogarsi su se stessa durante gli anni della scuola, a partire dalla questione della lingua. In seguito, ascoltando le storie del genocidio di Dersim dagli anziani, si \u00e8 resa conto dell&#8217;oppressione subita dalla societ\u00e0 curda. L&#8217;ascolto di questa oppressione ha accumulato in Sakine domande e ricerca di risposte, goccia a goccia, giorno dopo giorno. Sebbene gli anziani sussurrassero di questi eventi con paura, in quel silenzio terrificante cominciarono a emergere la sua curiosit\u00e0 per la conoscenza e il suo spirito avventuroso. Non si dice forse che <strong>\u201cla libert\u00e0 inizia nell&#8217;infanzia\u201d[3]?<\/strong> Da quel momento in poi, la sua determinazione ha dimostrato che la paura degli anziani ha creato in lei il coraggio al posto del silenzio, la curiosit\u00e0 e la domanda invece del ritiro. Invece di essere una semplice osservatrice, si \u00e8 gettata completamente nei conflitti e nelle domande, alla ricerca di risposte.<br \/>\nRiguardo alla prima esposizione di Sakine alla vita rivoluzionaria, <strong>Ali Haydar Kaytan<\/strong> (il compagno Fuad), che in seguito divenne uno dei membri fondatori del PKK, racconta:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cEra il 1974, a Dersim la loro casa era nel quartiere di Dag (Montagna). C&#8217;era una grande casa accanto alla loro. Noi stavamo spesso l\u00ec, ma di tanto in tanto andavamo a visitare la casa dello studente vicino alla casa della compagna Sara. \u00c8 cos\u00ec che quei compagni hanno influenzato la compagna Sara\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1897 aligncenter\" src=\"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/signal-2025-01-14-172623_024.jpeg\" alt=\"\" width=\"720\" height=\"540\" srcset=\"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/signal-2025-01-14-172623_024.jpeg 720w, https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/signal-2025-01-14-172623_024-300x225.jpeg 300w, https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/signal-2025-01-14-172623_024-86x64.jpeg 86w\" sizes=\"auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Suo fratello <strong>Metin Cansiz<\/strong> descrive quei momenti dicendo:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cSakine era attratta soprattutto dalla sinistra. Partecipava alle loro marce e manifestazioni. Faceva domande, ma non \u00e8 mai diventata membro di un gruppo ideologico. Dopo aver conosciuto i rivoluzionari del Kurdistan, \u00e8 diventata molto attiva\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>Suo cugino <strong>Nurcan Yildirim<\/strong>, che conosceva bene questo periodo della vita di Sakine, racconta: \u201c<\/p>\n<blockquote><p>Era il 1974-1975, lei parlava del Kurdistan. In quella citt\u00e0 ho sentito per la prima volta la parola &#8216;Kurdistan&#8217; da Sara. Mi parlava dei suoi compagni di studi e c&#8217;era una foto di Leyla Qasim disegnata sul suo muro. Mi disse: \u2018L&#8217;hanno disegnata e me l&#8217;hanno regalata\u2019\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>I suoi compagni di studi (che erano il primo gruppo di rivoluzionari del Kurdistan) sapevano che le sue tendenze di liberazione come donna attiravano la loro attenzione, e vedevano l&#8217;ammirazione di Sakine per Leyla Qasim.<br \/>\nNel primo volume delle sue memorie, <strong>Sakine Cansiz scrive<\/strong>:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cL&#8217;ispirazione arrivata dal lavoro politico e rivoluzionario, mi ha messo su una strada che ha cambiato tutta la mia vita. Conoscevo diversi uomini che vivevano vicino a casa nostra; il loro stile di vita, le loro interazioni e il loro atteggiamento verso i valori mi hanno influenzato, e ho visto in loro la fiaccola della libert\u00e0 di Dersim\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1902 aligncenter\" src=\"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Saracopertine-1024x465-1.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"465\" srcset=\"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Saracopertine-1024x465-1.jpg 1024w, https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Saracopertine-1024x465-1-300x136.jpg 300w, https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Saracopertine-1024x465-1-768x349.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dopo il colpo di Stato militare del <strong>1971 in Turchia<\/strong>, Sakine si \u00e8 legata alla giovent\u00f9 rivoluzionaria e si \u00e8 unita al movimento rivoluzionario di Elaz\u0131\u011f, nel Kurdistan settentrionale. Riguardo ai suoi interessi, dice:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cHo letto molti libri, che mi hanno portato gioia e apprendimento. C&#8217;erano discussioni ideologiche e coloro che difendevano queste ideologie non erano persone comuni. Avevano personalit\u00e0 influenti e creavano entusiasmo nell&#8217;ambiente circostante. All&#8217;inizio tutti li prendevano in giro, chiamandoli 4-5 nazionalisti curdi ribelli. In seguito, il loro nome cambi\u00f2 in Rivoluzionari del Kurdistan e furono chiamati Apoci[4]\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>Sakine ha partecipato attivamente ed \u00e8 stata presente al <strong>primo incontro rivoluzionario a Dersim alla fine del 1976.