{"id":1823,"date":"2025-01-19T19:11:23","date_gmt":"2025-01-19T16:11:23","guid":{"rendered":"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/?p=1823"},"modified":"2025-01-19T19:11:23","modified_gmt":"2025-01-19T16:11:23","slug":"parte-3-la-visione-olistica-delle-donne-per-quanto-riguarda-la-salute-e-la-guarigione-rimedi-naturali-vs-industria-farmaceutica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/jineoloji.eu\/it\/2025\/01\/19\/parte-3-la-visione-olistica-delle-donne-per-quanto-riguarda-la-salute-e-la-guarigione-rimedi-naturali-vs-industria-farmaceutica\/","title":{"rendered":"Parte 3 &#8211; La visione olistica delle donne per quanto riguarda la salute e la guarigione. Rimedi naturali vs industria farmaceutica."},"content":{"rendered":"<p>Autrice: Ana Arambilet<br \/>\n&#8220;Sono una donna di 66 anni e voglio condividere con voi un&#8217;esperienza che mi sembra importante. Qualche anno fa, in due occasioni sono dovuta andare dal medico con sintomi come stanchezza, affaticamento, pessimismo, umore depresso, nervosismo e insonnia. Senza alcun dubbio e senza alcuna prova medica sono stata indirizzata alla psichiatria e per diversi mesi, in entrambe le occasioni, ho assunto farmaci e ho seguito una terapia con uno psicologo. D&#8217;altra parte, per qualche tempo il medico ha controllato il mio colesterolo attraverso l&#8217;analisi e nell&#8217;ultimo test mi ha rilevato la mancanza di vitamina D per la quale mi \u00e8 stato prescritto un integratore di questa vitamina. Per ottenere informazioni sulle cause e le conseguenze di questa mancanza ho consultato varie pagine e con mia sorpresa ho scoperto che (cito testualmente) i sintomi della mancanza di vitamina D sono proprio stanchezza, affaticamento, pessimismo, umore depresso, nervosismo e insonnia. Questo \u00e8 il motivo per cui sono quasi assolutamente certa che in precedenti occasioni i miei sintomi non erano dovuti a malattie mentali cos\u00ec allegramente diagnosticate, ma alla mancanza di vitamina D. Si pu\u00f2 obiettare che sono migliorata con i trattamenti psichiatrici, ovviamente i farmaci alleviano i sintomi, ma non necessariamente fanno scomparire l&#8217;origine del disturbo. \u00c8 anche vero che la mancanza di vitamina D ha altri sintomi come l&#8217;eccitabilit\u00e0, la gengiviti e la debolezza muscolare che non ho avuto in precedenti occasioni, ma che non presento nemmeno ora. Con quello che so ora, mi chiedo se sarebbe stata consigliabile un&#8217;analisi per escludere possibili cause organiche o metaboliche prima di diagnosticare la depressione. Infine, non ho potuto fare a meno di chiedermi se il fatto che io sia una donna e non un uomo significhi che le donne vengono inconsciamente incolpate di malattie &#8220;specifiche del genere&#8221; pi\u00f9 spesso di quanto sarebbe ragionevole.<br \/>\nLa malattia mentale \u00e8 sempre stata considerata uno stigma e spetta a tutti noi, soprattutto alle donne, far s\u00ec che questo stigma scompaia al pi\u00f9 presto.\u201d M.A.<\/p>\n<h3>La concezione olistica della vita<\/h3>\n<p>Per migliaia di anni la natura e il corpo umano sono stati considerati un tuttuno intrecciato; la malattia e la sua guarigione erano legate a questa concezione olistica del mondo. La natura stessa forniva gli strumenti necessari per la sussistenza e il sollievo dalle malattie; e ha fornito i rimedi dalle piante naturali senza alcun costo economico, alla portata di tutte le classi sociali, e attraverso la conoscenza che le donne hanno trasmesso di generazione in generazione.<br \/>\nIl nostro corpo \u00e8 legato alla natura e, come dice Silvia Federici &#8220;\u00e8 anche un ricettacolo di poteri, capacit\u00e0 e resistenze che si sono sviluppati in un lungo processo di co-evoluzione con il nostro ambiente naturale, nonch\u00e9 di pratiche intergenerazionali, che lo hanno reso un confine naturale per lo sfruttamento&#8221;.