<\/strong><br \/>\nSakine si \u00e8 sempre scontrata con atteggiamenti degradanti, impositivi e tradizionali. Era una donna che si ribellava ai costumi e alle tradizioni. L&#8217;attivismo di Sakine faceva arrabbiare sua madre. Le due litigavano sempre. A proposito della <strong>personalit\u00e0 della madre<\/strong>, Sakine dice:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cSe da un lato mi ha portato a sviluppare una personalit\u00e0 ribelle, dall&#8217;altro mi ha insegnato a combattere! Le devo molto per questo\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>Poich\u00e9 dava un senso a tutto ci\u00f2 che accadeva intorno a lei, fin dalla giovent\u00f9 cercava di comprendere le sue relazioni, invece di tagliarle. Questa fu la caratteristica che attir\u00f2 fin dall&#8217;inizio l&#8217;attenzione del primo gruppo di rivoluzionari, e cos\u00ec si giustifica il titolo del suo libro di memorie in tre volumi: \u201cTutta la mia vita \u00e8 stata una lotta!\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1894 aligncenter\" src=\"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/signal-2025-01-14-172623_016-768x455-1.jpeg\" alt=\"\" width=\"768\" height=\"455\" srcset=\"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/signal-2025-01-14-172623_016-768x455-1.jpeg 768w, https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/signal-2025-01-14-172623_016-768x455-1-300x178.jpeg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nell&#8217;<strong>inverno 1976-1977<\/strong>, si tenne a Dersim la prima riunione allargata dei rivoluzionari del Kurdistan. Per la prima volta, sent\u00ec la frase<strong> \u201cIl Kurdistan \u00e8 colonizzato\u201d da Abdullah \u00d6calan<\/strong>, il leader del gruppo, in una riunione che inizialmente contava 60 partecipanti, nella casa che chiamavano \u201cPalazzo Bianco\u201d a Dersim perch\u00e9 era dipinta di bianco. Per la prima volta, ha conosciuto a fondo i conflitti nazionali e di classe e ha intrapreso un lungo viaggio che, come dice lei stessa, \u201cTutta la mia vita \u00e8 stata una lotta!\u201d. Si impegn\u00f2 per <strong>garantire alle donne un ruolo nella lotta di liberazione nazionale e vi partecip\u00f2 attivamente<\/strong>. Per questo, fu la prima donna del movimento a organizzare le donne ovunque andasse.<br \/>\nIn questo periodo, Sakine Cansiz sente di non poter pi\u00f9 continuare a vivere come una donna comune e cerca un&#8217;alternativa che le permetta di muoversi pi\u00f9 liberamente nella lotta rivoluzionaria. <strong>Sakine voleva diventare una rivoluzionaria<\/strong> e vedeva la soluzione nell&#8217;uscire di casa, cercando e trovando una scusa, che era il matrimonio. Questa strada era una scusa e un metodo per molti rivoluzionari dell&#8217;epoca, perch\u00e9 lasciare la casa non era facile per le donne. Sakine disse a sua madre e alla sua famiglia:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cAmo Baki Polat, mio cugino. Prima ha chiesto di me e voi non avete accettato. \u00c8 un rivoluzionario e io vado con lui; non impedir\u00e0 le mie attivit\u00e0 rivoluzionarie\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>In seguito, <strong>spos\u00f2 Baki<\/strong> e and\u00f2 a Smirne(una citt\u00e0 turca). Tuttavia, Sakine aveva gi\u00e0 lasciato casa e realizzato parte del suo sogno: non si era impegnata nella vita matrimoniale perch\u00e9 i suoi obiettivi erano altri. Per mantenersi lavorava in una fabbrica di cioccolato e organizzava le donne nella fabbrica, in particolare le lavoratrici immigrate dai Paesi dell&#8217;Europa orientale.<br \/>\nDopo i conflitti con la famiglia, in particolare con la madre, il <strong>secondo conflitto di Sakine<\/strong> \u00e8 iniziato con Baki dopo il matrimonio. Da un lato, Baki era un membro di \u201cLiberazione del popolo\u201d che non vedeva il Kurdistan come colonizzato; dall&#8217;altro, <strong>Baki Polat voleva che Sakine fosse una moglie tradizionale<\/strong> impegnata unicamente nella vita familiare, cosa impossibile per Sakine. Nella fabbrica in cui lavorava, Sakine organizz\u00f2 donne e giovani, provocando il licenziamento suo e di molte altre persone. Le operaie iniziarono a manifestare e a scioperare. Sakine \u00e8 stata arrestata perch\u00e9 portava uno striscione che recitava. <strong>\u201cIl Kurdistan \u00e8 colonizzato\u201d<\/strong>. Per questi sforzi, Sakine \u00e8 stata portata in tribunale, dove ha gridato <strong>\u201cAbbasso il colonizzatore\u201d<\/strong>. Non si accontentava di gridare slogan come \u201cPane, lavoro e libert\u00e0\u201d, perch\u00e9 credeva che in un Paese e in una societ\u00e0 occupati, dove l&#8217;identit\u00e0, la storia e la cultura erano negate, il lavoro e il pane da soli non significassero nulla. Vedeva il vero socialismo nella fine della colonizzazione e nella lotta comune dei popoli, e per questo organizzava le lavoratrici senza discriminazioni.<br \/>\nChi conosce un po&#8217; la vita di Sakine sa che si \u00e8 sempre assunta compiti difficili. Quando torn\u00f2 in Kurdistan, inizi\u00f2 a organizzare le donne a <strong>\u00c7ewlig (Bing\u00f6l)<\/strong>, una delle regioni pi\u00f9 conservatrici del Kurdistan settentrionale. In un luogo in cui le persone avevano paura anche solo di dire di essere curde, ha creato diversi gruppi di donne di 3 o 5 persone e ha dato loro il coraggio di organizzarsi. Nonostante le barriere familiari e sociali, le donne si sono riunite intorno agli slogan del primo gruppo rivoluzionario. Sakine ha avuto una grande influenza su di loro.<br \/>\nA proposito di questo periodo, Sakine dice:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cDicevamo che le donne dovevano partecipare alla lotta di liberazione nazionale, perch\u00e9 cos\u00ec potevano diventare libere e fare passi verso la vera libert\u00e0\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1889 aligncenter\" src=\"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/signal-2025-01-14-172623_009-768x576-1.jpeg\" alt=\"\" width=\"768\" height=\"576\" srcset=\"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/signal-2025-01-14-172623_009-768x576-1.jpeg 768w, https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/signal-2025-01-14-172623_009-768x576-1-300x225.jpeg 300w, https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/signal-2025-01-14-172623_009-768x576-1-86x64.jpeg 86w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le sue prime lezioni per le donne riguardavano gli effetti del sistema capitalistico sulle donne, e diceva sempre: <strong>\u201cLe donne sono viste come merci\u201d<\/strong>. Inizialmente le donne non si sentivano a proprio agio con questo termine, ma lei spiegava loro con pazienza cosa intendesse per mercificazione delle donne. La lotta di Sakine Cansiz tra le donne di \u00c7ewlig, Xarp\u00eat (Elaz\u0131\u011f) e di altre regioni ha ispirato i rivoluzionari del Kurdistan. Si \u00e8 organizzata non solo tra le donne, ma in <strong>tutti i settori della societ\u00e0<\/strong>. Cre\u00f2 fiducia, convinzione e speranza in un popolo che aveva affrontato un tentativo di genocidio.<br \/>\nI frutti del suo lavoro in questi ultimi anni avevano raggiunto il livello di iniziare una nuova fase di lotta. Fu la fase di avvicinamento alla costituzione di un partito rivoluzionario che rispondesse ai bisogni di libert\u00e0 e indipendenza, basato sulla frase \u201cil Kurdistan \u00e8 colonizzato\u201d. Nell<strong>&#8216;ultima settimana di novembre del 1978<\/strong>, nel villaggio di <strong>Fis, nel distretto di Lice di Amed (Diyarbak\u0131r)<\/strong>, si tenne il primo congresso del movimento di liberazione delKurdistan. <strong>Sakine Cansiz (Sara), insieme a Kesire Yildirim (Fatma)<\/strong>, furono le prime donne a partecipare al congresso di <strong>fondazione del PKK<\/strong>. Era molto felice perch\u00e9 si stavano preparando per una fase storica e stavano riempiendo un grande vuoto in Kurdistan.<br \/>\nMentre il manifesto e il programma venivano redatti, Sakine si stava preparando per la lotta delle donne, e aveva persino progettato di chiamarla <strong>\u201cGruppo delle ragazze<\/strong>\u201d[5], composto da tutti i quadri donne del partito e le sue sostenitrici. Fecero ricerche sulla lotta delle donne e si prepararono anche a scrivere un opuscolo. In seguito, <strong>Sakine viaggi\u00f2 in tutto il Kurdistan, seguendo e analizzando le condizioni delle donne.<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1895 aligncenter\" src=\"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/signal-2025-01-14-172623_019.jpeg\" alt=\"\" width=\"680\" height=\"489\" srcset=\"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/signal-2025-01-14-172623_019.jpeg 680w, https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/signal-2025-01-14-172623_019-300x216.jpeg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/p>\n<p>Nel <strong>Primo Manifesto<\/strong> del movimento, c&#8217;era un&#8217;analisi delle donne che affermava:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cIl destino delle donne \u00e8 come il destino del popolo curdo. Le donne devono creare una propria organizzazione di massa. Se l&#8217;obiettivo \u00e8 costruire un Kurdistan democratico, \u00e8 necessario eliminare le pressioni tribali e il pensiero della \u201cdonna-merce\u201d che poteva essere comprata dagli uomini. I colonizzatori vogliono influenzare le diverse classi sociali, ma le donne sono il segmento della societ\u00e0 che non \u00e8 facilmente influenzabile. Le donne sono state schiavizzate fin dall&#8217;epoca della societ\u00e0 classista\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>Nel <strong>1979,<\/strong> dopo il congresso, Sakine Cans\u0131z fu incaricata di organizzare le donne di Elaz\u0131\u011f (Kharput) e di preparare l&#8217;istruzione delle donne. Seguendo le linee guida dell&#8217;organizzazione, le donne iniziarono a studiare il diritto romano e la storia delle donne in tutto il mondo. A partire dal <strong>1979<\/strong> hanno iniziato questa lotta per costruire le <strong>fondamenta del movimento delle donne<\/strong>. Una volta, ottanta donne si sono riunite a Dersim. In circostanze normali, un incontro del genere non sarebbe mai avvenuto, soprattutto perch\u00e9 le donne non potevano discutere dei loro problemi in presenza di uomini.