<br \/>\nSilvia Federici parla anche della necessit\u00e0 che il nostro corpo ha &#8211; il sole, il cielo azzurro e il verde degli alberi, l&#8217;odore della foresta e del mare, la necessit\u00e0 di toccare, odorare, dormire e fare l&#8217;amore.<br \/>\nSiamo parte della natura e sentirci diversi da essa \u00e8 parte di ci\u00f2 che ha portato alla nostra dominazione. Per migliaia di anni la natura ha fornito agli esseri umani saggezza, esperienza, guarigione, cibo, ecc. ma \u00e8 stata costantemente attaccata dal capitalismo, che l&#8217;ha soggiogata e ha compartimentato i nostri corpi e i loro bisogni, per poi trasformarli in merci per la gloria del mercato. La scienza medica, in particolare, \u00e8 specializzata in compartimenti stagni che dimenticano la nostra realt\u00e0 olistica e che si ripartiscono il mercato tra di loro. E le industrie farmaceutiche producono e commercializzano farmaci spesso particolarmente dannosi.<\/p>\n<p>&#8220;La storia del corpo \u00e8 la storia dell&#8217;uomo, poich\u00e9 non c&#8217;\u00e8 pratica culturale che non coinvolga prima il corpo.\u201d. Silvia Federici<\/p>\n<h3>Dalla medicina naturale all\u2019istituzionalizzazione della salute<\/h3>\n<p><strong>Un contributo di A.B:<\/strong><\/p>\n<p>In relazione alla decolonizzazione dei nostri pensieri, appare il problema della salute. \u00c8 una questione molto ampia, poich\u00e9 va da ci\u00f2 che mangiamo, da come ci relazioniamo, da come viviamo o da come guariamo.<br \/>\nI problemi di salute e i modi per curarsi sono sempre esistiti, a tutti i livelli. Un tempo ci si curava con la medicina tradizionale, basata sul rispetto, sull&#8217;osservazione e sull&#8217;auto-osservazione di se stessi e dello sviluppo delle malattie. C&#8217;erano persone che avevano pi\u00f9 strumenti di altre in questo senso e venivano consultate sulla base della fiducia.<\/p>\n<p>Nel XII secolo la salute cominci\u00f2 a essere istituzionalizzata e, gi\u00e0 in un sistema patriarcale dopo la caccia alle streghe tra il XV e il XVIII secolo, le donne non hanno accesso agli studi necessari per poter esercitare liberamente la professione di medico, guaritrice&#8230; Le classi dominanti cominciano ad avere accesso alla medicina (istituzionalizzata e con una laurea) e la medicina diventa una professione praticata solo dagli uomini.<br \/>\nTutte le conoscenze ancestrali che erano state tramandate di generazione in generazione cominciarono a essere disprezzate e si impose la cultura dell&#8217;immediatezza. Ma c&#8217;era ancora uno spazio in cui le donne praticavano la medicina: l&#8217;ostetricia. Nonostante ci\u00f2, nel XVI e XVII secolo i medici (maschi) iniziarono a usare il forcipe come strumento chirurgico e alle donne fu proibito di praticare l&#8217;ostetricia.<br \/>\nLa medicina di oggi \u00e8 erede di tutte queste pratiche. \u00c8 vero che la medicina moderna ha portato anche cose molto positive (antibiotici, alcuni vaccini, interventi chirurgici, metodi diagnostici, ecc.) Grazie alla medicina moderna, la nostra aspettativa di vita si \u00e8 allungata notevolmente, ma \u00e8 importante solo quanti anni viviamo? O come li viviamo e qual \u00e8 il loro significato? Il sistema medico nasce e si nutre dell&#8217;ideologia del sistema di dominio, per questo ha raggiunto risultati quantitativi e tecnologici a scapito della perdita di autonomia, di senso della vita e di una visione olistica.<br \/>\nIl sistema si appropria della parola &#8220;cura&#8221;, legandola al rispetto degli ordini (in gran parte basati sull&#8217;isolamento sociale) e motivandolo come solidariet\u00e0 con le altre persone. Si crea cos\u00ec una societ\u00e0 basata sulla paura (degli altri, di relazionarsi, di stare insieme&#8230;) e sull&#8217;individualismo, in contrasto con il prendersi cura dell&#8217;altro e della comunit\u00e0, delegando la nostra salute nelle mani delle aziende farmaceutiche, che sono governate da parametri economici e sono solo un altro strumento del sistema.