<br \/>\nLo Stato era a conoscenza di queste iniziative e conduceva operazioni contro i rivoluzionari e altri gruppi di sinistra e socialisti. A proposito di questo periodo, Sakine ha dichiarato:<\/p>\n<blockquote><p>\u201c\u00c8 meraviglioso combattere e vivere con odio contro il tuo nemico. Mi sono sempre detta che se la nostra esistenza li intimidisce, dovr\u00f2 sempre essere come una maledizione per loro\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>Il <strong>18 maggio 1979<\/strong>, in seguito a un colpo di Stato, <strong>Sakine e molti dei suoi compagni furono arrestati<\/strong> a Elaz\u0131\u011f. In carcere, Sakine dimostr\u00f2 una <strong>forte resistenza<\/strong> sia contro la tendenza prevalente ad arrendersi all&#8217;interno del movimento, sia contro le autorit\u00e0 statali. Lo <strong>Stato utilizz\u00f2 vari metodi di tortura<\/strong>, tra cui l&#8217;impiccagione, l\u2019elettro-shock, l&#8217;isolamento in celle fredde e buie, l\u2019obbligo di denudarsi, l&#8217;alimentazione forzata con escrementi, ecc. La sua resistenza ha stupito i funzionari del carcere. Si oppose con coraggio ai suoi aguzzini. Il famigerato carcere di <strong>Diyarbak\u0131r<\/strong> ospitava un noto torturatore, <strong>Esat Oktay<\/strong>, che si divertiva particolarmente a torturare Sakine e desiderava sentirla urlare sotto tortura, ma lei non lo fece mai.<br \/>\nSakine ha descritto le condizioni di detenzione paragonandole ai <strong>campi nazisti<\/strong>, dicendo:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cL&#8217;umanit\u00e0 nei campi nazisti era un cadavere silenzioso e senza vergogna, il corpo nudo ed esposto. La speranza veniva uccisa in quegli occhi vuoti di senso. Quei cadaveri si muovevano solo quando arrivava il loro turno di morte. Se ci si chiede se un posto del genere esiste sulla Terra, non c&#8217;\u00e8 bisogno di guardare lontano: c&#8217;\u00e8 Amed (Diyarbak\u0131r)\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>Quando Esat Oktay la affront\u00f2 dicendo: <strong>\u201cDevi accettare ci\u00f2 che \u00e8 stato detto, molti sono venuti e andati, sai chi sono?\u201d<\/strong>. <strong>Sakine ha risposto: \u201cSai chi sono? Sono una rivoluzionaria, evidentemente non conosci i rivoluzionari\u201d<\/strong> &#8211; <strong>e quando lui l&#8217;ha attaccata, Sakine gli ha sputato in faccia<\/strong>.<br \/>\nPermettetemi di tradurre e adattare questo racconto sulla resistenza e sulle esperienze della prigioniera politica curda Sakine Cans\u0131z nelle carceri turche.<br \/>\nL&#8217;episodio dello sputo in faccia ad Asad Oktay \u00e8 diventato una storia leggendaria tramandata sia all&#8217;interno che all&#8217;esterno del carcere. La posizione di Sakine l&#8217;ha portata a essere riconosciuta come <strong>simbolo di resistenza<\/strong> in tutto il reparto femminile e nell&#8217;intero carcere. La resistenza di Sakine e delle sue compagne durante lo sciopero della fame nel carcere di Amed divenne una rinascita per le donne curde e per il popolo curdo in particolare.<br \/>\nIl suo coraggio e la sua audacia in carcere hanno impressionato tutte le detenute, sia quelle politiche che quelle non politiche. Un giorno, attraverso un buco nel muro del loro reparto, scoprirono che una guardia carceraria spiava regolarmente le donne. Quando le detenute lo riferirono a Sakine, lei tese un&#8217;imboscata e trafisse l&#8217;occhio della guardia con un ago da maglia. La guardia ha urlato di dolore e Sakine \u00e8 stata successivamente sottoposta a tortura per questo atto di sfida.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1899 aligncenter\" src=\"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/signal-2025-01-14-172623_030-768x526-1.jpeg\" alt=\"\" width=\"768\" height=\"526\" srcset=\"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/signal-2025-01-14-172623_030-768x526-1.jpeg 768w, https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/signal-2025-01-14-172623_030-768x526-1-300x205.jpeg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>G\u00fcltan K\u0131\u015fanak<\/strong>, il sindaco HDP di Amed che all&#8217;epoca si trovava nella stessa prigione, ha descritto cos\u00ec Sakine:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cManteneva rapporti con tutti i prigionieri. Si prendeva cura di quelli che venivano torturati, massaggiando i loro corpi contusi per evitare coaguli di sangue dopo che erano stati picchiati con bastoni e cavi\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>A causa dei suoi atti di resistenza contro l&#8217;amministrazione carceraria e le guardie, Sakine Cans\u0131z fu trasferita alla prigione di Amasya. L\u00ec, fu portata di fronte al direttore della prigione di nome \u015e\u00fckr\u00fc. Il loro confronto divenne un&#8217;aperta difesa della sua identit\u00e0 politica. Quando il direttore cerc\u00f2 di stabilire la sua autorit\u00e0, dicendo<strong> &#8220;Io sono \u015e\u00fckr\u00fc, ho gestito questa prigione per cos\u00ec tanto tempo che qui non succede nulla senza il mio ordine&#8221;<\/strong>, Sakine rispose con aria di sfida:<\/p>\n<blockquote><p>&#8220;Io sono Sakine Cans\u0131z, una fondatrice del PKK. Sono qui ora e ho i miei principi! Non riconosco nient&#8217;altro&#8221;.<\/p><\/blockquote>\n<p>Mentre era l\u00ec, fece diversi tentativi di fuga, ma non ebbero successo a causa degli informatori. A causa di questi sforzi per liberarsi dalla cella che imprigionava il suo corpo, si guadagn\u00f2 il soprannome di <strong>&#8220;Farfalla&#8221;<\/strong> dai suoi compagni di prigionia.<br \/>\nIn risposta al colpo di stato del <strong>12 settembre 1982<\/strong>, che mirava a spezzare la volont\u00e0 ribelle delle persone, rimase solo una finestra di speranza: la resistenza dei prigionieri rivoluzionari. Coloro che hanno avuto un ruolo in questa resistenza hanno portato nuova vita a una societ\u00e0 sull&#8217;orlo della morte. I rivoluzionari curdi hanno compreso due punti chiave: primo, che la libert\u00e0 del Kurdistan come questione nazionale dipendeva in parte dal cambiamento della mentalit\u00e0 del sistema statale basato sul genocidio e sulla negazione, ma ancora pi\u00f9 importante dal risveglio del popolo curdo stesso; e secondo, che la resistenza e la difesa dell&#8217;identit\u00e0 e dei valori di una societ\u00e0 in questo movimento non erano limitati agli uomini: la partecipazione delle donne a questa resistenza ha aperto la strada a una grande trasformazione sociale.<br \/>\nLa <strong>resistenza di Sakine Cans\u0131z<\/strong> ha aperto la strada alla libert\u00e0 sia delle donne che della societ\u00e0. Da ci\u00f2 \u00e8 emerso lo slogan <strong>&#8220;Senza la libert\u00e0 delle donne, la societ\u00e0 non pu\u00f2 essere libera&#8221;<\/strong>. Ci\u00f2 che aveva indebolito la societ\u00e0 curda non erano solo gli effetti della colonizzazione, ma anche la malattia sociale e il degrado che la colonizzazione aveva interiorizzato nell&#8217;identit\u00e0 curda.<br \/>\nSakine \u00e8 stata la prima donna nella storia della Turchia a resistere a un tale livello, diventando una figura esemplare di eroismo. Sakine non ha mai accettato le condizioni di una vita ordinaria e ha lottato costantemente contro tali circostanze, senza mai arrendersi. Ha trascorso gran parte della sua giovinezza imprigionata in varie prigioni (Elaz\u0131\u011f, Malatya, Bursa, Amed e \u00c7anakkale).<br \/>\nNel <strong>1991 \u00e8 stata rilasciata<\/strong>. Dopo il suo rilascio, \u00e8 andata all\u2019 <strong>Accademia Mahsum Korkmaz<\/strong> nella valle della Bekaa in<strong> Libano<\/strong> e ha partecipato all&#8217;educazione ideologica guidata da A. \u00d6calan. L\u00ec, ha partecipato alla prima conferenza dei prigionieri politici e in seguito ha svolto lavoro organizzativo in <strong>Palestina, Siria e Rojava.<\/strong><br \/>\nDopo questo periodo di formazione, Sakine ha chiesto di andare sulle <strong>montagne del Kurdistan<\/strong>. \u00d6calan ha accettato la sua proposta, credendo per\u00f2 che lui non potesse decidere per Sakine, perch\u00e8 lei ha avuto un ruolo importante nella formazione del PKK. Anche le altre compagne e gli altri compagni hanno dovuto dare la loro opinione a riguardo. Quando la maggior parte delle compagne dell&#8217;accademia sostenne la decisione di Sakine di andare, \u00d6calan le disse: &#8220;Sara, hai vinto&#8221;. Sakine ne fu felicissima&#8230;<\/p>\n<blockquote><p>&#8220;Ero molto determinata e testarda: quando mi mettevo in testa qualcosa, la realizzavo sicuramente. Tutto ci\u00f2 che volevo accadeva uno per uno. Ho visto la leadership, ho visto met\u00e0 del Kurdistan, ho visto e sentito l&#8217;amore per la libert\u00e0 delle persone. Mi sono detta che se fossi andata in montagna, e quindi il mio sogno di diventare una guerrigliera si fosse avverato, allora tutto sarebbe stato come desideravo\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1898 aligncenter\" src=\"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/signal-2025-01-14-172623_029.jpeg\" alt=\"\" width=\"720\" height=\"540\" srcset=\"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/signal-2025-01-14-172623_029.jpeg 720w, https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/signal-2025-01-14-172623_029-300x225.jpeg 300w, https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/signal-2025-01-14-172623_029-86x64.jpeg 86w\" sizes=\"auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In seguito Sakine and\u00f2 sulle montagne del Kurdistan con grande passione, partecipando ad attivit\u00e0 e operazioni di guerriglia. Svolse un ruolo attivo e decisivo nei congressi e nelle conferenze del Movimento per la libert\u00e0 delle donne del Kurdistan e del movimento in generale. Era anche una scrittrice potente, il che spinse \u00d6calan a suggerirle di scrivere la sua storia di vita e le sue memorie.<br \/>\nNonostante le dure condizioni delle montagne del Kurdistan, manteneva una <strong>vita molto pulita e disciplinata<\/strong>. L&#8217;esercizio fisico era una delle sue passioni e abitudini quotidiane. Si svegliava presto la mattina e si esercitava in montagna, anche durante le nevicate, e raccoglieva erbe primaverili dagli altipiani. Amava scrivere le sue memorie, tenendo sempre il suo quaderno nella borsa, tirandolo fuori per scrivere ogni volta che ne aveva la possibilit\u00e0.<br \/>\n\u00d6calan, nel descrivere il carattere di Sakine, non riusciva a nascondere il suo stupore e le disse:<\/p>\n<blockquote><p>&#8220;Sei una ragazza molto resiliente. Ti abbiamo fatto passare attraverso molte difficolt\u00e0, ma questo \u00e8 stato certamente insignificante. Cosa possiamo fare? Sono le nostre lotte e i nostri combattimenti che ti hanno portato a questo livello&#8230; Puoi essere una personalit\u00e0 completa. Il tuo coraggio e il tuo sacrificio, cento volte pi\u00f9 dei miei, ti hanno dato forza&#8221;.