<br \/>\nUn esempio di questo \u00e8 nell\u2019attuale crisi del COVID-19. Oltre a creare una paura sociale, ile persone deputate alla cura (caregiver) sono state impegnate in un enorme sistema di sfruttamento.<br \/>\nIl ruolo delle aziende farmaceutiche \u00e8 quello di perpetuare questo sistema imponendoci tutti questi parametri e creando societ\u00e0 malate e sovra medicalizzata. Montsanto e Bayern, ne sono un esempio.<\/p>\n<h3>La medicina come azienda<\/h3>\n<p>Nel Medioevo, le donne curavano e si curavano, e ci sono numerose fonti che hanno lasciato testimonianza dei trattamenti naturali che le donne elaboravano, e le cui ricette venivano scambiate; e sebbene molti di questi ricettari siano scritti da uomini, si sa che in origine erano stati elaborati da donne (Montserrat Cabr\u00e9 e Fernando Salm\u00f3n).<br \/>\nCon il capitalismo, la medicina diventa sistematizzata e istituzionalizzata, frammentata, invece di avere una visione olistica del corpo e della vita. Per quanto riguarda la guarigione, le persone sono esautorate, mercificate: siamo &#8220;pazienti&#8221; (L.T.). Dipendendo dalla diagnosi del medico, rinunciamo alla conoscenza intuitiva che abbiamo del funzionamento del nostro corpo, e rinunciamo anche alla nostra visione; \u00e8 molto difficile che un medico ascolti o presti attenzione a ci\u00f2 che il &#8220;paziente&#8221; pu\u00f2 dirgli sulla propria percezione di quello che sta passando: &#8220;\u00e8 impossibile che le faccia male&#8221;, &#8220;il medico sono io, non lei&#8221;, &#8220;non faccia diagnosi da solo&#8230;&#8221;.<br \/>\nNel prologo del libro di Karl Polanyi, \u201cL&#8217;Europa in decadenza\u201d, Rafael Poch sostiene che il capitalismo corrode la societ\u00e0 introducendo la logica del profitto in aree che non erano state mai governate dagli interessi del mercato; e considerando la natura come una merce, distrugge l&#8217;ambiente fisico.<br \/>\n&#8220;<em>Il soggetto \u00e8 l&#8217;uomo, lo scienziato, e il resto di noi siamo oggetti \u2013 sebbene ci siano anche donne in medicina \u2013 siamo un numero, un&#8217;infezione. Non ci sono due soggetti, ma un soggetto e un oggetto da studiare. Non \u00e8 il metodo scientifico che \u00e8 cattivo, ma \u00e8 l&#8217;istituzione della scienza che ha una base misogina, razzista, classista; non \u00e8 che lo sviluppo tecnologico sia cattivo, ma che non \u00e8 al servizio della gente, non \u00e8 finalizzato a risolvere i bisogni della societ\u00e0, non \u00e8 finalizzato a una vita libera.<\/em>&#8221; (M.K.)<br \/>\nLa salute del nostro corpo \u00e8 diventata l&#8217;ennesimo mercato da sfruttare, e ne \u00e8 un esempio lo sviluppo dell&#8217;industria farmaceutica: il numero esagerato di farmaci e il consumo eccessivo nei Paesi pi\u00f9 sviluppati sono la prova dell&#8217;enorme volume di mercato che l&#8217;industria farmaceutica muove. Alcune delle accuse che possono essere rivolte ad essa sono la produzione e la commercializzazione di prodotti che hanno talvolta causato innumerevoli morti; la difficolt\u00e0 di accesso ai farmaci per i Paesi del terzo mondo; i prezzi inutilmente esorbitanti di alcuni medicinali o l&#8217;uso di brevetti. Tutto questo \u00e8 diventato ancora pi\u00f9 evidente con la pandemia.