<\/p><\/blockquote>\n<p>Quando la prima organizzazione delle donne autonoma (<strong>Unione delle donne patriottiche del Kurdistan<\/strong>) fu fondata all&#8217;interno del movimento ad Hannover nel<strong> 1987,<\/strong> Sakine era in prigione. Nel secondo congresso tenutosi nel <strong>1989<\/strong>, Sakine ha svolto un ruolo importante inviando una lettera di orientamento dalla prigione che \u00e8 stata letta al congresso. L&#8217;argomento principale di quel congresso era l&#8217;autonomia delle donne (pratiche di organizzazione indipendenti e speciali) e come svilupparla. Dalle montagne del Kurdistan, sono state inviate al congresso foto di 50 guerrigliere sotto il comando della compagna Azime, creando grande entusiasmo tra le donne e presentando una nuova immagine per tutte. Il terzo congresso dell&#8217;Unione delle donne patriottiche del Kurdistan si \u00e8 tenuto in Europa nell&#8217;agosto<strong> 1991<\/strong>, con circa 1.500 donne, delegate dei vari gruppi. Il congresso ha deciso di istituire un&#8217;istruzione autonoma per le donne in lingua curda, prendendo una posizione chiara e forte contro la pulizia etnica. Hanno anche deciso di pubblicare la rivista <strong>&#8220;Jina Serbilind&#8221;<\/strong> (Donna orgogliosa), che \u00e8 diventata la prima rivista delle donne.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1887 aligncenter\" src=\"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/signal-2025-01-14-172623_003-768x576-1.jpeg\" alt=\"\" width=\"768\" height=\"576\" srcset=\"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/signal-2025-01-14-172623_003-768x576-1.jpeg 768w, https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/signal-2025-01-14-172623_003-768x576-1-300x225.jpeg 300w, https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/signal-2025-01-14-172623_003-768x576-1-86x64.jpeg 86w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dopo essere tornata sulle montagne del Kurdistan, Sakine Cans\u0131z rimase a <strong>Botan nel 1994<\/strong>. Quell&#8217;anno vide intensi combattimenti, fece parte dell&#8217;unit\u00e0 mobile, che era l&#8217;unit\u00e0 pi\u00f9 combattiva e affront\u00f2 il maggior numero di battaglie. Nel <strong>1995<\/strong>, fu deciso di tenere un congresso delle donne sulle montagne del Kurdistan. Sakine svolse un ruolo chiave nel comitato preparatorio per il primo congresso della <strong>Unione delle donne del Kurdistan per la libert\u00e0<\/strong> (YAJK). A Metina, nel villaggio di Beshiri, in una grande grotta storica chiamata simbolicamente &#8220;Tempio delle donne\u201d, prepararono lo statuto, il programma e i resoconti del movimento. Il congresso includeva rappresentanti di tutte le regioni, con la partecipazione di 350 delegate donne. Fu la prima esperienza storica e il primo passo del movimento per la libert\u00e0 delle donne curde sulle montagne del Kurdistan. Questo passo monumentale arriv\u00f2 dopo aver reso le donne curde guerrigliere in un esercito delle donne. Era un esercito che avrebbe infranto tutte le disuguaglianze, frantumato il muro della paura, portato le donne fuori dalle loro case e condotte alla lotta. Oltre al suo aspetto militare, questo esercito ha sradicato fondamentalmente la mentalit\u00e0 conservatrice prevalente in Kurdistan e ha mostrato agli uomini i calori di base secondo i quali le donne volevano vivere. In tutti questi passaggi, <strong>Sakine \u00e8 stata una pioniera della collettivit\u00e0<\/strong>. Ha capito profondamente che \u00d6calan aveva affrontato la contraddizione pi\u00f9 profonda della storia e che il cambiamento democratico era impossibile senza questo approccio rivoluzionario radicale. Riguardo a questo passaggio, Sakine ha affermato:<\/p>\n<blockquote><p>&#8220;L&#8217;entrata delle donne nell&#8217;esercito non si \u00e8 limitata a essere solo una forza armata. La creazione dell&#8217;esercito della libert\u00e0 ha significato sviluppo ideologico e politico, azione, volont\u00e0 e creazione di potere e moralit\u00e0. Ha anche significato creare basi per l&#8217;unit\u00e0 con il popolo. Ha significato affrontare le principali richieste delle persone, organizzarsi collettivamente in base alle esigenze delle persone, creare un&#8217;organizzazione che avrebbe compreso tutto questo&#8221;.<\/p><\/blockquote>\n<p>Dopo aver acquisito una vasta esperienza pratica sulle montagne del Kurdistan, Sakine \u00e8 tornata, con una vasta esperienza e basi teoriche, all&#8217;accademia di formazione dei quadri politici, dove erano necessarie nuove prospettive e analisi. Nel momento esatto in cui la Turchia e le forze internazionali stavano preparando una rete di cospirazione per espellere \u00d6calan dalla Siria, durante un incontro in Media TV con Abdullah \u00d6calan, Sakine e diverse compagne hanno <strong>annunciato il progetto di liberazione delle donne<\/strong>. Questa \u00e8 considerata una delle fasi pi\u00f9 fondamentali e importanti nella lotta del movimento per la liberazione delle donne curde, che si \u00e8 verificata esattamente quando l&#8217;ideologia del movimento stava diventando sempre pi\u00f9 insignificante a causa delle ondate di propaganda neoliberista a livello globale. Questa fase era stata formulata sia in teoria che in pratica nel corso di molti anni per rispondere alla domanda <strong>&#8220;come vivere?&#8221;<\/strong> e richiedeva una ridefinizione storica della relazione tra uomini e donne nella societ\u00e0 curda e oltre. Il giornalista turco Maher Sayan, in un&#8217;intervista con \u00d6calan, ha descritto questa relazione come &#8220;fuoco e benzina&#8221;, riferendosi alla trasformazione da una tradizionale relazione padrone-schiavo tra un uomo dominante e una donna tradizionale, a una relazione libera. Secondo l&#8217;ideologia della <strong>liberazione delle donne<\/strong>, questa nuova relazione si basava su principi di <strong>welatparez\u00ee (difesa della terra), lotta, organizzazione, libero pensiero e libero arbitrio ed etica-estetica<\/strong>. Questo passo avrebbe cambiato non solo il destino della societ\u00e0 curda, ma anche quello dell&#8217;intera regione; ora, tutto questo, ha riverberi globali. Questo \u00e8 stato il dialogo storico, filosofico e pratico tra Abdullah \u00d6calan e Sakine Cans\u0131z.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1888 aligncenter\" src=\"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/signal-2025-01-14-172623_008-768x432-1.jpeg\" alt=\"\" width=\"768\" height=\"432\" srcset=\"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/signal-2025-01-14-172623_008-768x432-1.jpeg 768w, https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/signal-2025-01-14-172623_008-768x432-1-300x169.jpeg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dopo la formazione presso l&#8217;accademia dei quadri, Sakine (compagna Sara) \u00e8 tornata nel 1998 all\u2019accademia Mahsum Korkmaz. Dopo un nuovo dialogo e un&#8217;analisi sociologica con \u00d6calan, ha spostato la<strong> sua lotta in Europa<\/strong>, dove ha continuato il lavoro organizzativo e ha aperto un fronte pi\u00f9 ampio nel lavoro. Ha compiuto passi significativi sia tra gli amici del popolo curdo che nella lotta diplomatica. Nel <strong>2018<\/strong>, durante il nostro primo campo di <strong>Jineoloj\u00ee a Bilbao<\/strong>, nei Paesi Baschi, abbiamo scoperto che Sakine \u00e8 stata la prima donna curda a visitare Bilbao al suo arrivo in Europa nel 1998, incontrando le donne basche. Le donne attiviste e le accademiche basche hanno notato la forte personalit\u00e0 e l&#8217;ampio orizzonte intellettuale di Sakine.<br \/>\nOgni volta che Sakine visitava una casa, lasciava un ricordo potente e influenzava notevolmente lo sviluppo dello spirito patriottico. Ha costruito relazioni di compagnerismo non solo con le case curde, ma anche con figure di sinistra, socialiste e internazionaliste, aprendo ampie strade per la lotta, la resistenza e la collaborazione. Ha <strong>introdotto persone nuove al Kurdistan e al movimento per la libert\u00e0<\/strong>, trovando sostegno per la lotta per la libert\u00e0.<br \/>\nSoprattutto dopo la cospirazione internazionale contro \u00d6calan e la sua prigionia nell&#8217;isolamento di \u0130mral\u0131, Sakine ha condotto un <strong>lavoro di informazione ed organizzazione<\/strong> paese per paese, spiegando il difficile periodo successivo alla cospirazione all&#8217;interno del movimento e della societ\u00e0. In particolare per quanto riguarda il cambiamento di paradigma verso la modernit\u00e0 democratica, che \u00e8 stato un passo strategico che ha comportato molti rischi. Sakine ha lavorato giorno e notte per mantenere l&#8217;unit\u00e0 organizzativa e svolgere il ruolo strategico del Movimento per la libert\u00e0 delle donne curde nella risoluzione di questioni storiche, fornendo una vera leadership alle donne all&#8217;interno del movimento, proteggendo al contempo il movimento e guidando il processo di divulgazione nella societ\u00e0 europea della rivoluzione del Kurdistan. Per questo, insieme ad altri quadri dirigenti, ha mantenuto una posizione decisiva in tutti i congressi successivi e nei punti di svolta del movimento. Sakine era molto convinta che si stesse avvicinando una fase cruciale nella lotta per la libert\u00e0 del Kurdistan. Parlando con sicurezza su<strong> Roj TV il 27 ottobre 2008<\/strong>, ha affermato:<\/p>\n<blockquote><p>&#8220;C&#8217;\u00e8 una lotta in corso che sta avanzando. Una lotta che ora \u00e8 diventata la stessa del popolo curdo. Ha aperto la strada alla libert\u00e0 per il nostro popolo, ha spianato la strada all&#8217;organizzazione e all&#8217;unit\u00e0 del popolo curdo ed \u00e8 diventata il fondamento per l&#8217;autodeterminazione del popolo\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>In un&#8217;<strong>intervista del 2011<\/strong>, pubblicata sulla rivista <strong>Nawaya Jin<\/strong>, e rispondendo a una domanda sulle responsabilit\u00e0 delle donne, Sakine ha detto:<\/p>\n<blockquote><p>&#8220;Lottiamo per non diventare le donne che non possono fare altro che piangere, lottiamo per non diventare le donne che vestono di nero e si lamentano del loro dolore, ecco perch\u00e9 siamo sulle montagne&#8230; Il dolore e l&#8217;oppressione che la societ\u00e0 e le donne hanno vissuto nella storia e continuano a sperimentare oggi, riguardano la consapevolezza, la creazione di coscienza, pensiero e prospettiva e mezzi di lotta. Possiamo superare questa situazione solo attraverso un&#8217;ampia organizzazione&#8221;.<\/p><\/blockquote>\n<p>Quando in Europa si sono tenute discussioni sulla creazione di una Fondazione per le donne, \u00e8 stato suggerito di chiamarla Sakine, proprio come molte istituzioni sono state chiamate Rosa Luxemburg. A quel tempo, Sakine ha detto: <strong>\u201cPerch\u00e9? Stanno progettando di uccidermi?&#8221;<\/strong> Evidentemente, ha intuito che coloro che non sono riusciti a eliminarla in prigione o sulle montagne del Kurdistan l&#8217;avevano inseguita in Europa.