<br \/>\nUn caso particolarmente grave e doloroso \u00e8 quello dell&#8217;OxyContin, commercializzato come analgesico dalla famiglia Sackler, mentre in realt\u00e0 era un oppiaceo che ha causato migliaia di morti e milioni di tossicodipendenti negli Stati Uniti durante gli anni in cui \u00e8 stato venduto, anche quando i suoi terribili effetti sono diventati evidenti. L&#8217;industria farmaceutica muove un&#8217;enorme quantit\u00e0 di denaro e conta sulla collaborazione e la complicit\u00e0 di politici, funzionari pubblici e persino medici, e pu\u00f2 assumere gli avvocati pi\u00f9 prestigiosi e imbarcarsi in processi eterni che i singoli che denunciano le sue cattive pratiche non possono permettersi. Lo scrittore Patrick Radden Keefe ha pubblicato un romanzo esaustivo (non fiction): &#8220;L&#8217;impero del dolore&#8221; sul caso dell&#8217;OxyContin.<br \/>\nIl dolore pu\u00f2 essere controllato in modo meno dannoso per l&#8217;organismo. Il dolore ci fornisce anche informazioni sul nostro corpo e la soppressione della sensazione di dolore pu\u00f2 nascondere lo sviluppo di un disturbo. Il successo dell&#8217;OxyContin fu dovuto all&#8217;accettazione che non c&#8217;era motivo di soffrire il dolore, ed era persino offensivo che questo farmaco fosse messo in discussione da persone che potevano soffrire dolori terribili. Il problema \u00e8 che l&#8217;OxyContin \u00e8 stato prescritto per dolori moderati, che avrebbero potuto essere trattati in modo naturale.<br \/>\nMa non \u00e8 solo il dolore fisico che viene eliminato con antidolorifici e oppiacei, anche la sofferenza causata da situazioni di pressione che molte persone vivono (problemi economici, maltrattamenti sul lavoro, pressioni sociali, ecc.) viene combattuta con antidepressivi che rendono dipendenti; sono farmaci che riducono la capacit\u00e0 delle persone di rispondere e reagire alle vere cause del loro disagio. La psichiatria \u00e8 uno dei campi della medicina che crea pi\u00f9 dipendenza. &#8220;Invece della rivoluzione c&#8217;\u00e8 la depressione (Byung-Chul Han)&#8221;; la risposta alle pressioni e alle ingiustizie \u00e8 individuale e ognuno \u00e8 responsabile del proprio dolore, non siamo parte di un corpo sociale comune che si aiuta e si protegge a vicenda.<\/p>\n<h3>Conclusione<\/h3>\n<p>Per molte migliaia di anni, gli esseri umani hanno vissuto con il proprio ambiente in modo globale e olistico, relazionandosi cos\u00ec anche con se stessi. In questo periodo, le donne erano le grandi detentrici della cura e della guarigione. Con lo sviluppo del capitalismo e delle scienze positivistiche, la natura viene colonizzata e il corpo viene frammentato; le risorse e la risposta ai bisogni primari vengono mercificati. Di fronte a ci\u00f2, molte iniziative all&#8217;interno e all&#8217;esterno della medicina stanno recuperando l&#8217;antica saggezza delle pratiche di cura e l&#8217;importanza della relazione empatica e di fiducia tra chi cura e chi \u00e8 curato.<\/p>\n<p>Bibliograf\u00eda (originale in Castigliano)<br \/>\nEl imperio del dolor. Patrick Radden Keefe.<br \/>\nM\u00e9s enll\u00e0 de la perif\u00e8ria de la pell. Silvia Federici.<br \/>\nJineoloji. Campamento del Mediterr\u00e1neo. Primavera 2018. \u201cLa Karmela\u201d, Bilbao. Taller de medicina natural.<br \/>\nLa f\u00e1brica de la locura. Tomas Szazs.<br \/>\nBrujas, parteras y curanderas. Una historia de sanadoras. Barbara Ehrenreich, Deirdre English.<br \/>\nEuropa en descomposici\u00f3n. Karl Polany.<br \/>\nLa sociedad paliativa. Byung-Chul Han.<br \/>\nCurar y cuidar. V\u00ednculos terap\u00e9uticos en la Baja Edad Media. Montserrat Cabr\u00e9, Fernando Salm\u00f3n.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Autrice: Ana Arambilet &#8220;Sono una donna di 66 anni e voglio condividere con voi un&#8217;esperienza che mi sembra importante. Qualche anno fa, in due occasioni sono dovuta andare dal medico con sintomi come stanchezza, affaticamento, pessimismo, umore depresso, nervosismo e insonnia. 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