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1893 aligncenter\" src=\"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/signal-2025-01-14-172623_014-768x576-1.jpeg\" alt=\"\" width=\"768\" height=\"576\" srcset=\"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/signal-2025-01-14-172623_014-768x576-1.jpeg 768w, https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/signal-2025-01-14-172623_014-768x576-1-300x225.jpeg 300w, https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/signal-2025-01-14-172623_014-768x576-1-86x64.jpeg 86w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Nel centro europeo noto per la difesa&#8221;diritti umani&#8221; e la &#8220;democrazia&#8221;, \u200b\u200bsono riusciti nella loro cospirazione contro Sakine. Il 9 gennaio 2013, al Centro culturale curdo sulla strada pi\u00f9 trafficata di Parigi, Sakine Cans\u0131z (Sara), il membro del Congresso Nazionale del Kurdistan Fidan Do\u011fan (Rojbin) e una donna appartenente al movimento della giovent\u00f9 curda Leyla \u015eaylemez (Ronah\u00ee) sono state assassinate da un membro dei servizi segreti turchi (MIT).<\/strong> In seguito, l&#8217;assassino \u00e8 morto in una prigione francese in circostanze misteriose, portando alla chiusura del caso. Lo Stato turco fascista ed occupante ha tentato di mettere a tacere la voce delle donne curde e del popolo curdo, attraverso l&#8217;assassinio di Sakine e di altre donne pioniere. Il loro obiettivo: sferrare un colpo mortale alla mente ispiratrice di questo movimento. Tuttavia, <strong>Sakine \u00e8 diventata la voce e lo spirito di milioni di persone<\/strong> di fronte ai suoi assassini. Sognava di essere inondata di fiori, quando sarebbe stata accolta come guerrigliera in Kurdistan. Portava con s\u00e9 il dolore, la sofferenza e la tragedia del suo popolo, trasformandoli in speranza, energia, consapevolezza e organizzazione mentre viaggiava di citt\u00e0 in citt\u00e0, di montagna in montagna, di Paese in Paese. Eppure era consapevole che la strada per arrivare alla pace sarebbe stata lunga.<br \/>\n\u00d6calan valut\u00f2 questo massacro e disse:<\/p>\n<blockquote><p>&#8220;In realt\u00e0, volevano usare questo massacro per impedire i miei sforzi di pace. Cio\u00e8, coloro all&#8217;interno dello Stato che non vogliono che la questione venga risolta attraverso mezzi democratici, volevano interrompere il processo. La vita di Sakine \u00e8 un esempio. La libert\u00e0 delle donne \u00e8 la lotta di Sakine. Chieder\u00f2 a tutti di rendere conto a Sakine, e riveler\u00f2 questo\u2026\u201d<\/p><\/blockquote>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1885 aligncenter\" src=\"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/0f8c4564-37bc-479b-a3a1-9222dc7bf216_cx0_cy3_cw0_w1023_r1_s.jpg\" alt=\"\" width=\"1023\" height=\"575\" srcset=\"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/0f8c4564-37bc-479b-a3a1-9222dc7bf216_cx0_cy3_cw0_w1023_r1_s.jpg 1023w, https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/0f8c4564-37bc-479b-a3a1-9222dc7bf216_cx0_cy3_cw0_w1023_r1_s-300x169.jpg 300w, https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/0f8c4564-37bc-479b-a3a1-9222dc7bf216_cx0_cy3_cw0_w1023_r1_s-768x432.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1023px) 100vw, 1023px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1892 aligncenter\" src=\"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/signal-2025-01-14-172623_012-768x576-1.jpeg\" alt=\"\" width=\"768\" height=\"576\" srcset=\"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/signal-2025-01-14-172623_012-768x576-1.jpeg 768w, https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/signal-2025-01-14-172623_012-768x576-1-300x225.jpeg 300w, https:\/\/jineoloji.eu\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/signal-2025-01-14-172623_012-768x576-1-86x64.jpeg 86w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Fonte: Tawar Magazine<br \/>\n[1] &#8211; Documentario di Sarah https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=oLiq0p6T1x4<br \/>\n[2] &#8211; Ibid.<br \/>\n[3] &#8211; A. Ocalan, Oltre lo Stato, il potere e la violenza.<br \/>\n[4] La parola \u201capoci\u201d arriva dall\u2019abbreviazione del nome Abdullah, Apo. Apoci \u00e8 riferito a chi crede nella filosofia di Abdullah \u00d6calan, il leader del primo gruppo di rivoluzionari del Kurdistan.<br \/>\n[5] Dalal Amed, \u201cWomen&#8217;s History Lessons in the Kurdistan Freedom Movement\u201d.<br \/>\n[6] Ibid.<br \/>\n[7] Il documentario di Sarah https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=oLiq0p6T1x4.<br \/>\n[8] Butterfly \u00e8 un film del 1973 sulla vita di un prigioniero, diretto da Franklin J. Schaffner. La sceneggiatura \u00e8 stata scritta da Dalton Trumbo e Lorenzo Semple Jr. e racconta la storia di un prigioniero francese di nome Henri Charier[9] Abdullah Ocalan, Volume 1 of \u201cCome vivere\u201d (non c\u2019\u00e8 la traduzione del libro in italiano)<br \/>\n[10] &#8211; (Dalal Amed), book \u201cLessons of Women&#8217;s History in the Kurdistan Freedom Movement\u201d.<br \/>\n[11] &#8211; Ibid<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Necibe Qeredaxi Dal momento in cui gli esseri umani hanno preso coscienza della loro esistenza come volont\u00e0, si sono continuamente posti domande fondamentali, sempre alla ricerca delle risposte migliori e pi\u00f9 soddisfacenti che diano un senso alla loro vita, sia personale che sociale. 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